Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

In un dipinto del Seicento una scoperta del 2025

  • Postato il 28 luglio 2026
  • Di Focus.it
  • 0 Visualizzazioni
  • 2 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

In un dipinto del Seicento una scoperta del 2025
Lo sospettavamo da vent'anni, ma uno studio l'ha confermato ufficialmente solo nel 2025: esiste un pipistrello chiamato nottola gigante (Nyctalus lasiopterus) che si nutre di uccelli, e lo fa in volo. La novità è che un pittore fiammingo del 1600 aveva già dipinto una scena che raffigurava questo particolare comportamento: l'hanno scoperto degli studiosi spagnoli, e ne hanno parlato su PNAS.. Il quadro Il quadro si chiama Aria, ed è stato dipinto da Jan Brueghel il Vecchio nel 1611. Rappresenta un'allegoria dell'aria, e raffigura oltre 60 specie di uccelli e almeno quattro pipistrelli.. Uno, in particolare, è chiaramente una nottola (come emerge dalle orecchie corte e arrotondate, le ali lunghe e strette, il pelo bruno-rossastro) che cattura in volo un uccello passeriforme.. Allegorie e osservazioni La domanda successiva che si pongono gli autori è: come faceva Brueghel a conoscere questo particolare comportamento delle nottole, dal momento che avviene in piena notte e in volo? Per prima cosa, i ricercatori tengono a sottolineare che non hanno alcuna certezza: i quadri allegorici vanno interpretati con cautela, perché quella che può sembra una rappresentazione chiara di una scena reale potrebbe semplicemente essere una convenzione stilistica o una licenza artistica.. Tuttavia, il fatto che siano raffigurati proprio una nottola e un uccello passeriforme suggerisce che l'ispirazione possa essere stata non solo simbolica. Brueghel visse in Italia, dove la specie è presente, quindi potrebbe averla osservata o esserne venuto a conoscenza indirettamente (tramite il racconto di qualcuno o vedendo i resti di uccelli nelle borre dei pipistrelli, come Carlos Ibáñez quasi 400 anni dopo).. Un regalo della digitalizzazione dell'arte I musei e le gallerie d'arte di tutto il mondo stanno digitalizzando le proprie collezioni, e questo le rende più facilmente consultabili e analizzabili sia da esperti umani sia da strumenti di scansione elettronica. «Il valore di queste fonti, capaci di aiutare gli approcci di ricerca moderni e fornire dati preziosi finora difficili da estrarre e spesso trascurati, è destinato ad aumentare notevolmente», concludono gli autori..
Autore
Focus.it

Potrebbero anche piacerti