Italia, Bianchedi non molla: “Parlerò con il Coni, ecco cosa voglio fare nel calcio”
- Postato il 18 agosto 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Diana Bianchedi, vice-presidente vicario del Coni, è stata scelta da Giovanni Malagò come nuova capo-delegazione della Nazionale. Lo scetticismo del mondo del calcio si scontra con le idee dell’ex campionessa olimpica di fioretto. Ha già parlato con Mancini e Ranieri, a giorni incontrerà il presidente del Coni Buonfiglio per chiarire il presunto conflitto di ruoli. Ecco cosa vuole fare nel calcio e come aiutare la Nazionale.
- Bianchedi a capo della rivoluzione culturale
- La telefonata nella giungla, il ruolo al Coni
- Cosa vuole fare la Bianchedi
Bianchedi a capo della rivoluzione culturale
La nomina a capo-delegazione di Diana Bianchedi ha incontrato pareri discordanti, con l’ago della bilancia a pendere verso le critiche al presidente federale Malagò, per la scelta a sorpresa annunciata tramite una intervista alla Gazzetta dello Sport. Era il 9 agosto, da allora Bianchedi si è stretta nel silenzio e nei pensieri che l’attanagliano.
La due volte campionessa olimpica del fioretto, laureata in Medicina con master sportivi e manageriali conseguiti negli anni, nonché alto dirigente nella Fondazione Milano Cortina e vice-presidente vicaria nel Coni si cimenterà nel mondo del calcio, capo-delegazione della Nazionale azzurra. Una “rivoluzione culturale” come è stata descritta da Malagò e da chi ha provato a comprendere le motivazioni che hanno indotto il numero uno della Figc a puntare su un’estranea al mondo del calcio.
La telefonata nella giungla, il ruolo al Coni
“Ero nella giungla della Malesia quando ho ricevuto la telefonata di Malagò che mi prospettava questo ruolo“, ha detto Bianchedi, intervista dalla Gazzetta dello Sport. E’ stata, evidentemente, una chiacchierata esaustiva, con la quale il presidente federale ha evidenziato i valori che rappresenta l’essere capo-delegazione della Nazionale, esaltando le caratteristiche morali dell’interlocutore: “Malagò ritiene che per la mia esperienza e credibilità tra gli atleti anche a livello internazionale possa essere la persona giusta”.
La risposta dell’ex campionessa olimpica è stata immediatamente positiva, pur senza entrare nei dettagli tecnici, “complice un cellulare che prendeva poco e niente, ma per messaggio ho sentito Mancini e Ranieri, sono stati carinissimi“. Ma alla telefonata ha fatto seguito il muso lungo del Coni. Si è parlato di incompatibilità di ruoli: poco più di un anno fa Bianchedi fu scelta come vice-presidente vicaria dal presidente Luciano Buonfiglio, con il quale ha portato avanti diversi progetti. “Per questo avrei voluto parlare con più calma con il presidente Buonfiglio. Ci siamo presi del tempo per approfondire cosa comporti questo incarico. Ci vedremo di persona quando rientrerà dai Giochi del Mediterraneo di Taranto“.
Cosa vuole fare la Bianchedi
Bianchedi si dice pronta a modificare il suo ruolo nel Coni pur di abbracciare questo nuovo incarico in Figc. Venuta fuori la notizia, l’ex atleta ha ricevuto messaggi solidali ed entusiasti da parte di atleti di altre discipline, come Goggia e Fontana. Mentre nel calcio, la sua nomina s’è portata dietro un alone di scetticismo: “Non voglio convincere nessuno. Il mio ruolo istituzionale sarà quello di unire il mondo del calcio e il mondo del Coni. La maglia azzurra è azzurra per tutti, è stato il mio sogno da bambina e lo è per tanti piccoli calciatori“.
Bianchedi assumerà il ruolo che è stato di Gigi Riva e Gianluigi Buffon, due campioni del calcio. Qualcuno ha detto che è stata scelta perché donna: “Un concetto che mi fa accapponare la pelle. La parola atleta non ha genere. Riva, Buffon, quello che li ha accomunati è la passione per la Nazionale. Il timore di non essere ascoltata dai calciatori? Non insegno niente a nessuno, metto gli atleti al centro. Il mio è un ruolo di rappresentanza: rispetto la maglia azzurra da quando in terza media scrivevo temi su Baresi“.