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Italia, grazie Maldini ora sappiamo di aver scansato un rischio: che gaffe tra Grosso, De Rossi, de la Fuente e Scaloni

  • Postato il 10 agosto 2026
  • Di Virgilio.it
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Italia, grazie Maldini ora sappiamo di aver scansato un rischio: che gaffe tra Grosso, De Rossi, de la Fuente e Scaloni

Sui tovaglioli dei ristoranti l’ex presidente della Sampdoria Mantovani era solito firmare i rinnovi delle sue stelle, come fece ad esempio con Toninho Cerezo e non solo. Su foglietti sparsi mentre è a pranzo invece Guardiola avrebbe scarabocchiato la formazione della sua Italia, qualora avesse accettato di diventare il ct azzurro. E’ uno dei passaggi dell’intervista al Corriere della Sera di Paolo Maldini, non il meno credibile ma forse il più divertente all’interno di un quadro generale in cui l’ex difensore non ne esce però benissimo.

L’errore di Malagò

Quelle che dovevano essere le sue verità si trasformano in una auto-condanna e insieme una conferma dei sospetti reconditi. Voleva giocare davvero per l’Italia Maldini o per se stesso? In tanti passaggi del suo sfogo si evince la ferma convinzione che quel ruolo di dt che gli aveva offerto Malagò, ingenuamente convinto che bastasse presentare una figura internazionalmente nota, lontana dall’establishment e dall’immagine cristallina per avviare la rivoluzione dello staff Italia, fosse un’investitura a Imperatore.

Il primo pasticcio è colpa di entrambi: chi doveva scegliere il ct? La logica avrebbe suggerito una scelta comune ma è successo l’opposto. L’ha scelto Maldini contro la volontà di Malagò e dopo il caso-scommesse di Pirlo l’ha imposto il presidente federale a dispetto delle idee di Paolo. Risultato? Rottura e dimissioni ma sono le motivazioni dei no a Mancini e Conte e dell’apertura a Pirlo, De Rossi e Grosso a togliere ogni dubbio. All’Italia è andata bene così, probabilmente. C’è Mancini, che è un ottimo allenatore ed è stato un buon ct, e non ci sono Maldini e Leonardo – il cui ruolo resterà per sempre un mistero – che avrebbero voluto fare ombra su tutto ed avere la Nazionale chiavi in mano.

Le idee De Rossi e Grosso

Solo pensare a De Rossi e Grosso (dopo il no di Guardiola) non solo tradisce un errore comportamentale, giacchè erano sotto contratto con Genoa e Fiorentina e non è il massimo nè un buon esempio per chi vuol essere un “moralizzatore” del pallone, andarseli a rubare ai club a inizio stagione (come ha dovuto spiegargli Malagò), ma evidenzia come Maldini intendesse avere un potere ancor più ampio. Parlare di “calcio offensivo” e pensare a un tecnico come De Rossi, che sarà anche promettente ma che vanta due esoneri in tre anni e che ancora non ha dimostrato di avere qualità importanti, è imbarazzante. Grosso invece è un profilo più interessante ma farlo passare dal Sassuolo alla Nazionale senza soluzioni di continuità e con un bagaglio di esperienze limitato è un rischio enorme. Per la Nazionale come per il tecnico che rischiava di bruciarsi ancor prima di aver iniziato davvero la carriera.

Che Pirlo sia poi il modello di un calcio moderno e offensivo è tutto da dimostrare. Non lo dice la sua carriera costellata di esoneri. Anzi. E’ il classico esempio di tecnico che è stato bruciato sul nascere, quando improvvidamente fu catapultato dalla Juve under 23 che fa la serie C alla panchina della Juventus maggiore. Dove e quando avrebbe praticato un calcio migliore di quello di Mancini e Conte? Come può dire Maldini che Mancini aveva un progetto diverso se non ci ha mai neanche parlato?

Il paragone con Scaloni e De La Fuente

Altra gaffe quando ha scomodato i curricula di De la Fuente e Scaloni, gli ultimi due ct che hanno vinto un Mondiale, assimilandoli a quelli di Pirlo. De La Fuente in verità ha fatto la gavetta iniziando nel 1997col Portugalete, poi dal 2000 all’ Aurrerá Vitoria, poi fino al 2005 nel settore giovanile del Siviglia e quindi in quello dell’Atletico Bilbao dove ha allenato anche la squadra B. Ancora nel 2011 al Deportivo Alavés prima di una lunga carriera nelle selezioni giovanili della Spagna: 2013-2018: Spagna Under-19 (vincitore dell’Europeo U19 nel 2015) 2014-2018: Spagna Under-182018-2022: Spagna Under-21 (vincitore dell’Europeo U21 nel 2019) 2021: Spagna Olimpica (medaglia d’argento ai Giochi di Tokyo 2020). E’ diventato ct della Roja nel 2022 ma alle spalle aveva un’esperienza solida e trofei nel carnet.

Scaloni invece ha fatto l’assistente di Sanpaoli al Siviglia (2016-2017) e lo ha seguito come vice-allenatore anche sulla panchina dell’Albiceleste durante il Mondiale di Russia 2018. Dopo il mondiale assume la guida dell’Under-20 e viene nominato CT ad interim della Nazionale maggiore ma quella che poteva essere una scelta momentanea divenne definitiva visto il valore del tecnico. Siamo sicuri che siano le stesse credenziali di Pirlo? Insomma ci voleva davvero questa intervista. Ora sappiamo che con ogni probabilità Malagò ha fatto la scelta giusta.

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Virgilio.it

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