Inaugurata la Casa di Silvia: a Savona il primo progetto nazionale di ospitalità accessibile per le persone con SLA
- Postato il 3 luglio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. E’ stata inaugurata a Savona, in via Milano 16, la “Casa di Silvia”, il nuovo progetto nazionale di accoglienza temporanea pensato per offrire alle persone con Sla e alle loro famiglie un’esperienza di soggiorno accessibile, inclusiva e orientata al sollievo.
La “Casa di Silvia” si propone di essere un luogo di accoglienza e libertà. Un progetto di Aisla dedicato alle persone con Sla e con gravi disabilità, nato per rendere possibile ciò che troppo spesso sembra irraggiungibile: vivere una vacanza accessibile, serena e pienamente condivisa.
Un progetto di accoglienza che nasce da una storia vera. Nata dal generoso gesto della famiglia Codispoti e resa possibile grazie all’impegno condiviso della comunità Aisla, di volontari, donatori e istituzioni, La Casa di Silvia trasforma il ricordo di Silvia in un’opportunità concreta per molte altre famiglie, diventando un modello innovativo di ospitalità accessibile nel panorama nazionale.
“Questa idea è nata perché ad un certo punto eravamo preoccupati del destino di questa casa e poi, fortunatamente, Aisla ha pensato ti comprarla per farne una casa vacanze. Siamo stati molto felici di questo. Silvia vive anche in questa casa”, spiega Pino Codispoti papà di Silvia.
Silvia è mancata il 1 maggio 2025. “La Sla le è stata diagnosticata nel 2003, aveva 25 anni – aggiunge il papà – ma saputo della malattia, a parte il momento della diagnosi, Silvia ha continuato la sua vita. Ha continuato la sua vita: lavorava e si divertiva. Non si è mai lamentata della sua malattia”.
Silvia era ironica, determinata e piena di vita. Anche dopo l’arrivo della Sla ha continuato a sognare e a comunicare con i suoi occhi e a costruire relazioni: “Ha iniziato a dare più importanza alle cose che a volte diamo per scontate e a lasciare di più le cose materiali. Ripeteva sempre che “la vita è bellissima“. E’ stata un esempio per tutti noi”.
Oggi la “Casa di Silvia” custodisce la sua eredità più bella: trasformare il desiderio di libertà in un’opportunità concreta di accoglienza e sollievo per altre persone e famiglie. In occasione dell’inaugurazione è stata inoltre accolta la prima famiglia Aisla.
“Noi siamo di La Spezia e attraverso l’associazione siamo venuti a conoscenza di questa iniziativa – spiega il marito di Arianna che è malata di Sla da due anni – per Arianna questa iniziativa è una gioia perchè pensava di non avere più la possibilità di fare un giorno di vacanza ma soprattutto di non fare più un bagno in mare”.
Arianna è sempre stata una sportiva e amante del mare, ora ha 55 anni. “Abbiamo scoperto la diagnosi a dicembre 2023 perché durante una vacanza in aereo non riusciva più a sollevare il trolley con il braccio. La stessa malattia è stata diagnosticata poi alla sorella e precedentemente alla mamma”, aggiunge.
“Abbiamo avuto la diagnosi ma è riuscita ad accedere ad una terapia sperimentale che speriamo riesca a bloccare un po’ la Sla – aggiunge il marito – siamo fiduciosi e queste iniziative ci infondono ancora più fiducia e non ci sentiamo soli”.
Il progetto è dedicato ai soci dell’associazione ma può essere estendibile a chiunque. La casa ha una capienza di 4 posti letto ed è usufruibile gratuitamente per una settimana.
Vacanze accessibili: il mare per tutti
Per una persona con Sla, una vacanza accessibile va oltre una spiaggia attrezzata. A pochi chilometri dalla Casa di Silvia si trova la spiaggia dello “Scaletto senza scalini”, una delle spiagge accessibili sostenute da Aisla. Un luogo dove il mare diventa davvero inclusivo grazie, ad esempio, a carrozzine da mare dedicate o passerelle estendibili fino all’acqua.
“Il Comune ha sposato subito questo progetto. Se è nato questo progetto è perché esiste la spiaggia dello Scaletto che è un progetto nato 15 anni fa, quindi non è merito di questa Amministrazione ma delle Amministrazioni precedenti, ma tutti abbiamo dato continuità a questo progetto ed è quello che ha creato le condizioni perché ‘La casa di Silvia’ diventasse realtà perché se non ci fosse stato lo Scaletto probabilmente Silvia non avrebbe trovato gioia a venire qui e quindi questa donazione è frutto anche di questa continuità”, afferma l’assessore Viaggi.
“Credo che alcune cose abbiano bisogno della continuità per creare le condizioni per rendere possibile un’accoglienza per tutti. Questa è una cosa bellissima della quale dare merito all’associazione, il loro ruolo è fondamentale e lo è la collaborazione con le altre realtà. Solo dalle relazioni nascono cose belle come questa. Ringrazio chi tanti anni fa ha lavorato per questa idea e noi con l’amministrazione siamo contenti di averla continuata e portata avanti e crediamo che debba andare avanti anche nel futuro”, conclude.