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Juventus, Spalletti: cos'è l'allenamento invisibile, il segreto alla base della rimonta

  • Postato il 18 aprile 2026
  • Di Virgilio.it
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Juventus, Spalletti: cos'è l'allenamento invisibile, il segreto alla base della rimonta

Il crollo del Como, il momento difficile della Roma, le ansie del Milan: sembra che tutti in questo periodo stiano “giocando” per la Juventus: i bianconeri mettono nel mirino la Champions e la gara di domani col Bologna – in caso di successo – potrebbe portare Spalletti a +5 dal Como e mal che vada mantenere il +3 sulla Roma. Un traguardo, quello del quarto posto, che sembrava diventato difficile a un certo punto della stagione ma che ora appare a portata di mano visto anche lo stato di forma di Madama. Ala base della crescita della Vecchia Signora anche l’ultima trovata di Spalletti.

L’ultima invenzione di Spalletti

Viene chiamato l’allenamento “invisibile” ed è una tecnica che racchiiude una filosofia precisa: meno lavoro sul campo, ma massima concentrazione mentale. Un modo per recuperare la condizione fisica ma non limitare l’approccio mentale, così da poter dare sempre il massimo. L’ex ct l’aveva sperimentata già a gennaio, quando c’era ancora la Champions da giocare ed un calendario fitto di impegni.

Cos’è l’allenamento invisibile

In cosa consiste l’allenamento invisibile? Presto detto, niente ritiro, un giorno extra di riposo con nessuna seduta tradizionale, lavoro tattico “a distanza” e focus sul recupero fisico e mentale. I giocatori non lavorano sul campo, ma restano comunque connessi attraverso indicazioni, analisi e preparazione strategica.

Come spiegato dallo stesso Spalletti prima di una gara di Champions: “Aumentano le gare, aumentano i momenti di riposo. Prima si giocava ogni sette giorni e ci si allenava tutti i giorni con uno di riposo, ora c’è da modificare quella situazione lì. Per quanto mi riguarda io la soluzione la individuo nel dare più riposo. Prendendo in visione questi tre giorni, li vedo così: gara, recupero per chi ha giocato e simulazione gara con le squadre che si hanno a disposizione come seconda squadra o giovanili. Poi riposo o allenamento invisibile, altrimenti se stacchi completamente non ce la fai a stare concentrato per la partita. E poi c’è il giorno di preparazione alla prossima partita. Così abbiamo individuato la soluzione adatta e i ragazzi stanno rispondendo alla grande mi sembra”.

Basta con i ritiri

Una formula che Spalletti sta ripetendo anche ora, che è rimasto solo il campionato da giocare. Emblematica anche la sua visione sul ritiro: “Chi indossa la maglia della Juventus è sempre in ritiro: non è un luogo, ma una condizione” mentre la differente gestione degli allenamenti gli consente anche di tenere sotto controllo gli infortuni oltre che di gestire un calendario congestionato.

Novità nello staff

Intanto Spalletti, che è molto soddisfatto del lavoro dello staff tecnico – Marco Domenichini (allenatore in seconda), Giovanni Martusciello (collaboratore tecnico), Salvatore Russo (collaboratore tecnico), Francesco Sinatti (preparatore atletico), Andrea Pertusio (preparatore atletico), Tommaso Orsini (preparatore dei portieri), Riccardo Scirea (match analyst e collaboratore tecnico) – ma appare intenzionato ad amplicare il parco dei collaboratori inserendo un altro match analyst, un settore sempre più strategico nel calcio moderno e altre figure specialistiche. Perché Spalletti in Champions non solo vuole andarci, ma vuol recitare un ruolo da protagonista.

Autore
Virgilio.it

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