Jonathan Milan regale a Cuneo: vince il campionato italiano con uno sprint dei suoi. Che peccato non vederlo al Tour...
- Postato il 27 giugno 2026
- Di Virgilio.it
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Sarà un peccato non vederlo al via al Tour de France, perché in maglia tricolore avrebbe fatto tutta la sua bella scena. Jonathan Milan alla fine ha vinto, come da pronostico, il campionato italiano su strada elite disputato in Piemonte, da Asti a Cuneo, imponendosi in una volata di gruppo nella quale lo sprinter friulano ha fatto valere tutte le sue indiscusse qualità tecniche e atletiche. Una vittoria voluta, cercata e meritata: perfetto il lavoro della Lidl Trek, impeccabile la condotta negli ultimi 1000 metri da parte di un Milan che ha esultato come si conviene alle grandi vittorie. E dopo un Giro complicato, reso meno negativo dalla vittoria nell’ultima tappa a Roma, la maglia tricolore è una ricompensa attesa e rigenerante.
- Jonathan, che felicità: "Squadra super, dovevo vincere"
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Jonathan, che felicità: “Squadra super, dovevo vincere”
Avere tutti i favori del pronostico dalla propria parte ha finito per generare tanta pressione sulle spalle (seppur larghe e robuste) del velocista friulano. Che ha battuto Dati e Romele in una volata senza storia: bravissimo a battezzare la ruota di Albanese, l’ha superato ai -200 metri e poi ha resistito a ogni tentativo di rimonta, approfittando anche del fugace salto di catena occorso ad Alberto Dainese, che ha finito per dover rinunciare a disputare lo sprint nelle primissime posizioni.
“La squadra ha fatto un lavoro eccezionale per tutta la giornata, tirando dal primo all’ultimo chilometro, e il minimo che potessi fare era ripagarla vincendo la volata”, ha commentato Milan, stravolto per il caldo e la conseguente fatica fatta. “Chiaro che ce l’aspettavamo una giornata così: tutti guardavano a quello che avremmo fatto noi, e debbo ammettere che chiudere sulla fuga iniziale non è stato affatto semplice.
Per 220 km ho sentito il supporto e l’appoggio di un gruppo di ragazzi eccezionali, e questo mi ha dato la forza per affrontare la volata nel modo migliore. Chiaro che dopo una corsa così lunga e stressante non potevo avere la certezza di farcela, anche perché sulle prime salite di giornata ero veramente a tutta, ma ho creduto nelle mie possibilità e non ho dato nulla per scontato. Credo di aver fatto tutto quello che c’era da fare e solo felicissimo per questo”.
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Vincere un campionato italiano è una soddisfazione a prescindere, pensando al valore che quella maglia ha avuto e continua ad avere nel panorama del ciclismo. Milan segue nel solco della tradizione dei grandi velocisti che hanno vestito la maglia tricolore: 30 anni fa toccò a Mario Cipollini, 10 anni fa a Giacomo Nizzolo (che concesse il bis nel 2020), nel 2018 a Elia Viviani, ma prima ancora Pierino Gavazzi e Vittorio Algeri vestirono la maglia di campioni nazionali in mezzo a tanti passisti e scalatori.
Dopotutto l’albo d’oro vede scritti nomi come Girandengo, Binda, Guerra, Bartali, Coppi, Gimondi, Adorni, Saronni, Moser, Bugno, Bartoli, Bettini, Nibali, Aru, Bettiol e Colbrelli, giusto per citarne alcuni. Tutta gente che ha lasciato tracce profonde nella storia tricolore. E Milan vuole continuare la nobile tradizione.