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Intelligenza artificiale e comunicazione finanziaria. Come guidare la rivoluzione

  • Postato il 14 maggio 2026
  • Di Panorama
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Intelligenza artificiale e comunicazione finanziaria. Come guidare la rivoluzione

«Timeo Danaos et dona ferentes», così scrisse Virgilio nell’Eneide. Temo i Greci anche quando portano doni. Questa frase è quanto mai attuale nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale. Entusiasmo, clamore, grandi aspettative e altrettanto grande disinformazione. A orientarci in un mondo dietro cui si nasconde un labirinto, dove è facile smarrirsi (o forse ci siamo già smarriti), ci prova il saggio di Umberto Mancini: La comunicazione economica-finanziaria nell’era dell’Intelligenza Artificiale (oVer edizioni), presentato a Roma ieri alla Camera dei Deputati.

Intelligenza artificiale e comunicazione finanziaria. Come guidare la rivoluzione

Nella strabiliante sala del Refettorio a Palazzo San Macuto, il giornalista economico, che ha guidato il servizio economico prima a Il Tempo e poi a Il Messaggero, si è confrontato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Guido D’Ubaldo, Laura Aria, commissario AGCOM. Il dibattito, moderato da Cristina Paolini, responsabile relazioni esterne Mundys, seguito da una sala gremita di giovani, si è focalizzato su quanto la comunicazione dei media possa venire stravolta, piegata, piallata dall’Intelligenza Artificiale.

Intelligenza artificiale e comunicazione finanziaria. Come guidare la rivoluzione
Umberto Mancini autore di: «La comunicazione economica-finanziaria nell’era dell’Intelligenza Artificiale»

Una mappa per non soccombere all’era dell’Intelligenza Artificiale

Mancini offre una mappa per non soccombere e finire come naufraghi aggrappati alla zattera di Géricault. Bisogna saper mantenere un atteggiamento ibrido. Non alzare bandiera bianca e neanche demonizzare la tecnologia. Come scrive nella prefazione Azzurra Caltagirone, presidente di Caltagirone Editore: «Questo libro arriva esattamente nel momento giusto per aiutarci a capire cosa sta succedendo nel campo specifico della comunicazione economica e finanziaria. L’IA è un amplificatore cognitivo di potenza inedita, moltiplica la velocità in analisi, la capacità di sintesi, la portata distributiva del messaggio».

Uno strumento imprescindibile, come sottolinea il sottosegretario Barachini, ma anche una rivoluzione dirompente, destabilizzante, come sottolinea più volte Auria. «In un’epoca in cui le macchine imparano a velocità esponenziale, ricordarsi di non smettere di imparare è il gesto più rivoluzionario che possiamo compiere», conclude l’editore Azzurra Caltagirone. Ma promesse esagerate e paure apocalittiche non possono che alimentare l’inganno dell’IA, che si nutre dei nostri timori, dell’avanzare troppo incerti, quasi sapessimo di essere Davide di fronte a Golia.

I rischi dei pappagalli stocastici e l’atrofia mentale

La metafora potente dei “pappagalli stocastici” coniata da Emily M. Bender, che riprendono schemi linguistici senza capirne il significato, dovrebbe farci capire che i nostri timori altro non fanno che favorire interessi economici, oscurando l’impatto reale che queste tecnologie possono avere sulla vita di tutti. Mancini riporta all’uso consapevole, alla responsabilità, spiega con semplicità e chiarezza la necessità di costruirsi una cassetta degli attrezzi, dove conservare con cura l’elemento umano, la conoscenza personale, il rapporto antico e consolidato, la fiducia nella propria fonte.

Ma nello stesso tempo ammette, che come un roditore, così di moda di questi tempi, l’IA è in grado di rosicchiare le nostre menti. Atrofizzando e rendendoci più pigri. Ci abbandoniamo così a un fiume di notizie di cui, secondo uno studio di NewsGuard del 2025, i principali modelli dell’IA generativa ripetono informazioni false nel 35 per cento dei casi. Allora, mentre diventeremo sempre più veloci e competitivi grazie ai suoi “doni”, cederemo inevitabilmente una parte del nostro cervello (d’altronde come già ci insegnò Goethe nel suo Faust), proprio come si vede sulla copertina del libro. Ma quando l’algoritmo sbaglierà, e sbaglierà, allora di chi sarà la colpa?

Autore
Panorama

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