Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Juventus, mercato flop in attacco: tanti nomi ma il problema è rimasto lo stesso. E sul banco degli imputati sono finiti loro

  • Postato il 11 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
  • 0 Visualizzazioni
  • 6 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Juventus, mercato flop in attacco: tanti nomi ma il problema è rimasto lo stesso. E sul banco degli imputati sono finiti loro

Vecchia Signora, abbiamo un problema“. Prendiamo in prestito, parafrasandola parzialmente, una delle citazioni più storiche dell’umanità, quella diretta a Houston dalla Missione Apollo XIII, per descrivere lo stato delle cose in quel di Torino. Tra cavalli di ritorno, saluti e nuovi arrivi, la Juventus ha movimentato molto sul fronte offensivo, salvo trovarsi nella medesima, fastidiosa, situazione della scorsa stagione.

La squadra di Luciano Spalletti costruisce, anche col Milan 1.59 di xG, per chi ama queste statistiche. Ma i bianconeri fanno ancora una fatica incredibile a tradurre le occasioni in effettive reti. Sul banco degli imputati è finito, per ovvi motivi, Randal Kolo Muani, cercato con insistenza dalla dirigenza dei torinesi e agguantato per 38 milioni (più eventuali 12 di bonus).

Una cifra considerevole che, al tramonto delle prime tre di campionato, si è tradotta in 0 gol e 0 assist. E da qui l’annosa domanda: la Juventus è davvero più forte in attacco rispetto alla passata stagione?

Fuori Dusan, dentro Randal: e l’attaccante d’area chiesto da Spalletti?

Una telenovela durata mesi, un tira e molla che sembrava non giungere mai a una conclusione: alla fine tra la Juventus e Dusan Vlahovic è stata separazione. Troppo alte le richieste del serbo e troppo intransigente la vecchia dirigenza targata Damien Comolli.

Con Giovanni Carnevali i dialoghi non sono mai, davvero, decollati. Dopo quattro anni e mezzo e svariate decine di milioni di stipendio, il serbo ha portato via da Torino la sua dote di 68 gol e 16 assist in 168 partite tra tutte le competizioni.

Fuori lui, dentro Randal Kolo Muani, già passato per sei mesi sotto la Mole nella stagione 2024/2025, firmando 10 gol e 3 assist in 22 partite. La scorsa stagione, in un Tottenham disastrato e per lunghi tratti a rischio retrocessione, un solo gol in tutto il campionato.

Luciano Spalletti ha spinto per tutto il mercato estivo 2026 per avere un centravanti d’area di rigore, uno che ricoprisse il ruolo che aveva Victor Osimhen nel suo Napoli scudettato. Giovanni Carnevali lo ha accontentato col francese ma, ad oggi, l’investimento non ha ripagato.

L’ex PSG, Eintracht Francoforte e Tottenham è infatti ancora a secco. Certo, tre partite sono poche per dare un giudizio effettivo, ma guardando all’impatto avuto, ad esempio, da Donyel Malen appena approdato nel mondo Roma, la differenza appare evidente. RKM è davvero l’attaccante chiesto da Spalletti? Il tecnico bianconero è ancora, almeno a parole, “sul carro” del nativo di Bondy, ma ci domandiamo quanto ancora vi rimarrà. Specialmente se le sue polveri continueranno a rimanere bagnate e se, invece, quelle di un altro attaccante arrivato a Torino dalla Premier League dovessero improvvisamente accendersi.

Sono il Signor Woltemade, risolvo problemi

O, per lo meno, è quello che molti aficionados juventini sperano con tutto il proprio cuore. Il centravanti classe 2002, che tanto bene aveva fatto allo Stoccarda, tanto da meritarsi un cartellino del prezzo quasi a 3 cifre, dopo una sola stagione in Inghilterra è stato ceduto in prestito. Segnale di scarsa qualità, oppure occasione colta last minute dagli uomini mercato bianconeri?

