Juventus, la squadra chiede la rivoluzione tattica a Spalletti: ma alla finestra ci sono Simone Inzaghi e Farioli
- Postato il 20 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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La sconfitta contro la Lazio ha lasciato ferite profonde in casa Juventus. Il 3-0 incassato all’Allianz Stadium ha alimentato i dubbi sul sistema di gioco di Luciano Spalletti e aperto una fase di confronto tra l’allenatore e i giocatori più rappresentativi della squadra. Al centro delle discussioni c’è soprattutto una richiesta: tornare a una difesa a tre, con il 3-5-2 tra le soluzioni valutate per ritrovare compattezza e certezze.
- Juventus, Spalletti e i giocatori a confronto
- Juventus, si torna alla difesa a tre
- Non soltanto una questione di modulo
- Spalletti cerca la risposta del gruppo
- Inzaghi e Farioli i candidati
- Spalletti resta in bilico
Juventus, Spalletti e i giocatori a confronto
Secondo molte ricostruzioni giornalistiche, nei colloqui individuali tra il tecnico e i leader dello spogliatoio sarebbe emersa l’esigenza di garantire maggiore protezione alla retroguardia, cosa di cui si sente il bisogno in particolare dopo l’infortunio di Locatelli. Una richiesta maturata dopo le difficoltà mostrate dai bianconeri nelle ultime uscite e diventata ancora più urgente dopo il crollo contro la formazione biancoceleste.
Juventus, si torna alla difesa a tre
Il ritorno alla difesa a tre permetterebbe innanzitutto di valorizzare Gleison Bremer, più a suo agio nel ruolo di centrale di una linea composta da tre difensori. Accanto al brasiliano potrebbero trovare maggiore spazio anche Gatti e Kelly, mentre Kalulu offrirebbe un’alternativa grazie alla sua duttilità: il francese potrebbe fare sia da braccetto destro che da esterno più alto. La scelta avrebbe conseguenze anche sulla gestione degli altri reparti. Con una linea arretrata più protetta, la Juventus potrebbe cercare maggiore equilibrio in mezzo al campo e ridurre le distanze tra i reparti, uno dei problemi emersi nelle ultime prestazioni.
Non soltanto una questione di modulo
Il possibile passaggio al 3-5-2 non rappresenterebbe, però, una soluzione automatica. Lo stesso Spalletti ha insistito sulla necessità di ritrovare intensità, personalità e spirito di squadra, aspetti che vanno oltre la disposizione tattica. La fragilità mostrata contro la Lazio, infatti, non riguarda soltanto l’organizzazione difensiva, ma anche la capacità di reagire alle difficoltà. Il tecnico toscano sta valutando le alternative anche alla luce delle assenze e delle caratteristiche dei giocatori disponibili. Un assetto con tre difensori potrebbe trasformarsi in un 3-4-1-2, con McKennie alle spalle di due attaccanti, oppure in una soluzione più tradizionale con cinque centrocampisti.
Spalletti cerca la risposta del gruppo
Il confronto con i senatori rappresenta un passaggio importante per ricompattare l’ambiente e individuare una strada condivisa. La Juventus ha bisogno di ritrovare risultati e continuità, ma anche di recuperare un’identità riconoscibile. Il ritorno alla difesa a tre potrebbe essere il primo passo. La decisione definitiva spetterà a Spalletti, chiamato a trovare il giusto equilibrio tra le esigenze dello spogliatoio, le caratteristiche della rosa e le proprie idee di calcio. La priorità, in questo momento, è una sola: trasformare la delusione in una reazione concreta sul campo.
Inzaghi e Farioli i candidati
Nel frattempo, pur essendo soltanto a metà ottobre, già si parla del prossimo allenatore della Juve. Se nelle prossime partite la squadra non dovesse mostrare segnali di crescita, la società potrebbe pensare a una soluzione estrema, nonostante Giovanni Carnevali abbia più volte manifestato l’intenzione di andare avanti con il tecnico di Certaldo. I nomi più gettonati sono due, e tra questi non ci sarebbe Antonio Conte: i nomi sono Simone Inzaghi e Francesco Farioli.
Spalletti resta in bilico
Ma cosa accadrebbe se la situazione precipitasse disastrosamente nelle prossime tre gare contro Rennes, Lecce e Genoa? Si tratta di uno scenario non preso in considerazione, ma è chiaro che se la crisi si facesse catastrofica la pressione popolare per il richiamo di Conte (che da parte sua tiene un occhio sulle vicende del Manchester United) diventerebbe fortissima e a quel punto John Elkann potrebbe imporlo ai vertici del club sin da subito.