Joao Fonseca ironizza sulle parole di Djokovic: "Partite più brevi? Lo dice solo perché sta invecchiando..."
- Postato il 6 agosto 2026
- Di Virgilio.it
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Non c’è modo di cogliere in castagna quelli della next gen: nemmeno di fronte a una proposta arrivata nientemeno che dal tennista (probabilmente) più forte della storia c’è modo di restare zitti e provare almeno ad ascoltare attentamente quello che è stato detto. Non lo ha fatto Joao Fonseca, che alle parole di Novak Djokovic sulla necessità di rimodulare la durata e la tipologia dei set ha risposto… per le rime. “Penso che abbia detto quello che ha detto soltanto perché sta invecchiando e ha bisogno di avere partite più brevi per aiutare il suo fisico”. Niente giri di parole o tentativi di “mediare”: il brasiliano è andato dritto al punto, e la risposta è sembrata anche un po’ scocciata.
- L'ironia (sibillina) di Joao: "Nole pensa al suo fisico..."
- Un nuovo Joao: "Oggi mi sento più maturo"
L’ironia (sibillina) di Joao: “Nole pensa al suo fisico…”
Djokovic aveva fatto un po’ scalpore affermando che a suo modo di vedere il tennis dovesse cominciare a innovare e rinnovarsi. Nel dettaglio, aveva proposto set dove si vinceva arrivando a mettere assieme 4 game, con incontri tutti al meglio dei 5 set, ma togliendo anche i giochi “infiniti” ai vantaggi. Insomma, un mix di quel che si vede nelle Next Gen Finals e nelle partite di doppio, dove da anni esiste il deciding point.
Fonseca però, a margine della vittoria su Tsitsipas conquistata a Montreal, ha risposto in modo anche ironico al serbo. Un’ironia però che non a tutti è piaciuta, scambiata quasi per “superbia”. “Nole forse ha fatto questa proposta per via del suo fisico, visto che sta invecchiando”. Poi però s’è fatto più serio.
“Onestamente mi sono divertito a giocare sulla distanza di 4 game alle Next Gen Finals. Per me però i set da 6 game sono la storia del tennis, e come tale non andrebbe intaccata per nessuna ragione. Non dico che non si possano apportare modifiche: penso che il tennis sia uno sport “classico”, e come tale la conformazione delle partite fa parte della storia e della tradizione del gioco. Qui non si tratta di dire se una cosa è buona o cattiva: secondo me c’è soltanto da preservare la storia. Innovare si può, ma a patto di non eliminare ciò che appartiene alla tradizione”.
Un nuovo Joao: “Oggi mi sento più maturo”
Fonseca è uno dei giocatori maggiormente in voga del circuito, considerato da molti tra i potenziali uomini copertina negli anni a venire. E dopo aver avuto qualche passaggio a vuoto negli ultimi mesi, sul cemento nordamericano punta decisamente a rialzare l’asticella e a raggiungere traguardi importanti. Montreal poi gli potrebbe presentare uno scenario idilliaco: senza Sinner e Alcaraz e con Zverev eliminato, le prospettive potrebbero rivelarsi assai intriganti.
Al terzo turno il brasiliano sfiderà Ruud, che sul veloce non è certo pari al valore che ricopre sulla terra, poi agli ottavi il banco di prova con Shelton potrebbe rappresentare uno snodo cruciale nel percorso. “La vittoria con Tsitsipas mi ha dato molta fiducia”, ha commentato. “Penso che il Joao dell’anno scorso sarebbe impazzito, invece ora mi sento molto più maturo. Ho giocato bene, mi sono sentito sicuro, anche quando sono andato a servire per il match non ho tremato. Soprattutto sono stato bravo a giocare bene gli scambi quando ero sotto pressione. Quel break ottenuto nell’undicesimo gioco del secondo set è stato un toccasana, mi ha come sbloccato mentalmente”.
A Montreal il brasiliano va a caccia del primo titolo 1000 in carriera: sin qui ha conquistato un 500 a Basilea lo scorso ottobre (sul cemento indoor) e un 250 sulla terra di Buenos Aires, sempre nel 2025. In Canada peraltro non aveva punti da difendere, dunque tutto quel che verrà sarà tanto di guadagnato: dovesse avanzare almeno fino ai quarti tornerebbe al best ranking alla 24, ma se dovesse approdare in semifinale le porte della top 20 sarebbero decisamente a un passo.