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Imu e Tari 2027: cosa cambia e cosa sapere per mettersi in regola

  • Postato il 28 agosto 2026
  • Di Panorama
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Imu e Tari 2027: cosa cambia e cosa sapere per mettersi in regola

Fine delle sanzioni a forbice, modifica delle scadenze, possibilità di mettersi in regola spontaneamente. Cambiano alcune regole del gioco per Imu e Tari dal 1 gennaio 2027. Cosa devono sapere i proprietari di casa e i contribuenti?

Imu e Tari: le nuove sanzioni per dichiarazione omessa e infedele

La novità più importante riguarda le sanzioni. Fino a oggi, chi non presentava la dichiarazione Imu rischiava una multa variabile dal 100% al 200% dell’imposta dovuta, mentre per la dichiarazione infedele la sanzione oscillava tra il 50% e il 100%. Con le nuove regole questi margini scompaiono: per l’omessa dichiarazione la sanzione sarà fissata al 100% del tributo non versato, mentre per quella infedele scenderà al 40%, con un importo minimo di 50 euro. Le stesse regole valgono anche per Tari, imposta di soggiorno e contributo di soggiorno. Viene rivista al ribasso anche la sanzione per il tributo speciale sul conferimento in discarica, la forbice 200-400% lascia il posto a due percentuali fisse, mentre la multa fissa oscillerà tra 100 e 500 euro. Attenzione: le nuove misure non sono retroattive e riguarderanno solo le violazioni commesse a partire dal 1 gennaio 2027, mentre per i fatti precedenti resteranno valide le sanzioni oggi in vigore, anche se più severe.

Ravvedimento operoso: si potrà regolarizzare anche dopo un controllo

Cambia anche il ravvedimento operoso, lo strumento con cui chi ha sbagliato può mettersi in regola spontaneamente. Fino a oggi, se il Comune notificava un verbale di constatazione, la porta del ravvedimento si chiudeva definitivamente. Dal 2027 questo non accadrà più: le regole dei tributi locali si allineano a quelle già in vigore per i tributi gestiti dall’Agenzia delle Entrate. Il contribuente potrà sanare la propria posizione anche dopo l’avvio di accessi, ispezioni e verifiche, e perfino dopo che la violazione è stata formalmente contestata. Solo due eventi chiuderanno definitivamente questa possibilità: la notifica dell’avviso di accertamento o dell’atto di riscossione. Una novità pratica riguarda poi il cosiddetto ravvedimento frazionato: chi ha un omesso versamento potrà sanarlo un po’ alla volta, in più tranche, ottenendo lo sconto sulla sanzione in proporzione a quanto versa ogni volta, senza l’obbligo di saldare tutto in un’unica soluzione.

Dichiarazione Imu solo online e nuovi termini per la Tari

Arrivano modifiche poi sul fronte degli adempimenti. Chi deve presentare la dichiarazione Imu dovrà farlo esclusivamente online: la trasmissione telematica diventa l’unico canale consentito, e le istruzioni operative arriveranno con un decreto attuativo del Ministero dell’Economia. Non cambia invece la scadenza, fissata al 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui inizia il possesso dell’immobile o si verificano variazioni: come già oggi, la dichiarazione resta valida anche per gli anni successivi finché i dati non cambiano. La riforma tocca anche i casi particolari in cui la dichiarazione è obbligatoria, ad esempio per gli immobili dati in comodato a genitori o figli, per quelli delle cooperative edilizie a proprietà indivisa e per i fabbricati merce delle imprese costruttrici. Diverso invece il discorso per la Tari, dove i tempi si accorciano sensibilmente: chi inizia a occupare o detenere un immobile, o subisce una variazione, non avrà più fino al 30 giugno dell’anno dopo per dichiararlo, ma solo 90 giorni da quel momento.

Avvisi bonari e controlli catastali: cosa prevede il decreto

Prima di arrivare a un vero accertamento, il Comune potrà avvisare il contribuente con una comunicazione preventiva, dandogli 60 giorni per chiarire la propria posizione o presentare documenti. Se emerge un errore, sarà ancora possibile ricorrere al ravvedimento operoso, purché non sia già arrivato l’accertamento esecutivo. Cambia anche un altro aspetto: se la rendita catastale rettificata dall’Agenzia delle Entrate finisce sotto giudizio, il Comune avrà tempo fino al 31 dicembre del quinto anno dopo la sentenza definitiva per recuperare l’Imu dovuta in più.

Autore
Panorama

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