Kostyuk all'attacco: "Non stringo la mano a Potapova". A Madrid semifinale e veleni tra l'ucraina e l'ex russa
- Postato il 30 aprile 2026
- Di Virgilio.it
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Nervi tesi sulla terra rossa spagnola prima della semifinale che chiude il programma di giovedì alla Caja Magica di Madrid. E non potrebbe essere altrimenti, visto che di fronte ci sono un’ucraina, Marta Kostyuk, e una russa, Anastasia Potapova. Pardon: austriaca. Già perché da inizio anno la bionda Anastasia, legata sentimentalmente all’olandese Tallon Griekspoor, rappresenta sportivamente il paese danubiano. Un cambio di nazionalità comune a tanti sportivi russi, che spessa costituisce un mutamento di forma, non di sostanza. Almeno, non per chi poi se li ritrova di fronte, col pensiero rivolto alla guerra che funesta il proprio paese da più di quattro anni.
- Madrid, attesa per la semifinale tra debuttanti
- Kostyuk: "Non la saluto, rispetto solo Kasatkina"
- Potapova in lacrime: "Griekspoor mi ha salvata"
Madrid, attesa per la semifinale tra debuttanti
Entrambe sono debuttanti in una semifinale WTA 1000 sulla terra rossa, Potapova è entrata addirittura nel main draw da lucky loser, dopo aver perso nelle qualificazioni. Kostyuk, sportivamente, ha solo belle parole per la sua rivale: “Ha avuto un percorso fantastico qui, si sente a suo agio, sembra sicura di sé. Ha fatto molto bene a Linz, raggiungendo la finale, quindi sarà una grande partita. Per lei è la prima semifinale in un WTA 1000 sulla terra rossa, proprio come per me. Sono emozionata di scendere in campo e affrontare la partita, voglio vedere fin dove posso arrivare. Cerco solo di concentrarmi su questo, non penso al fatto che sia andata così avanti partendo da lucky loser”.
Kostyuk: “Non la saluto, rispetto solo Kasatkina”
Quindi l’affondo: niente saluto all’inizio e alla fine della partita. Kostyuk spiega perché: “L’unica persona a cui stringo la mano è Daria Kasatkina perché non solo ha cambiato passaporto, ma ha anche dichiarato apertamente di non appoggiare la guerra e tutto il resto. Per questo io e altre ragazze abbiamo deciso di stringerle la mano, per puro rispetto nei suoi confronti. In questo caso, ci sono state altre giocatrici che hanno cambiato nazionalità ma nessuna di loro si è espressa pubblicamente contro la guerra, nessuna ha detto nulla a sostegno del popolo ucraino. Quindi per me, il fatto che oggi sia austriaca non cambia nulla”.
Potapova in lacrime: “Griekspoor mi ha salvata”
E Potapova? L’ultimo dei suoi pensieri sembra essere il conflitto in corso tra l’Ucraina e il suo paese d’origine. Negli ottavi ha battuto un’altra ex russa eccellente, Elena Rybakina, mentre nei quarti ha avuto ragione di Karolina Pliskova al terzo set. Lacrime a fine match per lei e ringraziamenti al fidanzato, il cui intervento è stato definito provvidenziale: “Questa è la prima volta che lo dico, ma devo ringraziare Tallon che è arrivato proprio in tempo. Mi ha salvata. Continuava a dirmi: ‘Dai che puoi farcela, siamo tutti qui con te. Continua così’. Nel terzo set è stato soprattutto merito suo se ho vinto. Mentalmente mi ha tenuto su”.