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Joao Fonseca, l'obiettivo al Roland Garros è ambizioso: Shelton torna bullo e Fils si ritira

  • Postato il 23 maggio 2026
  • Di Virgilio.it
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Joao Fonseca, l'obiettivo al Roland Garros è ambizioso: Shelton torna bullo e Fils si ritira

Roland Garros, si parte. Domenica 24 maggio scattano i primi incontri del French Open, l’unico Slam che si gioca sulla superficie lenta: chi succederà a Carlos Alcaraz nell’albo d’oro del torneo parigino? Se tutti o quasi danno per favorito Jannik Sinner, c’è grande curiosità legata al rendimento di un giocatore atteso costantemente al salto di qualità: Joao Fonseca. Per il brasiliano potrebbe essere l’occasione della definitiva consacrazione, così come per Ben Shelton, che pur tra risultati altalenanti sta acquisendo maggiori consapevolezze sulla terra. Chi invece non potrà neppure provarci è un enfant du pays, Arthur Fils, che ha annunciato il ritiro prima del via.

Il “Piccolo Sinner” punta ad arrivare ai quarti del Roland Garros

Nel 2025 il “Piccolo Sinner” si è spinto fino al terzo turno, stavolta ha ambizioni decisamente più alte. “Sto molto meglio dopo il problema accusato ad Amburgo, mi sento bene e non vedo l’ora di scendere in campo a Parigi. Cosa mi aspetto? Credo non sia importante vincere o perdere, ma lasciare il campo con la consapevolezza di aver dato tutto. Per me un Roland Garros positivo vorrebbe dire giocare un buon tennis, sentirmi bene in campo e dare il 100%. Poi ovviamente mi piacerebbe fare strada, ma innanzitutto sono focalizzato sul primo turno. Se proprio devo fissare un obiettivo, mi piacerebbe spingermi più avanti di un anno fa e quindi centrare gli ottavi oppure i quarti“.

La sfrontatezza di Shelton: “Sto andando maluccio, ma sono sesto”

Alte pure le aspettative di Ben Shelton, che negli ultimi tempi ha ripreso a essere lo “spaccone” di un tempo. “Lo riconosco, la mia stagione è stata piuttosto altalenante. Sono un po’ deluso, anche se poi guardo la classifica ATP e vedo che sono sesto. Non sono stato costante, credo sia stato questo il problema principale. La cosa che più mi conforta è che, pur tra le difficoltà, sto riuscendo a portare a casa dei titoli e questo era uno dei miei obiettivi. Da un lato sono felice, dall’altro ho ancora margini di miglioramento. La sfida più grande per me è scoprire la mia identità sulla terra battuta. Ciò che funziona a Monaco potrebbe non funzionare a Roma, e ciò che funziona al Roland Garros potrebbe non funzionare ad Amburgo”.

Parigi, Fils costretto al ritiro: “Non sono neppure al 50% della forma”

Avventura parigina già finita, invece, per Arthur Fils. “A Roma ho avvertito un dolore all’anca piuttosto fastidioso, quindi non ho voluto rischiare. In seguito ho fatto un controllo e sembrava tutto a posto, ma il dolore persisteva. Ho ripreso ad allenarmi oggi. Sapevo che non sarei stato al 100% per il Roland Garros, ma non volevo correre lo stesso rischio dell’anno scorso. Non voglio essere imprudente. Se fosse stato l’ultimo torneo della mia vita avrei giocato, ma mi restano 10 o 15 anni di carriera. Prima di ogni torneo voglio puntare ad arrivare lontano. Purtroppo non sono al 100%, anzi non sono nemmeno al 50% della mia forma fisica abituale, quindi non voglio correre rischi”.

Autore
Virgilio.it

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