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Irlanda: "Io con Israele non gioco". Il portiere si rifiuta di scendere in campo, i compagni hanno votato per decidere se seguirlo

  • Postato il 26 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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In sintesi

Un portiere della nazionale irlandese ha manifestato il suo rifiuto a partecipare alla sfida di Nations League contro Israele, prevista a Debrecen. La decisione ha scatenato un dibattito interno alla squadra, risolta attraverso una votazione democratica tra i calciatori. Nonostante l'obiezione del portiere, la maggioranza del gruppo ha deciso di proseguire con la competizione come programmato, evidenziando la tensione tra posizioni etiche e impegni sportivi internazionali.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Irlanda: "Io con Israele non gioco". Il portiere si rifiuta di scendere in campo, i compagni hanno votato per decidere se seguirlo

Sale la tensione alla vigilia di Israele-Irlanda, partita di Nations League in programma domani a Debrecen. Il portiere Gavin Bazunu ha comunicato alla Federazione irlandese la propria indisponibilità a disputare l’incontro, motivando la scelta con il disagio per il contesto politico che circonda la sfida, altri componenti della Nazionale stanno valutando sul come comportarsi ma la gara si giocherà sicuramente.

I giocatori hanno votato: si gioca

La situazione ha già avuto conseguenze sul programma della vigilia, con una riunione interna dei giocatori e il conseguente ritardo delle attività previste allo stadio Nagyerdei, iniziate solo alle 15 quando il Ceo della federcalcio irlandese, David Courrell, ha reso nota la decisione finale come si legge sull’Irish Independent: “Abbiamo effettuato una votazione tra i giocatori per decidere se disputare o meno le partite. Il risultato è stato una netta maggioranza a favore dello svolgimento delle partite. La federazione ha quindi deciso di disputare queste partite.”

Riunioni fiume prima della decisione

“Vorrei scusarmi con i media per il ritardo e le interruzioni di oggi. È un periodo difficile. La squadra era a Pristina ieri. Si è svolta un’ampia discussione al termine della quale il gruppo ha deciso all’unanimità di recarsi in Ungheria. La riunione è durata due ore. Questa mattina un giocatore ha espresso il proprio disagio all’allenatore e ha manifestato l’intenzione di ritirarsi dalla squadra. Questa nuova variabile ha richiesto tempo e riflessione da parte della squadra. Ne sono seguite altre quattro ore di conversazione, principalmente con i giocatori, ma anche con lo staff e la dirigenza. Dono state presentate diverse posizioni. Abbiamo rispettato pienamente il diritto di ognuno di avere la propria opinione su questi argomenti”.

“Una delle richieste dei giocatori è stata quella di essere esentati dagli impegni con i media in questa finestra di partite. Hanno anche intenzione di indossare fasce nere al braccio. L’Irlanda non parteciperà ad alcuni elementi della cerimonia pre-partita. L’intenzione è quella di dare un contributo significativo in beneficenza.”

Il ct pensa sia sbagliato giocare

Il ct dell’Irlanda dell’Irlanda, Heimir Hallgrimsson, ha aggiunto: “Stamattina c’è stato semplicemente un ripensamento da parte di uno dei giocatori. Tutti gli altri si stanno allenando oggi. Questo ha cambiato gli equilibri della squadra, e la questione è ancora in fase di discussione. Non siamo ancora giunti a una conclusione. Ci saranno ulteriori discussioni stasera e domani. È una situazione particolare”

Anche quando l’Italia l’anno scorso giocò con Israele ci furono molte polemiche. Hallgrimsson chiarisce: “Questo colpisce tutti i giocatori. Nessuno si sente a suo agio e probabilmente non lo era nemmeno quando siamo partiti. Si tratta di limitare i danni a livello personale e per il calcio irlandese. Dobbiamo trovare una soluzione. Non c’è azione che possiamo intraprendere che tutti approveranno. Non sappiamo quali saranno le conseguenze se non giochiamo la partita. Ci sono state proteste fin dal primo giorno per non disputare questa partita. Ho sentito questa pressione crescere giorno dopo giorno. Ora sta quasi raggiungendo il limite. Se posso esprimere i sentimenti dei giocatori, sentono di star facendo qualcosa di sbagliato giocando questa partita dall’Irlanda. Non è una bella sensazione. Vogliamo chiarire che non stiamo appoggiando nulla di ciò che sta accadendo a Gaza, giochiamo questa partita perché è la regola della competizione a cui partecipiamo.”

Autore
Virgilio.it

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