Il “Viaggio della Legalità” di Archeoclub d’Italia fa tappa a Reggio Calabria con la MareNostrum Dikē
- Postato il 6 giugno 2026
- Società
- Di Paese Italia Press
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di Rosa Maria Lucifora
Il “Viaggio della Legalità”, la motovela MareNostrum Dikē di Archeoclub d’Italia, fa tappa a Reggio Calabria. La “MareNostrum Díkē”, una Oceanis 473 confiscata agli scafisti e assegnata a fine 2022 dalla Procura di Ragusa ad Archeoclub d’Italia, oggi è simbolo di riscatto educativo e di inclusione sociale e fa parte di un ampio progetto nazionale per la tutela del patrimonio marino, ma anche per favorire la ricerca, ed è affidata al coordinamento della struttura specialistica Marenostrum di Archeoclub D’Italia.
La collaborazione con il Centro di Giustizia Minorile della Campania, Marina Militare, Corpo Militare dell’Ordine di Malta, vede impegnata l’Associazione nel reinserimento sociale dei ragazzi dell’Area Penale di Napoli e ad oggi almeno 50 ragazzi hanno ricevuto il brevetto di sub attraverso corsi di teoria e di pratica e sono al momento impiegati nella pulizia dei fondali e nel reperimento di materiale archeologico ancora sommerso.

L’aspetto più significativo e pregnante di questa straordinaria impresa è che la Dikē, attraverso le attività di tutela , di studio, di approfondimento e di conoscenza del patrimonio del mare , è riuscita a definire un reale percorso di recupero di valori e di concrete possibilità lavorative per i ragazzi . Con la motovela Díkē diventata simbolo di legalità, già da tre anni Archeoclub celebra in maggio, con una navigazione che partendo da Napoli fa tappa in diversi porti della Calabria e della Sicilia, la Giornata della Legalità a ricordo delle vittime di tutte le mafie, in particolare nell’anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio e promuove iniziative educative e di memoria, il rispetto delle regole, la tutela del patrimonio e l’impegno civile.
La mattina di Venerdì 29 Maggio è stata una grande festa dedicata alla visita della barca, ormeggiata ai Pontili Galleggianti del molo Radice Vecchia di Levante grazie al supporto organizzativo dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto che ne ha curato l’accoglienza e garantito l’ospitalità presso la Compagnia Portuale Srl. Le scuole hanno risposto in massa all’invito di Archeoclub Area Integrata dello Stretto e studenti di ogni ordine e grado, docenti e dirigenti scolastici non solo di Reggio, ma arrivati anche da Palmi, Bagnara, Villa San Giovanni e Messina, si sono avvicendati nella visita della barca. Un luogo di disperazione e morte che ora è divenuto simbolo di legalità, di speranza, di vita, di cultura, di riscatto sociale.
I circa 150 studenti all’interno dell’imbarcazione sono stati guidati da Francesca Esposito, Referente del Progetto Marenostrum, che ha parlato loro non solo di legalità, ma anche dei bellissimi progetti che Archeoclub d’Italia sta portando avanti, facendo capire l’importanza del rispetto dell’ambiente e della persona, e come la bellezza del mare va tutelata. Sulla banchina antistante è stato allestito uno spazio espositivo e laboratoriale a cura dei Soci di Archeoclub A.I.dello Stretto e ogni scuola con la propria specificità ha dato un contributo all’iniziativa. Chi ha portato disegni e lavori di ricerca su archeologia subacquea e chi si è soffermato sulla storia del ritrovamento dei Bronzi di Riace, mentre gli studenti del Nautico hanno dedicato la loro esperienza ad attività laboratoriali con carte nautiche e attrezzi di navigazione ed hanno incuriosito tutti con i loro nodi marinari . Molto interesse ha suscitato in tutti gli intervenuti la dimostrazione del servizio di pulizia dello specchio acqueo con droni acquatici mangia rifiuti a cura dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto.
Archeoclub A.I.dello Stretto, che ha coordinato lo svolgimento di tutte le attività, ha organizzato nel pomeriggio presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria “La legalità nella tutela del mare e della vita” un incontro con le autorità religiose, civili e militari. Un momento di testimonianze sui “crimini verso o attraverso il mare” dall’inquinamento ambientale ai flussi clandestini, ai traffici illeciti, … che si è svolto alla presenza di S.E. Mons. Fortunato Morrone, Arcivescovo di Reggio-Bova, sentinella di legalità e garante di etica e morale, che ha apprezzato molto il lavoro di Archeoclub che, dopo i traffici illeciti di esseri umani, fatti di dolore, di disperazione e povertà , ha trasformato la Marenostrum Dikē in messaggera di speranza.

