Italia, l'ultima speranza per la Nazionale è l'Inter di Marotta: ormai l'unica squadra in Serie A con il coraggio di investire sui giovani
- Postato il 5 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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La crisi della Nazionale italiana non è un caso, lo sappiamo tutti. Ma il riflesso diretto di un problema strutturale della Serie A: lo scarso utilizzo dei giovani italiani. In questo scenario, l’Inter e Beppe Marotta rappresentano un’eccezione. Il club nerazzurro ha iniziato a investire con decisione sui giovani italiani, tracciando una linea chiara che potrebbe diventare un modello per tutto il movimento. Ma il futuro dell’Italia pallonara resta comunque un rebus. Mentre Giovanni Malagò si avvia a subentrare a Gabriele Gravina al timone della FIGC, resta da capire chi sarà il prossimo ct chiamato a ricostruire una Nazionale uscita a pezzi dalla finale playoff contro la Bosnia ed Erzegovina, costata il terzo Mondiale consecutivo.
- Il modello Pio Esposito e i dati che inchiodano la Serie A
- Inter e Marotta: la rivoluzione sui giovani italiani
- Serie A, pochi giovani italiani: nessuno pensa al futuro
- Il dossier-denuncia di Gravina
- Nazionale italiana: quali prospettive
Il modello Pio Esposito e i dati che inchiodano la Serie A
Francesco Pio Esposito è un esperimento decisamente riuscito. Da replicare. E, possibilmente, anche da imitare. La verità, nuda e cruda, è che nessun altro pensa davvero all’Italia: si bada al proprio orticello, senza guardare oltre, senza osare. E per ottenere cosa, in cambio? Partite soporifere, inchiodate sullo 0-0, e fragorosi flop quando ci si misura con squadre europee nemmeno di primissima fascia.
In Francia, in Spagna, in Germania, in Inghilterra i giovani giocano. E il riferimento non è soltanto ai fenomeni come Lamine Yamal. Qui da noi, invece, il calcio rispecchia gli ultimi dati snocciolati dall’Eurostat: siamo un Paese per vecchi, dentro e fuori dal campo. In cima alla classifica dell’UE per età media e in fondo – come rilevato dall’ultimo rapporto del CIES (l’Osservatorio Calcistico) – per utilizzo degli Under 21. Il Napoli di Aurelio De Laurentiis fotografa alla perfezione la triste realtà del calcio italiano, con un dato che dice tutto: 0% di minutaggio agli U21 negli ultimi cinque campionati. Appena due, quelli utilizzati nell’ultimo lustro.
Inter e Marotta: la rivoluzione sui giovani italiani
Negli ultimi anni l’Inter è sempre stata una delle squadre più “anziane” d’Italia. Ma dalla scorsa stagione, anche su spinta di Oaktree, si registra un netto cambio di rotta. Basta guardare alla rinfrescata del reparto offensivo, dove Pio Esposito (20) e Bonny (22) hanno preso il posto di Taremi (33) e Arnautovic (37) come alternative a capitan Lautaro e Thuram.
Il futuro sarà sempre più nel solco della linea verde. Lo ha dichiarato Marotta sull’onda dell’entusiasmo per il 21° titolo conquistato con tre giornate d’anticipo, grazie al successo contro il Parma. In estate l’Inter si fionderà su giovani italiani di talento per costruire una base solida e duratura nel tempo.
Ciò significa una cosa sola: i nerazzurri continueranno a foraggiare una Nazionale in cui il ct, chiunque esso sia, fatica persino a convocare numericamente un gruppo adeguato di calciatori. Se Guglielmo Vicario, a 29 anni, non è certo di primo pelo, Marco Palestra (21) e Giovanni Leoni (19) sono tra i principali obiettivi di mercato dell’Inter, che si appresta a salutare Sommer (37), De Vrij (34), Acerbi (38), Darmian (36) e, forse, Mkhitaryan (37). La svolta green è appena iniziata e chissà quali altri colpi a sorpresa ha in canna Marotta.
Serie A, pochi giovani italiani: nessuno pensa al futuro
Due esempi su tutti: Edoardo Motta e Antonio Vergara. Ventuno anni il portiere della Lazio, ventitré il jolly offensivo del Napoli. Ebbene, entrambi hanno trovato spazio solo perché Maurizio Sarri e Antonio Conte sono stati costretti a schierarli a causa dell’emergenza infortuni. E se il tecnico biancoceleste è parzialmente giustificato, visto che Motta è stato ingaggiato durante la finestra invernale di mercato, l’ex ct ha avuto a disposizione Vergara sin dal ritiro estivo, lanciandolo dal primo minuto in Serie A soltanto il 17 gennaio contro il Sassuolo, quando aveva gli uomini contati.
Senza dimenticare l’enfant prodige Francesco Camarda (18): nel Milan, dove non segna nessuno, non sarebbe stato più logico scommettere su un attaccante promettente poi mandato in prestito in un Lecce condannato a un campionato di sofferenza, invece di spendere 42 milioni per il flop Nkunku e portare in Italia un Füllkrug ormai a fine carriera?
Il dossier-denuncia di Gravina
Il resto è tutto nel dossier di Gravina, reso pubblico dopo le sue dimissioni da presidente della FIGC. La Serie A è l’ottavo campionato più “anziano” d’Europa, con un’età media di 27 anni, alle spalle degli altri top tornei come Inghilterra, Germania, Francia, Olanda, Portogallo, Norvegia e Belgio.
I dati, aggiornati alla 31ª giornata, sono impietosi: i calciatori non selezionabili per la Nazionale italiana hanno giocato il 67,9% dei minuti complessivi e, dei 284 giocatori impiegati con almeno 30 minuti in campo, soltanto 89 sono italiani, di cui 10 portieri.
Nazionale italiana: quali prospettive
Dopo la drammatica sconfitta ai rigori contro la Bosnia ed Erzegovina, sotto accusa è finito soprattutto il blocco Inter su cui aveva puntato l’ex ct Gennaro Gattuso. Bastoni, Dimarco, Frattesi, Barella e Pio Esposito: cinque i convocati, di cui quattro – con Frattesi in bilico – destinati a far parte del nuovo ciclo, ancora tutto da definire.
Il club nerazzurro continuerà a essere il principale serbatoio da cui attingere per rifornire la nuova Nazionale. Se Marotta darà seguito ai suoi annunci, l’Inter potrebbe arrivare anche a sette-otto convocati. Al contrario, per ragioni d’età e di impiego, il Napoli è destinato a perdere pezzi come Meret, Spinazzola, Di Lorenzo e Politano.
Fabio Capello è stato fin troppo chiaro: per rifondare il calcio italiano serviranno almeno dieci anni. Marotta ha iniziato a muoversi, ma gli altri quando lo seguiranno? Basta traccheggiare, ne va del futuro dell’Italia. Restituiteci le ambizioni, le notti magiche: noi italiani, che ci nutriamo di pane e pallone, non meritiamo di assistere ancora a nuove umiliazioni. No, non lo meritiamo.