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Italia ripescata ai Mondiali, l'Iran detta le condizioni per partecipare e scoppia la polemica, c'entra anche Taremi

  • Postato il 10 maggio 2026
  • Di Virgilio.it
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Italia ripescata ai Mondiali, l'Iran detta le condizioni per partecipare e scoppia la polemica, c'entra anche Taremi

Non passa giorno che non ci siano novità legate alla partecipazione dell’Iran ai Mondiali. Tra un mese esatto, l’11 giugno, è in programma la partita inaugurale della kermesse in Usa, Messico e Canada ma il punto interrogativo sulla presenza della nazionale iraniana – con il relativo tormentone legato al possibile ripescaggio dell’Italia – resta. L’ultima sorpresa è un comunicato ufficiale diffuso dalla federcalcio dell’Iran in cui da un lato si conferma la volontà della nazionale di prendere parte al torneo, ma dall’altro si chiede alla FIFA e ai Paesi ospitanti precise garanzie politiche, logistiche e di sicurezza. Dieci condizioni inderogabili, di cui una in particolare destinata a far discutere.

L’Iran vuole andare ai Mondiali

Nonostante non ci sia tregua nella guerra in Medio Oriente, esplosa dopo l’offensiva israelo-americana contro l’Iran, l’Iran non sembra intenzionato a rinunciare al posto conquistato sul campo. Nel comunicato pubblicato dalla Federazione si legge: “Parteciperemo sicuramente ai Mondiali del 2026, ma gli organizzatori devono tenere conto delle nostre preoccupazioni”. Il senso politico della presa di posizione viene chiarito dopo: “Parteciperemo al torneo della Coppa del Mondo, ma senza rinunciare ai nostri valori, alla nostra cultura e alle nostre convinzioni”.

Le condizioni dell’Iran per giocare i Mondiali

L’Iran è inserito nel gruppo G con Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto e dovrebbe esordire il 15 giugno contro la Nuova Zelanda a Los Angeles. La richiesta iraniana di spostare le partite fuori dagli Stati Uniti era già stata respinta dalla FIFA, mentre Gianni Infantino ha ribadito la linea ufficiale: l’Iran deve giocare il Mondiale secondo il programma stabilito.“Nessuna potenza esterna può privare l’Iran della partecipazione a una coppa alla quale si è qualificato con merito”. Il caso resta però aperto sul piano diplomatico. Il presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj, ha spiegato alla televisione di Stato che Teheran ha posto dieci condizioni per partecipare al torneo, quelle emerse riguardano soprattutto il rilascio dei visti, la sicurezza della delegazione e il rispetto dei simboli nazionali. Teheran chiede che le domande dei giornalisti non sconfinino nella politica, il rispetto della bandiera e dell’inno nazionale iraniani, un rafforzamento delle misure di sicurezza negli aeroporti, negli hotel e negli stadi durante il torneo.

Il caso di Taremi e Hajsafi

L’Iran chiede però anche che tutti i calciatori e i membri dello staff tecnico possano entrare regolarmente nei Paesi ospitanti. Il punto più sensibile riguarda chi ha prestato servizio nelle Guardie Rivoluzionarie iraniane, considerate organizzazione terroristica da Stati Uniti e Canada. Taj ha citato anche due calciatori molto noti: “A tutti i giocatori e allo staff tecnico, in particolare a coloro che hanno prestato servizio militare nel Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), come Mehdi Taremi ed Ehsan Hajsafi, dovrebbero essere concessi i visti senza problemi”.

E questa è la condizione più difficile da rispettare. In bilico ad esempio la posizione di Taremi: all’ex attaccante dell’Inter (ora di proprietà dell’Olympiakos) gli USA potrebbero vietare l’ingresso visto che è stato parte delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. In un caso del genere, che riguarda essenzialmente i controlli alle frontiere, la FIFA può fare poco.

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Virgilio.it

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