Italbasket, coach Banchi salta le sfide Mondiali di luglio: c'è Ramondino. Suigo, niente draft NBA: va a Villanova
- Postato il 15 giugno 2026
- Di Virgilio.it
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L’annuncio è arrivato in una nota diramata dalla FIP a metà pomeriggio: Luca Banchi non siederà sulla panchina dell’Italia nelle gare di qualificazione ai mondiali del 2027 contro Islanda (il 2 luglio a Reykjavik) e Lituania (a Bologna il 5 luglio). La decisione è maturata dopo una specifica richiesta avanzata dal coach toscano, costretto a rinunciare agli impegni per motivi familiari. La FIP, tramite il presidente Gianni Petrucci, ha compreso le ragioni del CT e ha accettato di congedarlo per gli imminenti impegni estivi, al contempo promuovendo a capo allenatore per le due gare di inizio luglio (e quindi anche per i test contro Croazia e Slovenia del 24 e 27 giugno) Marco Ramondino.
- Banchi assente per "motivi familiari" (e la FIP è d'accordo)
- Ramondino, la chance attesa una vita e il futuro all'Olimpia
- Suigo dice no al draft NBA: "Andrò a Villanova, in NCAA"
Banchi assente per “motivi familiari” (e la FIP è d’accordo)
Banchi non ha specificato nel dettaglio (e non lo ha fatto neppure la FIP) le ragioni della temporanea assenza dal ritiro della nazionale, ma è evidente che di fronte a una decisione condivisa e accettata anche dalla federazione non si può fare a meno di pensare che i motivi della scelta siano più che validi. Petrucci nella nota diramata dalla FIP ha fatto capire di aver compreso perfettamente la situazione e di non aver avuto nulla in contrario. “Nel rispetto della situazione personale del CT, d’intesa con lo stesso e in pieno accordo con il presidente della FIP Petrucci, la guida della squadra sarà affidata a Marco Ramondino, che ricoprirà il ruolo di capo allenatore”, si legge.
Spente sul nascere illazioni legate a un possibile futuro di Banchi lontano dalla panchina azzurra, con le voci insistenti dei giorni scorsi che volevano il tecnico originario di Grosseto vicino al ritorno sulla panchina dell’Anadolu Efes (alla fine tutto è saltato con la conferma di Pablo Laso).
Quanto alla nazionale azzurra, nella finestra FIBA estiva accanto a Ramondino ci saranno come assistenti Adriano Vertemati, Iacopo Squarcina, Riccardo Fois (fresco vincitore del titolo in NBA con i New York Knicks), Adam Filippi nel ruolo di players development e Filippo Messina nel ruolo di data and players development, con Matteo Panichi e Fabrizio Santolamazza nel ruolo di preparatori fisici.
Ramondino, la chance attesa una vita e il futuro all’Olimpia
Ramondino si troverà dunque a dirigere le operazioni in un periodo particolarmente denso di significati. Il prossimo anno infatti l’ex coach di Tortona sarà primo assistente di Peppe Poeta all’Olimpia Milano, ma prima di accasarsi all’EA7 avrà modo di concedersi questa finestra da CT della nazionale.
Peraltro Ramondino era coach della nazionale sperimentale Under 23 che nel 2022 prese parte al Global Jam di Toronto (tra gli altri c’erano Guglielmo Caruso e Federico Zampini, quest’ultimo fresco di promozione in LBA con la Tezenis Verona, con tanto di titolo MVP della serie di finale play-off giocata contro la Dole Rimini). Il coach avellinese nell’ultimo anno ha allenato in Germania al Mittedeutscher.
Suigo dice no al draft NBA: “Andrò a Villanova, in NCAA”
Ramondino lavorerà con una versione abbastanza sperimentale (per restare in tema) della nazionale azzurra, con 15 elementi convocati per il raduno romano e altri 16 finiti in una lista alla quale attingere in caso di bisogno. E in questa lista c’è anche il nome di Luigi Suigo, tornato in Italia dopo una serie di workout con alcune franchigie NBA in vista del draft in programma tra qualche giorno.
Suigo però quest’anno non si renderà eleggibile: dopo una buona stagione al Meta Belgrado, il centro scuola Olimpia andrà a giocare nientemeno che a Villanova, in NCAA, provando dunque ad assaporare i campi americani prima del definitivo approdo in NBA, a questo punto rimandato di un anno almeno. “Purtroppo mi sono fatto male a una caviglia prima della “combine”, e mi sono detto che andare a farmi vedere dagli osservatori NBA in condizioni fisiche non ottimali non avrebbe reso giustizia alla mia ambizione di essere chiamato tra le prime 20”, ha spiegato Suigo, rientrato in questi giorni in Italia.
“Villanova è una piazza storica del college basketball e vivo questa scelta unicamente come un passaggio nel mio percorso. So dove voglio arrivare e so che giocando con il Wildcats potrò arrivarci meglio”. È l’ateneo dove 10 anni fa giocavano Brunson, Bridges e Hart, freschi campioni NBA con i Knicks.