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Juventus, Inter, Napoli: bambole non c'è una lira, sarà il mercato più povero di sempre, spende solo Cardinale. È un ritorno agli anni '70

  • Postato il 23 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
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Juventus, Inter, Napoli: bambole non c'è una lira, sarà il mercato più povero di sempre, spende solo Cardinale. È un ritorno agli anni '70

Com’è che se io devo vendere qualche calciatore trovo solo chi lo vuole gratis in prestito e se mi avvicino a qualche obiettivo mi sparano cifre da capogiro? E’ il paradosso, quasi sempre attuale ma ora più che mai, attorno a cui ruota il mercato delle big che si preannuncia il più povero di sempre. Non c’è un euro, la campagna estiva è ufficialmente partita da 22 giorni (ufficiosamente da fine campionato) ma non si muove una foglia. Solo il Milan di Cardinale sta immettendo soldi per gli acquisti, le altre sono nell’immobilismo più totale.

Quanti soldi buttati

Lo si pensa ogni anno ma stavolta siamo vicini a un cambiamento radicale. Nel complesso, i club di Serie A hanno speso nonostante tutto circa 1,2 miliardi di euro, confermando il campionato italiano come il secondo in Europa per investimenti estivi dopo la Premier League. Parecchi acquisti sbagliati (si pensi al Milan, da Nkunku a Jashari) o ala Juve (da Openda a David) ma i soldi sono usciti. Solo che ora non ce ne sono quasi più. L’unico a spendere per ora è ancora Cardinale che, nel suo piccolo, è il re del mercato con Goncalo Ramos e Gila ma le altre?

La regola che vale per tutti è: se non si vende, non si compra. E infatti nessuno compra. La Juve insegue da due mesi un portiere e un centravanti ma per ora Kolo Muani, Dibu Martinez, Vicario, Richarlison e chi più ne ha più ne metta sono solo nomi che compaiono nel cassetto dei desideri. La realtà racconta che Openda è ancora bianconero e che Arthur e Douglas Luiz sono tornati a busta paga con i loro onerosi contratti. E assieme a tanti altri paralizzano il mercato di Carnevali, fermo allo sfortunato Ohafor.

Gli schiaffi per l’Inter

E l’Inter? I campioni d’Italia hanno preso tre schiaffi di fila, prima Nico Paz, poi Palestra – obiettivo apertamente dichiarato – infine la beffa dell’israeliano Khalaili, risultato non idoneo. E così Pavard “rischia” di rimanere e per sostituire Dumfries volato tra le braccia di Mourinho al Real Madrid si pensa anche al ritorno di Perisic mentre tutta la vecchia guardia è stata confermata, da Mkhitaryan a Calhanoglu. Solo un sogno per ora Spence così come per ora tutti gli altri nomi accostati ai nerazzurri.

Il Napoli deve vendere

Non diversa la situazione del Napoli. De Laurentiis è stato chiarissimo: “Abbiamo 42 giocatori, dobbiamo venderne 20, potremmo non acquistare nessuno perché la squadra è già forte così”. E l’aziendalista Allegri non ha battuto ciglio, delegando ogni mossa di mercato alla società. Ed anche in azzurro il problema è lo stesso: sono rientrati i vari Lucca, Noa Lang ad integrare una rosa ormai XXL dove è incerto anche il futuro di Lukaku e De Bruyne. Se restano i due nazionali del Belgio, con i loro maxistipendi, sarà difficile fare movimenti importanti in entrata.

Chi resta? La Roma che avevo messo le mani su Summerville e sembra sia stata ancora una volta beffata?, l’Atalanta che è rimasta spiazzata dal ritorno di Ederson, la Fiorentina che ha preso Atta. Poi il nulla. Bambole, non c’è una lira, sembra si sia tornati indietro di 50 anni quando le squadre erano quasi sempre le stesse, i giocatori – di proprietà dei club – rimanevano sempre nelle stesse squadre salvo poche eccezioni. Chissà che l’anno che sta per arrivare non sia allora in buona parte un remake di quello passato.

Autore
Virgilio.it

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