Isola Gallinara, la Guardia Costiera rimuove 35 metri di “rete fantasma” intrappolata tra i dissuasori della nave romana
- Postato il 30 luglio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Albenga. Il 28 e 29 Luglio i militari dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Loano-Albenga, coordinati dalla Capitaneria di porto di Savona, insieme agli uomini del 5^ Nucleo Subacquei della Guardia Costiera di Genova sono stati impegnati su più fronti eseguendo con successo due delicati interventi.
Nella mattinata di martedì 28 luglio, il 5^ nucleo Sub della Guardia Costiera unitamente alla Motovedetta CP 545 e al Battello B38 della Guardia Costiera di Loano-Albenga, hanno recuperato e smaltito cinquanta metri di rete fantasma intrappolata, ad una profondità di 35 metri, nei dissuasori a protezione del relitto della nave romana “Albenga A” nei pressi dell’isola Gallinara.
L’attività, svolta a protezione dell’ecosistema marino del patrimonio archeologico sommerso e delle aree marine tutelate, rappresenta il sinergico, attento e costante impegno delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera nella tutela del bene mare.
Le reti fantasma rappresentano veri e propri rifiuti che, se lasciati in mare, continuano a “pescare” in maniera passiva e rappresentano per le specie ittiche in esse intrappolate dei veri e propri “muri della morte”. Oltre a danneggiare l’habitat marino rappresentano anche un concreto pericolo per la sicurezza di sub e bagnanti. La suddetta attività rientra nella campagna di monitoraggio che la Capitaneria di Porto di Savona ha avviato dallo scorso anno e che ha consentito il recupero di numerosi attrezzi da pesca irregolari.
La rete da pesca recuperata dal fondale marino verrà smaltita nelle forme previste dalla legge a cura dell’amministrazione comunale di Albenga che si è fatta carico di tutte gli oneri derivanti dallo smaltimento.
Nella giornata di mercoledì 29 luglio invece, i militari della Guardia Costiera di Loano-Albenga e il 5° Nucleo Subacquei di Genova, coordinati dalla Direzione marittima di Genova, unitamente al personale tecnico dell’Arpal hanno terminato le operazioni di sostituzione della boa ondametrica iniziate lo scorso anno nelle acque antistanti il Comune di Andora.
La nuova boa, che ha sostituito la precedente, fa parte della rete di monitoraggio climatico istituita da Regione Liguria in collaborazione con Arpal che consente, attraverso sofisticati sensori, di rilevare in tempo reale le condizioni meteorologiche e meteomarine in zona.