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Italia, Malagò si aggrappa a Mancini per rimanere in sella: i due alleati del presidente per evitare un’altra rivoluzione

  • Postato il 29 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Italia, Malagò si aggrappa a Mancini per rimanere in sella: i due alleati del presidente per evitare un’altra rivoluzione

L’Italia torna a sorridere. La vittoria della squadra di Mancini sulla Turchia è un raggio di sole per una nazionale che da troppo tempo non otteneva un risultato per alimentare la speranza. Ma i problemi non sono di certo finiti, né sul campo ma soprattutto non fuori. La posizione del presidente Giovanni Malagò rimane in bilico, i successi della squadra però potrebbero dare una mano per evitare una nuova rivoluzione.

Malagò si aggrappa a Mancini

Il Coni ha rimandato tutte le decisioni sulla posizione di Giovanni Malagò a dopo il 5 ottobre. E non si tratta di una data casuale. La volontà precisa era quella di non “disturbare” le prime partite del ritorno in panchina di Roberto Mancini. La nazionale sta vivendo la fase più complicata della sua storia, e quello che avviene fuori dal campo può sicuramente avere un’influenza negativa. Solo dopo la sfida di ritorno con la Turchia dovrebbe arrivare la decisione del Coni sulla possibile decadenza di Malagò o sul commissariamento della FIGC. Il presidente spera però che i risultati della nazionale tornino a essere convincenti e che diventino determinanti anche per la sua situazione. Squadra che vince non si cambia, si dice nel mondo del calcio e Malagò lega il suo futuro anche ai risultati di Mancini che è stata una sua scelta, anche a dispetto dei critici.

Gli alleati a sorpresa: CIO e Uefa

Il ct azzurro però non è l’unico alleato su cui spera di contare Malagò. La questione FIGC interessa anche all’estero. E’ stato lo stesso presidente a mandare un messaggio molto forte: “Se l’Uefa e anche il Comitato olimpico internazionale guardano con preoccupazione a quello che sta accadendo in Italia, il segnale è molto chiaro”. Il riferimento va alle parole di Ceferin che ancora una volta, come ha fatto spesso negli ultimi mesi, ha avvisato la politica italiana di rimanere fuori dal mondo del calcio. Mentre il CIO si è detto stupito per quanto sta avvenendo sui quadri dirigenziali italiani, Malagò del resto è una figura molto rispettata nel comitato olimpico per il lavoro che ha fatto alla guida del Coni. E’ evidente che in atto c’è una guerra anche politica e la speranza di Malagò è quella di trovare alleati per evitare al calcio un’altra rivoluzione che potrebbe avere effetti molto gravi. L’ex Abete lo ha detto senza mezzi termini: “Un commissariamento sarebbe una ferita per il calcio italiano“.

La battaglia legale: cosa può succedere

La prossima settimana (il 6 o 7 ottobre) si riunirà la Giunta del Coni che dovrà valutare il caso e decidere il futuro di Malagò e della FIGC. In questo momento tutte le strade sono ancora aperte, anche se l’ipotesi di commissariamento è quella più quotata. La decisione verrà presa anche in base al parere di giuristi di chiara fama che il Comitato olimpico nazionale ha coinvolto per esprimere un giudizio sul caso. E dalle prime indiscrezioni che circolano, la posizione del presidente è quantomai in bilico: “Il tesseramento è requisito indispensabile alla candidatura”, sarebbe scritto in uno dei pareri arrivati al Coni.

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Virgilio.it

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