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Italia: Il ct De La Fuente spiega perché non possiamo copiare il modello-Spagna: "Solo noi possiamo riuscirci"

  • Postato il 26 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
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Italia: Il ct De La Fuente spiega perché non possiamo copiare il modello-Spagna: "Solo noi possiamo riuscirci"

L’invito è arrivato da ogni dove e non da oggi: politici, tifosi e addetti ai lavori erano convinti di conoscere la formula magica per rianimare la nazionale italiana dopo 12 anni di delusioni mondiali. In tv come sui social il coro era sempre lo stesso: “copiate la Spagna”. Come se giocare a pallone fosse un compito in classe. Sarebbe troppo facile. A consigliare di evitare di andare a scuola di…Spagna è proprio il ct campione del mondo. Intervistato da As De la Fuente spiega perchè si tratta di un’utopia.

Dove nasce il modello Spagna

Dopo la vittoria del Mondiale gli elogi sono arrivati da ogni parte, anche da altre federazioni internazionali che ammirano e utilizzano il modello spagnolo come riferimento. Per De la Fuente è motivo d’orgoglio: “Questi riconoscimenti rafforzano un’idea. Perché non si tratta di qualcosa di nuovo. È il risultato di anni di lavoro su questo modello. E gli siamo rimasti fedeli. Certo, ogni allenatore della nazionale ha aggiunto le proprie sfumature. Non solo con la nazionale maggiore, ma anche con le categorie giovanili, che sono le più importanti. Ma sempre con un’idea ben consolidata, con ramificazioni per rafforzare e perfezionare il modello. Ma il modello in sé è rimasto lo stesso da quando abbiamo iniziato a lavorarci. È precedente al mio arrivo.

Quello che è successo è che si è evoluto, perché il calcio è in continua evoluzione. Ogni grande competizione rappresenta un ulteriore passo avanti. Persino agli Europei, l’atmosfera è cambiata un po’ quando abbiamo iniziato a giocare con gli esterni. Ora, transizioni e velocità sono fondamentali. Prima c’era qualcosa di quasi indiscutibile: la squadra con il maggior possesso palla vinceva un’altissima percentuale di partite. Non è più così. Una squadra con il 30% di possesso palla può batterti tre a uno”

Impossibile copiare la Roja

Tanto bella e vincente che piace a tutti questa Spagna. E vengono dall’estero per copiare quel modello o per chiedere informazioni: “È passato tanto tempo. Persino dai tempi di Ginés Meléndez. Inghilterra, Francia, Germania… C’è stato un periodo in cui l’Italia veniva spesso qui. La Germania ha avuto un periodo con basi molto solide, simili alle nostre. Ma non è facile, è molto complesso. Primo, perché ci vogliono molti anni di lavoro. Secondo, per via dei club, dove ci sono ottimi allenatori che formano i giocatori in modo eccellente. E il giocatore spagnolo, grazie a questa formazione fin da giovanissimo, è quello che meglio capisce il gioco al mondo. Il calcio è cambiato molto in questi 16 anni. Abbiamo lo stesso modello, ma siamo consapevoli che si è evoluto. Non sono un grande fan di espressioni e cliché come tiki-taka.

Capisco perché vengano usati, ma non mi piacciono. Credo che “calcio basato sul possesso palla” suoni meglio. Il tiki-taka a volte sembra avere una connotazione peggiorativa. Detto questo, è qualcosa di profondamente radicato nel calcio spagnolo. Prima di tutto nei club. Ed è la nazionale che ha rafforzato quest’idea e le ha dato ampia notorietà. Anche se è nata nei club. Non poteva essere altrimenti, visto che la nazionale recluta i suoi giocatori proprio da lì”.

Poi il ct torna sul trionfo in Usa, ricordando che il suo portiere ha subito un sol gol in tutto il torneo: “Ci hanno fatto solo dieci tiri in porta durante tutto il torneo. Ma questo grazie al nostro sistema difensivo ben strutturato e consolidato. La squadra difende collettivamente in modo spettacolare. Sono undici giocatori a difendere. Siamo una squadra molto equilibrata perché, se guardate le nostre statistiche, siamo una squadra che segna molto. Abbiamo segnato tantissimo e subito solo un gol. E la costanza è stata notevole. Abbiamo segnato oltre 100 gol e ne abbiamo subiti pochissimi in 50 partite. Siamo una squadra molto coesa e generosa, con una struttura difensiva impeccabile. La squadra è cresciuta, a poco a poco, migliorando di giorno in giorno. E con un’atmosfera eccezionale. In 52 giorni, neanche un problema. È molto difficile”.

Autore
Virgilio.it

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