Anche in questo caso, è decisamente molto presto per trarre le somme. Nick ha calcato il manto erboso dell’Allianz di Torino per meno di mezz’ora al debutto contro il Milan, ma in quei pochi minuti ha comunque creato pericoli dalle parti di Maignan. E, soprattutto, ha messo in mostra doti tecniche inusuali per un giocatore di quasi 2 metri. L’anno scorso a Newcastle è partito subito fortissimo, siglando 5 reti in poche gare.

Nella seconda parte di stagione, però, il manager dei Magpies, Eddie Howe, lo ha arretrato molto, piazzandolo quasi sulla linea di metà campo. Ciò si è tradotto in una decisa inversione di tendenza in area, con solo 3 marcature.

Ciò che rende particolare il nativo di Brema è, appunto, avere un bagaglio tecnico inusuale per un centravanti della sua stazza. Dove deficita, a sorpresa, è nel gioco aereo, fondamentale in cui i bianconeri solo in Bremer e in Gatti trovano due esecutori di una certa caratura. Avere buone proprietà di palleggio e di difesa del pallone, però, aiuteranno la Juventus a rimanere più alta e a trovare spazi contro avversarie chiuse in difesa. Situazioni in cui anche l’anno scorso i bianconeri hanno sofferto.

Yildiz fuori, tocca a Conceicao e Alajbegovic… e a Nico Gonzalez

Purtroppo il pestone rimediato contro il Frosinone è costato caro a Kenan Yildiz: la stellina della Juventus si è dovuta operare e starà lontana dai campi almeno 3 mesi. Fuori anche Jeremie Boga, alle prese con una noia muscolare: prognosi per lui di 2 mesi. Sulla trequarti la coperta si fa incredibilmente corta, ma nella sfortuna la Juventus potrebbe trovare un lato positivo.

La mattonella a sinistra ora avrà un solo proprietario, quel Kerim Alajbegovic strappato alle grinfie dell’Atalanta e su cui in molti in Europa avevano messo gli occhi. Il bosniaco classe 2007 può rivelarsi la grande sorpresa della stagione, come sorpresa può essere il ritorno alla base di Nico Gonzalez. L’argentino ha passato l’estate con le valigie in mano, spingendo a tutti i costi per tornare all’Atletico Madrid, dove aveva giocato la scorsa stagione.

Nessun accordo, tuttavia, tra le due dirigenze, e quindi rieccolo alla corte della Vecchia Signora. Un “cartellino” è già stato timbrato contro il Parma e anche nella sfida contro il Milan è apparso tra i più in palla. Se dovesse dimostrare continuità, Spalletti si ritroverebbe con una freccia non da poco nella sua faretra.

E parlando di quelli più in palla contro i rossoneri, impossibile non guardare dalla parte opposta rispetto ad Alajbegovic, dove agisce Francisco Conceicao. Solo il palo domenica 6 settembre gli ha negato la gioia del gol. Ma a Chico i tifosi chiedono proprio questo: maggiore incisività in zona offensiva. L’anno scorso 4 gol e 5 assist tra tutte le competizioni, un bottino non esattamente da leccarsi i baffi.

Ma quindi, la Juve è più o meno forte rispetto alla passata stagione?

La risposta, per la sorpresa forse di pochi, è: né l’una e né l’altra cosa. I bianconeri nelle prime tre gare di questo campionato hanno mostrato le medesime mancanze viste nella stagione 2025/2026. La perdita di Vlahovic, comunque ai box per oltre metà anno scorso, pesa fino a un certo punto.

La palla a centrocampo sembra girare leggermente meglio grazie all’innesto di Douglas Luiz, ma per vedere la Juventus stabilmente in lotta con le primissime della classe bisognerà che gli attaccanti facciano il salto di qualità. Nessuno degli effettivi porta in dote 25/30 gol a stagione, affermarlo sarebbe mentire a se stessi. Ma, se messi nelle giuste condizioni, sia Kolo Muani, sia Woltemade hanno una quindicina di reti nei piedi.

E se il trittico alle loro spalle dovesse contribuire con 8/9 gol a testa, la Juventus potrebbe davvero aver risolto i propri problemi. Ma coi se e coi ma, purtroppo, si fa ben poco.

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti