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Kristina Liutova, un debutto col botto: primo titolo WTA 250 a 16 anni e mezzo. Nel segno di Serena Williams e Rafa Nadal

  • Postato il 3 agosto 2026
  • Di Virgilio.it
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Kristina Liutova, un debutto col botto: primo titolo WTA 250 a 16 anni e mezzo. Nel segno di Serena Williams e Rafa Nadal

Predestinata è un termine da usare con cautela. Ma nel caso di Kristina Liutova viene difficile trovarne di più calzanti: vincendo il torneo 250 di Memphis è diventata a 16 anni e 175 giorni la giocatrice più giovane a vincere un torneo WTA dai tempi di Coco Gauff, che nel 2019 a Linz s’impose a 15 anni e 7 mesi esatti. Kristina però pare davvero essere uscita dal futuro: un mix di potenza e tecnica, un po’ come i suoi due grandi idoli che l’hanno fatta innamorare di questo sport.

Un debutto da favola: primo torneo WTA e primo hurrà

Serena Williams e Rafael Nadal in qualche modo possono dire di aver contribuito loro stessi a questa clamorosa rivelazione estiva sul cemento di Memphis. Dove Liutova le ha cantate a tutte le rivali incontrate in corso d’opera, finendo per cantare per davvero (seppur rigorosamente in playback) sul microfono posto sul premio dedicato alla prima classificata, chiaro omaggio alla città della musica.

Serena e Rafa sono coloro che più di tutti l’hanno ispirata: è cresciuta nel loro mito e ricorda con affetto quando, agli US Open 2022, ebbe la fortuna di vederli giocare entrambi, in una delle ultime apparizioni nel circuito. L’ispirazione è stata quella giusta, se è vero che a 16 anni e mezzo la giocatrice di origini russe, ma trapiantata da qualche anno a Redmond, nello stato di Washington, ha debuttato col botto nel massimo circuito professionistico.

Dove non aveva mai disputato un solo incontro, neppure nei tornei 125: è partita subito col 250 di Memphis, uscendo a sorpresa dalle qualificazioni e senza più fermarsi, fino a centrare una clamorosa vittoria in finale (in rimonta) contro Darja Vidmanova, numero 92 del ranking. Liutova è salita in una settimana di oltre 100 posizioni, toccando il best ranking alla 126: sette mesi fa era 714, oggi è a un passo dalla top 100.

L’ascesa di Kristina: 590 posizioni guadagnate da gennaio

Nata a Mosca il 2 febbraio 2010, Kristina è cresciuta in una famiglia dove il tennis era davvero di casa. Con la mamma che da brava giocatrice amatoriale le ha appiccicato in fretta la passione per la racchetta, coltivata sin dall’età di tre anni. Quando nel 2020 ha deciso di trasferirsi negli Stati Uniti, tutto ha preso un altro significato: quello che era un divertimento e un semplice gioco è diventato un vero e proprio obiettivo per la vita, e Liutova s’è fatta conoscere (e apprezzare) tanto nei circuiti statunitensi.

Lo scorso anno il suo nome ha cominciato a girare in virtù della finale raggiunta all’Orange Bowl, uno dei principali tornei internazionali a livello giovanile, torneo che aveva vinto nel 2022 (categoria Under 12), oltre poi ad aver conquistato nel 2023 il titolo USTA Under 16.

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Da qui a pensare di vederla alzare un trofeo WTA (per giunta 250) soltanto qualche mese dopo, però, ce ne passava: benché dall’inizio dell’anno avesse già vinto il W35 di Las Vegas e i due W100 consecutivi di Indian Harbour Beach e Sunter, già l’eventualità di accedere al main draw di un torneo WTA 250 appariva alla stregua di una notizia da festeggiare, primo passo di un futuro comunque radioso.

Il trionfo a Memphis e la voglia di giocare per USTA

Kristina a Memphis è andata decisamente oltre: battuta la 629 del mondo nell’unico turno di qualificazione (la connazionale Kozyreva), ha superato al debutto la numero uno del seeding (e 19 al mondo) Ekaterina Alexandrova, che s’è ritirata quando Liutova era a due punti dal match nel terzo set. Poi ha superato Maya Joint (76) e Caty McNally (73), quindi in semifinale Elvina Kalieva (132) prima del trionfo su Vidmanova in una finale cominciata malissimo, ma chiusa in gloria (1-6 6-1 6-3).

È la prima volta che un’atleta nata nella seconda decade del millennio conquista un titolo WTA, ed è la terza teenager (cioè minorenne) a farlo nell’anno corrente dopo Mirra Andreeva e Lilli Tagger. Quest’anno viaggia a un ritmo di 33 vittorie in 37 incontri, e l’attuale classifica le potrebbe consentire anche di giocare le qualificazioni a Flushing Meadows.

Qualcuno negli USA parla già di “A star is born”, parafrasando la celebre citazione di Lady Gaga. Lo fanno anche perché Liutova, seppur nata in Russia, avrebbe già reso nota la volontà di rappresentare gli Stati Uniti in futuro, lei che possiede la green card ed è dunque cittadina statunitense a tutti gli effetti. Il precedente di Diana Shnaider potrebbe non restare isolato: chi non vorrebbe un talento così cristallino sotto la propria bandiera?

Autore
Virgilio.it

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