Juventus, Kolo Muani è solo la punta dell’iceberg: tutti i guai di Spalletti
- Postato il 14 settembre 2026
- Di Virgilio.it
- 5 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
La sconfitta della Juventus contro il Sassuolo ha messo in luce le criticità tattiche e tecniche della squadra bianconera sotto la gestione di Spalletti. Oltre alle difficoltà offensivas di Kolo Muani, emergono problemi strutturali nella costruzione di gioco e nella solidità difensiva. L'allenatore si trova di fronte a sfide complesse che richiedono correzioni significative per ritrovare competitività in campionato e in Europa.
Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.
La sconfitta contro il Sassuolo ha riportato a galla tutti i problemi della Juventus di Luciano Spalletti. Il 3-2 del Mapei Stadium, arrivato al 94’, non è soltanto il risultato di una partita sfuggita di mano nel finale. I bianconeri hanno mostrato difficoltà nella gestione dei momenti, fragilità difensiva e poca continuità nella costruzione delle occasioni. In questo quadro anche Kolo Muani resta un problema evidente, ma non può diventare l’unico alibi. La Juventus segna ancora troppo spesso grazie alle fiammate dei singoli e concede agli avversari troppo spazio.
- Kolo Muani non basta più come alibi
- La Juve segna, ma non costruisce abbastanza
- Dietro è arrivato il passo indietro più preoccupante
- Spalletti deve ricominciare quasi da zero
Kolo Muani non basta più come alibi
I numeri di Kolo Muani iniziano a essere difficili da ignorare. Il francese, nelle quattro partite disputate da titolare, ha concluso soltanto due volte nello specchio della porta in 360 minuti, con un dato di 1,56 xG complessivi. Spalletti ha continuato a difenderlo, ma dopo Sassuolo ha chiesto al centravanti qualcosa in più. “Ce la dobbiamo giocare di più su di lui, deve essere più cattivo”, ha spiegato l’allenatore. Il problema è anche tattico: la Juventus non ha ancora trovato il modo migliore per sfruttare le caratteristiche del suo numero 9. E con un investimento superiore ai 40 milioni tra parte fissa e bonus, è inevitabile aspettarsi un impatto molto maggiore.
La Juve segna, ma non costruisce abbastanza
Il dato più significativo del 3-2 di Reggio Emilia è che la Juventus è riuscita a segnare due gol senza dare mai la sensazione di avere davvero il controllo della partita. La doppietta di Zhegrova ha permesso ai bianconeri di recuperare per due volte lo svantaggio, ma non ha cancellato le difficoltà nella produzione offensiva. Troppo spesso la squadra di Spalletti si affida alle giocate individuali, come quelle di Zhegrova o Chico Conceiçao, invece di costruire con continuità. Anche Woltemade ha avuto una grande occasione nel finale, ma ha sprecato di testa una chance importante. Il problema dell’attacco, quindi, va oltre Kolo Muani: manca ancora un sistema capace di creare occasioni con regolarità.
Dietro è arrivato il passo indietro più preoccupante
Se l’attacco continua a rappresentare un’incognita, la fase difensiva è forse il campanello d’allarme più serio emerso contro il Sassuolo. I bianconeri hanno concesso troppo campo e troppe situazioni pericolose, soprattutto quando la squadra di Aquilani riusciva a superare la prima pressione. Bremer ha commesso alcuni errori nelle uscite, mentre Lucumí, ammonito, è stato sostituito da Kelly senza che la situazione migliorasse. Anche Kalulu ha sbagliato alcune letture nelle diagonali. L’assenza di Locatelli, elemento importante per l’equilibrio della squadra, può aver inciso, ma non basta a spiegare una fragilità così evidente.
Spalletti deve ricominciare quasi da zero
La sensazione dopo il ko del Mapei Stadium è che Spalletti debba rimettere mano a molti aspetti del suo lavoro. L’allenatore aveva già individuato alcune necessità durante la costruzione della rosa, a partire da una vera punta d’area e da un centrocampista capace di dettare i tempi, ma gli infortuni hanno complicato ulteriormente il quadro. La Juventus ha mostrato buone cose in alcuni momenti, ma non ha ancora trovato continuità, equilibrio e una precisa identità offensiva. Il 3-2 contro il Sassuolo riapre così ferite che sembravano almeno parzialmente rimarginate. E se Kolo Muani resta il problema più visibile, la vera questione riguarda una squadra che oggi appare vulnerabile in quasi ogni zona del campo.