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IPT auto, che cos’è? Quando si paga e come si calcola l’importo

  • Postato il 22 luglio 2026
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  • Di Virgilio.it
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IPT auto, che cos’è? Quando si paga e come si calcola l’importo

Quando si acquista un’auto, il prezzo concordato con il venditore non coincide sempre con l’esborso finale. Tra immatricolazione, bolli, emolumenti e pratiche amministrative c’è anche l’Imposta Provinciale di Trascrizione, abbreviata in IPT.

A differenza del bollo auto, l’IPT si versa una sola volta per ciascuna formalità imponibile richiesta al Pubblico Registro Automobilistico, per esempio quando un veicolo viene iscritto per la prima volta oppure cambia proprietario. La sua struttura combina una tariffa nazionale e una componente territoriale. Di conseguenza il risultato cambia anche fra due auto identiche acquistate da persone residenti in Province diverse.

Che cos’è l’Imposta Provinciale di Trascrizione e quando si paga

L’IPT grava sulle formalità di iscrizione, trascrizione e annotazione dei veicoli al PRA. A far scattare il pagamento è la richiesta di una formalità giuridicamente rilevante sul veicolo. Il tributo viene attribuito alla Provincia di residenza dell’acquirente. Quando l’intestatario è una società o un altro soggetto giuridico, assume rilievo la sede legale. Non conta il luogo nel quale si trova il concessionario né lo sportello scelto per presentare la pratica.

Il versamento avviene insieme alla richiesta della formalità al PRA. Non c’è una scadenza annuale autonoma, come accade per la tassa automobilistica. Le situazioni più comuni sono:

  • prima immatricolazione e iscrizione al PRA di un’auto nuova;
  • passaggio di proprietà di un’auto usata;
  • prima iscrizione in Italia di un veicolo importato;
  • accettazione dell’eredità comprendente un’automobile;
  • donazione del veicolo;
  • attribuzione della proprietà in seguito a un provvedimento giudiziario;
  • costituzione o modifica di determinati diritti reali sul mezzo.

Nell’acquisto di un’auto nuova, il concessionario cura l’immatricolazione e riscuote dal cliente anche l’IPT. La cifra può figurare nella voce messa su strada, ma conviene leggere il preventivo: alcuni listini indicano prezzi comprensivi delle spese, altri escludono l’imposta.

Se l’auto è usata, il pagamento viene eseguito al momento della trascrizione del passaggio. La somma richiesta comprende anche bolli, emolumenti Aci, diritti della Motorizzazione civile e compenso dell’agenzia, voci distinte dall’IPT. Un veicolo comprato all’estero genera invece il tributo con la prima iscrizione nel Pubblico Registro Automobilistico italiano, salvo che ricorra una specifica esenzione.

Anche l’eredità comporta una formalità soggetta all’imposta. Se gli eredi intendono intestare l’auto a uno solo di loro, possono rendersi necessari due passaggi consecutivi: prima l’accettazione a favore di tutti e poi il trasferimento al nuovo intestatario.

Quanto tempo c’è e modalità di calcolo

La trascrizione di una compravendita deve essere richiesta entro 60 giorni dall’autentica della firma del venditore. Superato il termine all’IPT si aggiungono sanzione e interessi legali. Per gli atti diventati tardivi dal primo settembre 2024, la sanzione ordinaria è pari al 25% dell’imposta dovuta. Percentuali inferiori possono derivare dal ravvedimento operoso, purché siano versati insieme pagamento, sanzione ridotta e interessi.

Per sapere quanto pagare, il dato di partenza è la potenza espressa in kilowatt, riportata nel campo P.2 della carta di circolazione o del Documento unico. I cavalli pubblicizzati nelle schede commerciali non sono il parametro fiscale da utilizzare. La tariffa nazionale distingue due fasce:

  • fino a 53 kW: importo base fisso di 150,81 euro;
  • oltre 53 kW: 3,5119 euro per ogni kW, con importo unitario arrotondato a 3,51 euro.