La Presidente Rosanna Trovato, che con emozione ha introdotto il convegno, ha sottolineato come la “storia del viaggio” racchiuda la complessa natura del legame con le proprie radici e attraverso le relazioni umane e come sia necessario avere un punto di riferimento saldo , sapendo di poter esplorare il mondo, conoscerlo e progredire migliorandosi.
A tal proposito, il Presidente dell’AdSP dello Stretto, Francesco Rizzo, ha dato un’interpretazione suggestiva, individuando all’interno dello slogan MAREGALITA’ la parola REGALITÀ, riferendosi alla città di Reggio Calabria che vanta grandi doti di ospitalità e di potere, come dimostra l’effige della testa di leone nelle prime monete di età greca. Ha fatto, inoltre, riferimento all’accordo “Magna Grecia Coast to Coast” che prevede l’arrivo a Reggio di croceristi che ormai richiedono di fare viaggi emozionali ed esperienziali e la provincia ben si presta a questo scopo per i luoghi incontaminati o per i borghi dove ancora si parla il grecanico. Grande sensibilità è stata espressa da S.E. il Prefetto Clara Vaccaro che ha individuato nel progetto i principi di inclusione, di sviluppo e di partecipazione attraverso le contaminazioni culturali segno di umanità e di crescita, ed ha sottolineato che il mare va temuto, ma forma e insegna tanto.
Dopo l’intervento di Francesca Esposito, responsabile del Progetto barca, il Presidente della Camera Penale di Reggio, Francesco Siclari si è detto molto aperto ad attuare anche a Reggio Il progetto già avviato da Archeoclub con la Camera Penale di Napoli. Ai saluti del Presidente Lega Navale LNI-RC Antonio Nicolò, è seguita la testimonianza di Caterina Trecroci, Presidente del Consiglio Comunale di Villa San Giovanni, che ha ricordato l’assassinio per mafia nel 1990 di Giovanni Trecroci, allora Vicesindaco. Sono seguiti i qualificati interventi dell’Ammiraglio Giuseppe Sciarrone, Direttore Marittimo della Calabria e Basilicata Tirrenica, del Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giuseppe Borrelli e del Procuratore della Repubblica di Palmi Emanuele Crescenti che alla luce delle proprie esperienze professionali hanno apprezzato il progetto di Archeoclub d’Italia e sono stati un valido ed efficace riconoscimento all’importanza del lavoro sinergico svolto in conformità alle specifiche esperienze professionali.

Ha concluso l’incontro il Presidente di Archeoclub d’Italia Rosario Santanastasio, ringraziando tutti gli Enti e le Istituzioni che avevano contribuito alla buona riuscita dell’evento, i partecipanti e l’Archeoclub Area Integrata dello Stretto nelle persone della Presidente Rosanna Trovato, della Vicepresidente Francesca Crea e dei Soci tutti per la perfetta organizzazione dell’intensa giornata conclusiva di questo emozionante viaggio. Grazie al direttore del Museo, Fabrizio Sudano, per aver ospitato l’incontro e per aver dato agli intervenuti la possibilità di ammirare la Sala dei Bronzi di Riace.
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