Italvolley, agli Europei il primo flop di Velasco ma a Terzic è andata peggio: cacciato dalla Turchia
- Postato il 7 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Intendiamoci: il termine “flop” è una semplificazione giornalistica. Non si può parlare propriamente di flop per una medaglia d’argento agli Europei, per un secondo posto conquistato dall’Italia a Istanbul contro tutto e tutti. Forse, contro un “sistema” che aveva deciso fin dall’inizio che questa doveva essere la festa della Turchia. Eppure, la sconfitta nella finale di Istanbul ha lasciato una delusione enorme. Di più: un fortissimo rimpianto, perché mai come stavolta le Azzurre sembravano avere la vittoria in pugno. Sembravano a un passo dal conquistare l’unico titolo mancante della gestione Velasco.
- La vittoria in pugno e il ko dell'Italvolley
- Gli errori di Velasco nella finale con la Turchia
- Il nuovo miracolo di Santarelli, "mago" di Conegliano
- Guai in vista per Terzic: non allenerà più in Turchia
La vittoria in pugno e il ko dell’Italvolley
L’Italia aveva la partita tra le mani. Per tre set ha dominato, ha dettato legge, spadroneggiando a muro, in difesa, facendo la voce grossa in attacco soprattutto con Egonu, ma anche con Sylla e le due centrali, Fahr e Danesi. Tre set di strapotere azzurro, ma solo due portati a casa. Perché nel secondo, quello che poi a conti fatti ha fatto la differenza, Orro e compagne sono state capaci di farsi rimontare un vantaggio di sei punti. Dal 12-6 al 22-25 finale, un blackout prolungato che i timeout, i cazziatoni e i cambi di Julio non sono riusciti ad arrestare. Cos’è che non ha funzionato, stavolta? Perché la scossa di Velasco stavolta non c’è stata?
Gli errori di Velasco nella finale con la Turchia
Autorevoli testate hanno puntato l’indice contro il CT criticandone soprattutto le sostituzioni nei momenti decisivi. Il “doppio cambio” tra Orro-Egonu e Cambi-Adigwe non ha dato gli effetti sperati, anzi in alcune occasioni avrebbe “spento” ancor di più le Azzurre in attacco. Più di ogni altra cosa, però, in una partita decisiva come la finalissima nella bolgia di Istanbul, contro un pubblico che definire antisportivo è poco, non ha pagato la decisione di “rischiare” Antropova schiacciatrice. Un esperimento che era stato bocciato da Velasco durante la VNL e che poi è stato riproposto d’incanto visto l’infortunio di Omoruyi.
Il nuovo miracolo di Santarelli, “mago” di Conegliano
Se a Velasco è mancato il tocco magico in questi Europei e in particolar modo in finale, a Santarelli è riuscito tutto. Il “mago” di Conegliano ha saputo trarre il meglio dalle sue giocatrici, le ha tenute “vive” dopo il terzo set, ha fatto leva sul tifo indiavolato dei tifosi del Sinan Erdem per galvanizzare al meglio Melissa Vargas e compagne. Insomma, Santarelli si è confermato un maestro sotto il profilo tecnico, tattico e psicologico. Tutto il contrario di Zoran Terzic, il CT della Serbia terza classificata che per tutto il torneo ha tentato – senza fortuna – di indispettire i rivali, finendo invece col condizionare (in negativo) il suo team.
Guai in vista per Terzic: non allenerà più in Turchia
Terzic che, oltre alla Serbia, allena una squadra di club russa, la Dinamo Kazan, e che difficilmente tornerà ad allenare in Turchia: per cinque stagioni è stato coach del Fenerbahce. Il potentissimo presidente della federazione pallavolistica turca, Akif Ustundag, una specie di Erdogan del volley anatolico, lo ha “daspato” a tempo indeterminato dalla Sultanlar Ligi, la massima serie del paese. “Per le provocazioni e il tradimento che ha compiuto, secondo me non dovrebbe più cercare lavoro in Turchia d’ora in poi. Siamo molto risentiti, non sarebbe dovuto accadere. I suoi gesti non sono stati affatto appropriati“.