Inchiesta caporalato nel cantiere per la diga, il Pd: “Bucci faccia mea culpa invece di attaccare”
- Postato il 27 giugno 2026
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- Di Genova24
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Genova. “Appare evidente e, per noi, alla luce di quanto sta emergendo, giustificato il nervosismo del commissario e presidente della Regione Marco Bucci e del sub-commissario Alberto De Simone. La situazione, per le notizie diffuse in queste ore, richiederebbe qualche mea culpa e non un atteggiamento quasi di sfida nei confronti di chi chiede trasparenza, informazioni, controlli e assunzioni di responsabilità”.
Queste le dichiarazioni di Davide Natale, segretario Pd Liguria, e di Francesco Tognoni, segretario metropolitano Pd Genova, in merito alle parole del presidente della Regione Marco Bucci sull’inchiesta per caporalato nel cantiere per i cassoni della diga di Genova.
“Rispediamo al mittente le accuse di strumentalizzazione della vicenda e riteniamo oltremodo fuori luogo che affermazioni di questo tipo arrivino proprio da chi ricopre un ruolo tecnico. Il compito delle istituzioni non è solo quello di dotarsi di un protocollo, ma di farlo funzionare, attuarlo e verificarne gli effetti sugli appalti e, soprattutto, riconoscere con umiltà che quanto accaduto ha evidenziato falle evidenti nel sistema di controlli messo in campo”, proseguono i dem.
Il riferimento è a quanto detto da Bucci dopo le prime dichiarazioni del Pd sull’inchiesta: ““Mi dispiace che diventino poi problemi di tipo strumentale – è stata la replica del governatore -. Ho visto delle dichiarazioni che mi fanno allibire. Proprio non hanno capito niente di come funziona il sistema. Sono totalmente fuorvianti, sono persone che non sanno come funzionano gli appalti o fanno finta di non sapere come funzionano gli appalti. E questo non va bene”.
“Se la struttura commissariale non si è accorta di nulla, esiste una responsabilità politica e operativa molto pesante. Il sub-commissario ha ribadito che ogni giorno vengono svolte attività di controllo, tracciabilità e presidio della legalità su ogni anello della filiera. Noi gli diciamo che, alla luce dei fatti emersi, questa attività fa acqua da più parti”, concludono Natale e Tognoni.