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Il T. rex era a sangue caldo

  • Postato il 18 settembre 2026
  • Di Focus.it
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In sintesi

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Il T. rex era a sangue caldo
Sono passati più di sessant'anni da quando abbiamo messo definitivamente in soffitta l'immagine che avevamo dei dinosauri come di lucertoloni grossi, lenti e tonti, eppure ci sono ancora aspetti della loro fisiologia che non ci sono del tutto chiari – come prevedibile, visto che parliamo di animali estinti da milioni di anni e che non abbiamo modo di studiare direttamente. L'esempio più classico è quello dell'omeotermia, o detta altrimenti: i dinosauri erano a sangue freddo o caldo? La seconda ipotesi è quella più gettonata oggi, come dimostra un nuovo studio che, per la prima volta, ricostruisce il metabolismo del T. rex (o Tyrannosaurus rex se preferite il nome per esteso), uno dei dinosauri più iconici di sempre che, come si legge su Science Advances, aveva una temperatura molto simile ai moderni endotermi.. Il termometro nei denti Come si fa a studiare la temperatura corporea di un animale estinto? Il gruppo guidato da Randon Flores dell'Università della California l'ha fatto usando i denti: tre, per la precisione, provenienti dalla Hell Creek Formation, in Montana. Due appartenevano a uno stesso giovane T. rex, soprannominato Thomas e pesante in vita più di tre tonnellate, mentre il terzo proveniva da un altro individuo. I ricercatori hanno studiato gli isotopi di carbonio e ossigeno conservati nello smalto attraverso una tecnica chiamata clumped isotope paleothermometry: in sostanza, il modo in cui alcuni isotopi pesanti si combinano nei minerali varia in funzione della temperatura alla quale questi ultimi si sono formati, trasformando così il dente fossile in una specie di termometro rimasto fermo per circa 66 milioni di anni.. Il risultato medio di questa misurazione dice che il T. rex aveva una temperatura corporea di 36.3 ± 2.5 °C. Per verificare che quel numero non riflettesse semplicemente il clima caldo del Cretaceo, gli autori hanno analizzato anche cinque denti di crocodiliani vissuti nello stesso ambiente: la loro media era di 30.9 ± 2.6 °C, significativamente più bassa. Anche le ricostruzioni climatiche della regione danno temperature ambientali inferiori a quelle del T. rex, che quindi non era caldo "perché faceva caldo": i bivalvi fossili della Hell Creek Formation, che registrano soprattutto le condizioni della stagione calda, indicano circa 25.9 °C di temperatura media. Il T. rex, insomma, era più caldo sia dei suoi vicini ectotermi sia dell'ambiente circostante.. I vantaggi del "sangue caldo" La temperatura ricostruita è molto simile a quella degli elefanti moderni, circa 36 °C, poco più bassa della nostra e non troppo lontana da quella di grandi uccelli incapaci di volare come struzzi ed emù. È quindi un altro indizio a favore dell'idea che almeno alcuni dinosauri teropodi avessero una fisiologia endotermica, cioè fossero capaci di produrre internamente buona parte del calore necessario a mantenere elevata la temperatura corporea. Gli autori invitano però alla cautela: un animale enorme come T. rex poteva conservare il calore anche grazie alla propria massa, attraverso la cosiddetta inerzia termica, e dalla sola temperatura corporea non è possibile ricostruire con certezza il suo metabolismo. Inoltre lo studio si basa su appena tre denti appartenenti a due individui.. Quel calore interno potrebbe però avere avuto conseguenze molto concrete sulla vita del T. rex. Utilizzando la temperatura stimata per costruire un modello della sua nicchia climatica, i ricercatori hanno scoperto che gran parte del Nord America del tardo Cretaceo avrebbe potuto essere adatta a T. rex, comprese zone relativamente fredde e situate ad alte latitudini. I fossili conosciuti rappresenterebbero quindi soltanto una parte dell'areale potenzialmente disponibile: un grande predatore capace di mantenersi caldo non avrebbe avuto bisogno di limitarsi alle regioni più miti del continente..
Autore
Focus.it

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