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Juventus, Locatelli racconta come ha fatto cambiare idea a Spalletti e a superare i fischi dei tifosi

  • Postato il 18 aprile 2026
  • Di Virgilio.it
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Juventus, Locatelli racconta come ha fatto cambiare idea a Spalletti e a superare i fischi dei tifosi

Quando a 23 anni arrivò dal Sassuolo alla Juventus, mai avrebbe pensato di poter ottenere una carriera così brillante. Passo dopo passo, Manuel Locatelli è diventato equilibratore a centrocampo, capitano dei bianconeri ed ora anche fulcro del gioco di Spalletti, dopo un periodo di dure incomprensioni con Motta e Tudor. E l’avventura tra il centrocampista 28enne e la Vecchia Signora durerà per altri quattro anni. Dopo i rinnovi con Yildiz, McKennie e Spalletti, infatti, è arrivata anche la fumata bianca tanto attesa per il play bianconero che in conferenza stampa ha parlato delle sue sensazioni e degli obiettivi concordati con il club.

Il ricordo per Manninger

La conferenza stampa di presentazione della gara Juventus-Bologna e del rinnovo di Manuel Locatelli inizia però con un momento di commozione: “Ci tenevo a ricordare Manninger, io che da bambino guardavo la Juve ho un ricordo di lui. Era una grandissima persona, lo ricorderemo con affetto, verrà ricordato domani e per sempre. Mando un abbraccio alla famiglia”.

Le parole sul rinnovo

Il focus della conferenza stampa resta il rinnovo di Manuel Locatelli fino al 2023. Commenta così il centrocampista bianconero in apertura: Quando oggi sapevo di dover fare la conferenza, mi son chiesto come posso dire cosa provo per aver rinnovato con la Juve, di essere capitano, è difficile da descrivere. La risposta è da fare domani a un bambino qualsiasi che viene a vedere la Juve domani. ‘Tu tifi Juve fin da piccolo? Ti piacerebbe diventare capitano un giorno e sposare un progetto del genere?’. La mia risposta è questa.”

Locatelli poi aggiunge sulla questione rinnovo: “Ho ricevuto tanto affetto, è stato molto bello. A me piace condividere questa gioia con la mia famiglia. Mi ha scritto Gianluca Pessotto, che per me è una leggenda di questo club. È una persona squisita, mi ha detto che i momenti che ho passato mi han fatto diventare la persona e il giocatore che sono adesso. Lo porto nel mio cuore. Noi dobbiamo essere dei robot ma sono momenti felicissimi, è l’ennesimo sogno che realizzo, è una responsabilità grandissima. Noto fiducia nei tifosi, nella società, che mi guarda in campo. Per me è un sogno enorme e sono felicissimo di aver rinnovato”.

Il progetto futuro

Ma cosa si aspetta Locatelli dal futuro bianconero? Risponde il centrocampista che però parte con un sorriso amaro: “Quest’anno purtroppo non siamo riusciti a vincere, abbiamo questo obiettivo della Champions League. Vogliamo tornare a vincere, c’è un progetto solido, la scelta di rinnovare il mister è stata un bel segnale. Yildiz è un giocatore importante per il futuro, McKennie anche. È importante avere un progetto solido e dovremo tornare a vincere a breve. È quello che si aspettano i tifosi e la società”.

Sul periodo no avuto in Nazionale e alla Juventus spiega Locatelli come ha fatto a superarlo: “Ci son state settimane migliori dopo quel rigore e il mancato Mondiale. Quando siamo tornati il mister ha parlato a noi italiani, era dispiaciuto. Sapeva cosa stavamo provando, anche lui è stato in Nazionale e sapeva cosa stessimo provando. Ha detto che c’era l’obiettivo Champions League da conquistare, nel calcio devi pensare alla partita dopo. Bisogna focalizzarsi”.

E infine chiude Locatelli: “La cosa più importante che ho imparato è reagire. Tutti sanno che ho vissuto momenti difficili qui, la gente mi fischiava e criticava. Io ero sempre là, sempre disponibile, ho sempre cercato di mettermi in discussione. Quando uno reagisce e dà tutto è la cosa più importante che c’è. La reazione è alla base per stare a questi livelli”.

Il rapporto con Spalletti

Prima in Nazionale, poi alla Juventus: Luciano Spalletti ha conosciuto due versioni di Manuel Locatelli ma quella in bianconero ad ora appare la migliore dopo lo scetticismo iniziale e la richiesta al club di avere un altro play in stile Lobotka. Spiega Locatelli cosa è cambiato nel rapporto con il mister: “Quando eravamo in Nazionale non ci conoscevamo tanto bene anche personalmente. Da quando è arrivato mi son messo a sua disposizione, era l’unica cosa che potessi fare. Quando è entrato nel mondo Juve mi ha parlato, è stato bello quello che mi ha detto e sapeva quanto fossi importante per questa squadra. Io mi metto a disposizione in quello che mi chiede ma la cosa bella è che quando è arrivato mi ha chiesto fiducia”.

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