Il decreto ministeriale contiene anche tariffe differenti per autobus, trattori stradali, autocarri, rimorchi e altri veicoli. Per una normale autovettura resta invece centrale la soglia dei 53 kW.

Contano tutti i kW

Quando l’auto supera 53 kW, i 3,51 euro non si applicano soltanto alla potenza eccedente. La moltiplicazione riguarda tutti i kilowatt del veicolo. Una vettura da 88 kW genera per esempio un importo base di 88 × 3,51 = 308,88 euro.

Il metodo che somma 150,81 euro al costo dei soli 35 kW eccedenti produce un risultato errato. In questo caso porterebbe a 273,66 euro, cifra inferiore a quella realmente dovuta. Dopo aver calcolato la tariffa base si applica la maggiorazione deliberata dalla Provincia. Il totale viene infine arrotondato all’euro: per difetto quando i centesimi non superano 49, per eccesso da 50 centesimi in avanti.

Quali Province applicano la maggiorazione

Le amministrazioni provinciali possono aumentare la tariffa ministeriale fino al 30%. Secondo il quadro aggiornato a gennaio 2026, la distribuzione è la seguente:

  • al 30%: Agrigento, Alessandria, Ancona, Ascoli Piceno, Asti, Bari, Barletta-Andria-Trani, Belluno, Bergamo, Biella, Bologna, Brescia, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Caserta, Catania, Catanzaro, Chieti, Como, Cosenza, Cremona, Cuneo, Enna, Firenze, Fermo, Foggia, Forlì-Cesena, Frosinone, Genova, Imperia, Isernia, L’Aquila, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Lucca, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Modena, Monza e Brianza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Perugia, Pesaro Urbino, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Potenza, Prato, Ragusa, Ravenna, Reggio Calabria, Rieti, Rimini, Roma, Rovigo, Salerno, Sassari, Savona, Siena, Siracusa, Sud Sardegna, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Treviso, Varese, Venezia, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Verona, Vibo Valentia e Viterbo
  • al 25%: Crotone, Ferrara e Sondrio
  • al 20%: Arezzo, Avellino, Benevento, Grosseto, Latina, Reggio Emilia, Vicenza e Regione Friuli-Venezia Giulia

CI sono poi regole particolari. Torino applica il 30% agli atti non soggetti a Iva e il 20% a quelli soggetti a IVA. Bari fa pagare il 75% dell’IPT in alcune operazioni riguardanti noleggio, trasporto pubblico, taxi, NCC e trasporto merci.

Quando non si paga l’IPT

La normativa nazionale prevede diverse esenzioni:

  • motocicli, salvo le formalità riguardanti motocicli storici;
  • minivolture da un privato a un concessionario o rivenditore di veicoli usati;
  • acquisti destinati alla mobilità di persone appartenenti alle categorie di disabilità individuate dalla legge;
  • formalità a favore di associazioni di volontariato, nel rispetto dei requisiti previsti.

L’esenzione della minivoltura riguarda la vendita dal privato al commerciante. Quando il concessionario rivende l’auto al cliente finale, il nuovo passaggio torna soggetto all’IPT.

Il beneficio nazionale spetta poi alle persone con ridotte o impedite capacità motorie permanenti quando il veicolo è adattato, ai soggetti con disabilità psichica o mentale grave titolari dell’indennità di accompagnamento e alle persone con grave limitazione della deambulazione o pluriamputazioni.

L’auto può essere intestata direttamente al beneficiario oppure al familiare del quale risulti fiscalmente a carico. Il mezzo può essere guidato dalla persona interessata o impiegato per il suo trasporto.

Quanto pagano le auto storiche

Per gli autoveicoli costruiti da oltre 30 anni e non utilizzati nell’esercizio di un’attività professionale o d’impresa, l’IPT è ridotta a 51,65 euro. I motoveicoli ultratrentennali pagano invece 25,82 euro.

Dal 2015 i veicoli con età compresa fra 20 e 29 anni non godono più della riduzione nazionale. Bolzano conserva una disciplina speciale, estesa a determinate categorie dal ventesimo anno di costruzione, e mantiene l’esenzione per i motocicli.

Autore
Virgilio.it

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