Italia, attenta al ranking: perché snobbare le amichevoli con Lussemburgo e Grecia è un errore
- Postato il 3 giugno 2026
- Di Panorama
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Sarà anche un’Italia sperimentale, infarcita di ragazzini dell’under 21 e delle selezioni minori e con il capitano Donnarumma (classe 1999) il più anziano a disposizione di un gruppo dall’età media di vent’anni in cui, portiere a parte, il più vecchio è un 2004.
Sarà pure una nazionale sperimentale anche nel commissario tecnico che la guida, Silvio Baldini, che dopo le trasferte contro Lussemburgo e Grecia tornerà ad occuparsi della programmazione per cercare di riportare gli azzurri alle Olimpiadi a Los Angeles nel 2028, ma non c’è spazio perché si fallisca il risultato.
È la condanna a cui l’Italia sperimentale che gioca due amichevoli inutili solo sulla carta, mentre tutto il resto del mondo si prepara a volare negli Stati Uniti, deve sottostare per evitare che questo mese di giugno complichi il futuro del nuovo progetto. Chiunque sia il commissario tecnico scelto dal prossimo presidente federale.
Italia, perché il ranking Fifa è decisivo
Il meccanismo è semplice. Per gli algoritmi del ranking FIFA le partite contro Lussemburgo e Grecia valgono come impegni ufficiali e, dunque, produrranno un guadagno o una perdita di punti rispetto ad un anno fa. E il ranking FIFA è la base di partenza da cui dipende il posizionamento di una nazionale nelle urne dei sorteggi per le grandi competizioni; nel caso dell’Italia l’appuntamento è dicembre con l’inizio della corsa verso l’Europeo 2028.
Gli azzurri sono arrivati alla fine di questa stagione maledetta al 12º posto della graduatoria mondiale, sotto la Croazia e appena sopra la Colombia. Non giocheranno il mondiale con relativa perdita di occasioni. Il rischio concreto è che, senza le vittorie contro Lussemburgo e Grecia, l’Italia possa scivolare indietro dove non è mai stata in tempi recenti perdendo lo status di testa di serie nell’urna di Nyon verso Euro 2028.
Il rischio di scivolare fuori dalle teste di serie
Dovrebbe interessare tutti, compresi i prossimi quadri federali che osservano questo doppio impegno solo apparentemente con distacco. Facendo male a giugno, tempo per rimediare a settembre, ottobre e novembre non ce n’è. Per andare all’Europeo nel 2028, bisognerà vincere uno dei 12 gironi oppure arrivare tra le otto migliori seconde, altrimenti ci sarà l’ultima chiamata di uno strettissimo sentiero di play-off. Inutile sottolineare quanto faccia differenza potersi evitare una big nel raggruppamento che verrà sorteggiato in dicembre.
Ecco perché, pur comprendendo la disillusione e la mancanza di interesse da parte dell’opinione pubblica, è necessario che i ragazzini chiamati da Baldini vendono cara la pelle nei 180 minuti che il ct ad interim gli ha concesso. Farsi male vorrebbe dire essere eredi del miglior tafazzi e mettere nei guai anche il prossimo selezionatore.