Juventus, quanti stop: Spalletti ha i giocatori contati per i molti infortuni e deve già correre ai ripari
- Postato il 24 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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La stagione 2026/2027 è iniziata da poche settimane, ma la Juventus deve già fare i conti con numerosi infortuni, alcuni anche molto pesanti. Solo 4 partite di campionato e 1 in Europa per i bianconeri, molte delle quali senza la stella della squadra, Kenan Yildiz, e due perni del centrocampo, il capitano Manuel Locatelli e Kephren Thuram. E se a questi si sommano anche la perdita del secondo portiere Kamil Grabara e i continui fastidi patiti da Andrea Cambiaso, il quadro che va a delinearsi è abbastanza definito: siamo solo all’inizio della corsa e la Juventus sta cadendo a pezzi, con Spalletti già costretto a correre ai ripari. E magari a pensare a un cambio di modulo.
- Juventus, 11 infortuni sin qui in stagione: per i bianconeri sembra una maledizione
- Infermeria piena e per tanto tempo: Spalletti costretto a soluzioni d'emergenza
- La "nuova" Juve di Spalletti riparte da due linee a 3
Juventus, 11 infortuni sin qui in stagione: per i bianconeri sembra una maledizione
Sono già 11 i giocatori che sono stati costretti ai box sin qui in stagione. Numeri che, se rapportati all’esiguo quantitativo di partite giocate, descrivono molto bene la non facile situazione dalle parti della Continassa. Tra gli stop più leggeri troviamo Federico Gatti e Pape Sarr, che hanno dovuto saltare solo una gara: il primo per una distorsione rimediata a causa di un tifoso durante l’amichevole con la Juve Next Gen, l’altro per via della condizione fisica non ancora ottimale al suo arrivo dal Tottenham.
Tre, invece, le partite guardate dalla tribuna per Weston McKennie, fermato da un affaticamento muscolare. Al rientro dalla sosta per le Nazionali si dovrebbe rivedere Andrea Cambiaso, in infermeria per quattro match per via della distorsione alla caviglia rimediata nella gara contro il Parma. Dovrebbe tra non molto tornare disponibile anche Juan Cabal, fermo da inizio mese per una “lesione di basso grado del muscolo semimembranoso della coscia sinistra” che lo ha costretto a mancare 4 partite (3 in Serie A e 1 in Europa League) e che lo terrà fuori almeno per altre 2 (1 in campionato e 1 in coppa), anche tenendo conto della sosta.
Infermeria piena e per tanto tempo: Spalletti costretto a soluzioni d’emergenza
Rimangono 7 i giocatori ancora indisponibili, tra cui alcuni per molto tempo e la cui assenza pesa come un macigno nell’economia della formazione bianconera. Perchè se per Jeremie Boga e Jeff Ekhator, fermi rispettivamente per 3 partite più altre 8 in calendario e per 5 più 6, per Kenan Yildiz, Manuel Locatelli e Kephren Thuram la situazione è molto più grave. La stellina turca dovrebbe essere nuovamente convocabile tra fine novembre e inizio dicembre, saltando un totale di 16 partite.
Per i due centrocampisti, invece, se ne riparla a 2027 inoltrato: il francese ha saltato 5 gare e sarà fuori per almeno altre 20 a causa dell’operazione “condroplastica per la guarigione della condropatia rotulea del ginocchio destro“; l’italiano ne ha perse “solo” 3, ma dovrà stare fermo per altre 31 per l’intervento di “sutura del menisco esterno del ginocchio destro“. Stagione finita per lo sfortunatissimo Kamil Grabara, secondo portiere polacco che aveva ben figurato nella sfida d’esordio in Europa League, servendo anche l’assist per la prima rete di Nico Gonzalez: “lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro” che ha costretto la squadra a cautelarsi firmando in corsa per il ritorno di Norberto Neto, portiere brasiliano classe 1989.
Un totale di (circa) 35 partite mancate, a cui aggiungerne potenzialmente altre 119. Un salasso per il club bianconero a cui Luciano Spalletti sta cercando di mettere un freno riaggiustando in campo i giocatori che gli sono rimasti.
La “nuova” Juve di Spalletti riparte da due linee a 3
Il tecnico di Certaldo ha mostrato, in particolare contro il NEC in EL, ma in parte anche contro l’Atalanta in Campionato, un’inedita difesa a 3 schierando Kalulu, Bremer e Lucumì, con Zeki Celik a slittare indietro dal centrocampo in fase di non possesso, in un 3-4-2-1/3-4-3. A centrocampo le chiavi della regia sono sempre affidate a Douglas Luiz, con Weston McKennie e Pape Sarr a fargli da scudieri per aggiungere filtro in una zona depauperata del prezioso contributo in copertura di Locatelli.
Un modulo che permette a Gleison Bremer di tornare a respirare un’aria a lui molto congeniale, visto che ai tempi del Torino aveva molto ben figurato in un contesto di 3-5-2. Recuperare al 100% il brasiliano, fortemente contestato (assieme a tutto il resto della squadra, va detto) dopo la disastrosa trasferta di Sassuolo è fondamentale per donare rinnovata solidità difensiva ai bianconeri. Ma la nuova disposizione sta anche facendo brillare Celik, autentico motorino sia in fase difensiva, sia in quella offensiva (un gol e un assist per lui nelle ultime due uscite): il turco si sta rivelando un jolly nella faretra di Spalletti.
Ma tanto delle prossime partite passerà anche dal reparto offensivo, in cui Chico Conceicao e, soprattutto, Kerim Alajbegovic sono chiamati alla prova del nove. Entrambi in gol nelle ultime due uscite, il primo contro la Dea, il secondo si danni del NEC, devono riempire le scarpe lasciate vuote da Yildiz, su cui la Juventus puntava gran parte delle proprie fiche offensive a inizio stagione.
I due fantasisti avranno il compito di coadiuvare l’apporto offensivo di Randal Kolo Muani e Nick Woltemade, anche loro reduci dal gol all’esordio europeo. Per tutti, il passaggio a un attacco a 3 potrebbe giovare, a patto che dal centrocampo arrivino palloni giocabili. Insomma, le incognite rimangono ancora tante, soprattutto per Spalletti, costretto a rivedere nuovamente i propri piani di gioco. Ma le ultime due uscite potrebbero aver dato un’indicazione su quale Juventus vedremo nei prossimi impegni tra Campionato e Coppa.