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Jasmine Paolini, fenomenologia della caduta dopo le lacrime di Stoccarda: la chiave per Madrid e difendere Roma

  • Postato il 20 aprile 2026
  • Di Virgilio.it
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Jasmine Paolini, fenomenologia della caduta dopo le lacrime di Stoccarda: la chiave per Madrid e difendere Roma

Le lacrime di Stoccarda hanno anticipato (e introdotto) la discesa libera nel ranking WTA che rischia di diventare un tema centrale, in questa fase della stagione per Jasmine Paolini, consapevole che tra Madrid e Roma deve difendere punti e titolo agli Internazionali. Nella tensione c’è la maturità, la costruzione di una pianificazione che vorrebbe aver premiato la migliore tra le Azzurre, nonostante i suoi tormenti, l’insoddisfazione. In Spagna, Paolini deve superare quel terzo turno che, oggi, sembra alla sua portata, con la convinzione mentale di non dover vestire i panni dell’equilibrista sul filo fino al torneo per lei più rilevante, in questa parte della stagione.

Le lacrime di Paolini l’ultimo sentore

Senza Renzo Furlan, che da analista si è mostrato equidistante nelle esternazioni pubbliche sulla sua miglior allieva, Paolini ha inanellato una sequenza di risultati non sempre brillanti ad eccezione della vittoria a distanza di decenni agli Internazionali di Roma che hanno brillato della sua luce riflessa e si sono guadagnati un riconoscimento centrale nel quadro degli stessi Masters 1000. Con Sinner il futuro è adesso, anche se per Jas questa fase di contrazione di risultati è tormentata quel tanto che si deve a risultati che si sono infilati una dopo l’altro in quest’annata, ancora avara di soddisfazioni.

Al netto degli Australian Open (che non hanno mai costituito un torneo di quelli esaltanti, per Jasmine) anche a Doha e Dubai non sono stati racimolati i punti sperati forse nonostante poi si potesse sperare in qualcosa di più ambizioso. A Merida ha perso in semifinale nel 2025, è stato un autentico peccato quest’anno considerato che negli Stati Uniti tra Indian Wells e Miami le aspettative erano inferiori.

Il down arriva da lontano

A Stoccarda, dove Paolini difendeva la semi, si sono sgretolati i sogni della nostra azzurra che pure aveva coltivato con intelligenza l’idea di poter ambiare ad altro rispetto all’esclusione al primo turno ad opera della turca Zeynep Sonmez con un eloquente doppio 6-2 per l’avversaria. Qui i tormenti della nostra Jasmine si sono palesati, pur contro la filosofia che le aveva insegnato lo stesso mentore, Furlan che ha ufficializzato la separazione proprio all’indomani del WTA di Miami 2025.

Tornare a vincere è necessario, quasi obbligatorio per la toscana che si misura con un precedente non esaltante a Madrid e che dunque può ambire a sovrascrivere i punti con qualche miglioramento netto, in grado di compiere un lieve balzo in avanti nella Top10 e arrivare a Roma con un atteggiamento di ritrovata fiducia.

Nel 2025 era uscita di scena contro Maria Sakkari dopo l’esordio vincente contro Katie Boulter. Se deve innescare una reazione, si potrebbe incominciare da qui e rastrellare quei punti che può erodere per avvicinarsi a Mirra Andreeva che la precede di un soffio: sono appena 24 i punti che le separano.

I cambi di allenatore: il fattore Furlan

Tutto ciò per scansare una crisi che ha preso forma e che si proietta nei risultati. Jas deve dare continuità ai risultati, ma come? In primis dovrebbe godere di una stabilità che, dopo l’addio a Furlan, stenta a concretizzarsi con ripercussioni evidenti sulla tenuta psicologica e la pressione che la giocatrice subisce e che, quelle lacrime inattese, suggerirebbero a chi la segue e conosce la sua determinazione, la sua grinta. Marc Lopez, poi Federico Gaio e in seguito Danilo Pizzorno: tre cambi di allenatore nel giro di pochi mesi dopo 10 anni trascorsi al fianco del coach che l’ha fatta crescere e accompagnata ai vertici del tennis mondiale.

Che cosa è cambiato nel suo tennis

Oltre a componenti evidenti, mai registrate prima di questo down, c’è da annotare un dato che verte sul servizio di Paolini: la scorsa stagione ha registrato il 68.4% di game di servizio vinti contro l’attuale 63.4% e le prime al 61.8% contro il 58.8%. Non un dettaglio da poco per una giocatrice da Top10, dal gioco moderno e dai colpi sempre più studiati e angolati con abnorme attenzione anche alla rotazione, alla forza come pure alla variazione.

Il servizio anche per lei costituisce un margine di miglioramento e di supporto, ora che ci addentriamo in vista dei tornei su terra battuta una delle superfici predilette da Jas che ha vinto anche Doha nel suo passato recente.

Autore
Virgilio.it

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