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Italia agli Europei, Zorzi: "La pallavolo funziona perché tutti fanno squadra"

  • Postato il 10 settembre 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
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  • 4 min di lettura
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Italia agli Europei, Zorzi: "La pallavolo funziona perché tutti fanno squadra"
Italia agli Europei, Zorzi: "La pallavolo funziona perché tutti fanno squadra"

Il volley azzurro sta vivendo un’epoca d’oro. Qual è il segreto? 
«Vanta una dote che manca forse in altri sport: la perfetta condivisione fra federazione, club e allenatori. Questo è il segreto che ci fa avere nazionali al top».
Veniamo all’Europeo: giocare stasera all’aperto cosa comporterà? 
«Sul piano tecnico qualche remora: c’è il rischio pioggia e l’umidità può creare problemi, può far scivolare. Ma il nostro sport coglie giustamente l’occasione di giocare partite importanti e, contemporaneamente, mostrare quanto è bella l’Italia».
Che nazionale vedremo contro la Svezia?
«Completa e solida. Una squadra che ha recuperato Lavia, assente ai Mondiali 2025 per un infortunio grave. E che riavrà Michieletto nel prosieguo del torneo, forse già in alcune partite che si giocheranno a Modena. De Giorgi ha puntato a formare una squadra con tre centrali e Michieletto, non dimentichiamolo, è uno dei quattro-cinque migliori interpreti al mondo in quel ruolo».
La stella resta Giannelli, però. E Simone c’è, da capitano coraggioso. 
«Accentrare le attenzioni su un grande leader come lui è giusto, ha fisico e personalità e, insieme a Michieletto, è il giocatore più atteso. Ma i Mondiali e gli Europei del passato hanno insegnato che vince sempre la squadra».
I rivali da temere?
“Di certo la Polonia che ha in quel fenomeno di Leon uno schiacciatore temibilissimo. La Slovenia ha in Mujanovic un opposto a noi ben noto visto che gioca a Modena. Infine l’Ucraina di Pletnytskyl, uno con il tritolo nel braccio».
Possibile sorpresa?
«La Bulgaria dei fratelli Nikolov, lo scorso anno arrivò in finale ai Mondiali».
E la Francia campione olimpica in carica? 
«Ha fatto fatica a inizio anno ed è in fase di restaurazione. Ma l’alloro di Parigi 2024 resta una testimonianza che resta molto da rispettare».
L’Italia ha, però, un asso nella manica. 
«Fefè, dici? Vero. Da palleggiatore molto intelligente si è trasformato in un ct ideale nel ruolo di gestore. Da quando ha preso in mano la nazionale, cinque anni fa, sta gestendo un ciclo e questo non è mai facile. Fefè ci riesce bene».

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Autore
Libero Quotidiano

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