Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Inter, l’archiviazione del caso Rocchi non cancella i rischi: l’ipotesi penalizzazione e la verità sul sequestro dei cellulari

  • Postato il 22 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
  • 0 Visualizzazioni
  • 3 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Inter, l’archiviazione del caso Rocchi non cancella i rischi: l’ipotesi penalizzazione e la verità sul sequestro dei cellulari

Un sospiro di sollievo a metà. I tifosi dell’Inter hanno salutato con soddisfazione l’archiviazione del caso che ha visto coinvolti il club e l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi. I giudici hanno ritenuto che non ci fossero le prove sufficienti per provare l’esistenza di un reato. Ma la giustizia sportiva potrebbe non pensarla allo stesso modo, con un rischio penalizzazione (che seppur remoto) c’è ancora.

L’archiviazione del caso Rocchi

La giustizia ordinaria ha già preso la sua decisione sulla vicenda che ha visto indagati l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi e l’Inter, secondo la Procura “il vuoto probatorio degrada tali ipotesi al rango della mera illazione”. In questo modo è stata archiviata sia la posizione dell’ex arbitro che quella del club nerazzurro, non ci sarebbero prove sufficienti dunque per sostenere che ci sia stata una frode sportiva che leggendo ancora le carte non si può “dimostrare, trattandosi nell’alterazione di una gara o comunque nella volontà di incidere nel suo regolare svolgimento”.

La verità sul sequestro dei cellulari

L’inchiesta si è chiusa con l’archiviazione ma i dubbi rimangono anche perché dalle carte dei magistrati emerge che non c’è stato nessuno sequestro dei telefoni dei diritti interessati. La spiegazione è proprio nei documenti dei pubblici ministeri Paolo Ielo e Maurizio Ascione che poi hanno portato all’archiviazione. La scelta di non procedere al sequestro dei dispositivi sia stata per motivi di carattere investigativo e nelle carte si legge: “Dopo la diffusione mediatica dell’esistenza dell’indagine il clamore mediatico impedisce l’utile utilizzazione di mezzi di ricerca della prova non ancora sperimentati”. Una motivazione che però ha lasciato perplessi in tanti sia perché il sequestro dei dispositivi è diventata prassi ormai comune, sia perché l’inchiesta è cominciata molto tempo prima che diventasse di dominio pubblico.

Inter, è davvero finita? Il rischio penalizzazione c’è

Archiviata la vicenda sotto il profilo della giustizia sportiva, i tifosi dellInter hanno triato un sospiro di sollievo per una vicenda che rischiava di diventare spinosa. Ma l’archiviazione dei magistrati non mette al riparo il club nerazzurro da altri rischi. C’è una differenza sostanziale tra la giustizia ordinaria e quella sportiva, la prima deve infatti provare l’esistenza di un illecito (in questo caso mancavano secondo i giudizi le prove per farlo), la seconda infatti può valutare il comportamento di un club come contrario ai principi di correttezza, lealtà e trasparenza del codice di Giustizia Sportiva, anche senza avere le prove che l’illecito sia stato davvero commesso.

Cosa rischia l’Inter? In questo momento la soluzione più probabile è comunque quella che porta all’archiviazione del procedimento anche dal punto di vista sportivo. Dopo la decisione della Procura, anche quella della FIGC potrebbe prendere la stessa strada. Esiste, in linea puramente teorica, anche la possibilità di una penalizzazione nel caso in cui la Procura federale ritenesse che ci sia stata una grave violazione delle norme sul rapporto con gli arbitri. Ma in questo momento non sembrano esserci le basi per un’ipotesi di questo tipo.

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti