Il segreto di Salvemini: la verità dietro l'esultanza che sta facendo impazzire i tifosi del Benevento
- Postato il 17 settembre 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
“Rotolando verso Sud”, cantavano i Negrita. Francesco “Ciccio” Salvemini è nato ad Andria nel cuore della Puglia e in carriera ha girato la fetta meridionale dello stivale da capo a coda. L’ultima fermata è stata quella di Benevento. Dallo stadio degli Ulivi al Ciro Vigorito di acqua sotto i ponti ne è passata. Gli anni trascorrono e la vita, così come la carriera agonistica, regala momenti significativi da affrontare.
- Salvemini sale in cattedra
- Ciccio e le esultanze virali
- Quella rovesciata pazzesca a Vicenza
- La chiamata decisiva del Benevento
- Il Salvemini padre
Salvemini sale in cattedra
Chi è davvero Francesco “Ciccio” Salvemini? Partiamo dal presupposto essenziale. Stiamo parlando, per chi non lo sapesse, di un prolifico attaccante oggi al Benevento. Mister Floro Flores ne ha ampiamente testato le gesta durante lo scorso torneo di Serie C dominato a mani basse dai giallorossi e in questa stagione di ritorno in Serie B si sta gustando la vena molto prolifica della punta 29enne. Per lui ben 4 reti in 6 presenze, tra campionato e Coppa Italia, in 527 minuti di impiego. Particolarmente significativi i gol di testa contro il Modena, splendida incornata che ha decretato il primo centro dei campani nell’annata del ritorno in cadetteria, e su rigore al cospetto del Sudtirol fondamentale per fissare sul pareggio 1-1 il risultato.
Ciccio e le esultanze virali
Ciccio è un calciatore estremamente emotivo, perciò non devono sorprendere le esultanze sfrenate sfoderate quando trafigge i portieri delle squadre avversarie. Il comportamento di Salvemini dopo le reti è diventato presto virale anche sui social media. I canali ufficiali della Lega Serie B, ad esempio, hanno postato il video dell’attaccante pugliese sotto la curva della tifoseria organizzata del Benevento. Nel momento stesso in cui segna, infatti, si lancia sempre in una corsa velocissima con le dita poste a forma di occhiali dinanzi agli occhi, spesso ignorando i propri compagni che provano ad afferrarlo per festeggiare, con l’unico obiettivo di rompere la distanza con il pubblico. Sovente poi conclude lo scatto lasciandosi scivolare sulle ginocchia sul manto erboso sotto il settore caldo dei sostenitori delle Streghe dove, di solito, si lascia sommergere dall’abbraccio di tutta la squadra.
Quella rovesciata pazzesca a Vicenza
A proposito di gol ed esultanze, non possiamo dimenticare il capolavoro balistico realizzato nell’arco della scorsa annata in Serie C. Nel match valevole per la Supercoppa di categoria, al minuto 80, Salvemini ha raccolto in piena area un cross di Tumminello e con una rovesciata da cineteca ha insaccato il pallone per il definitivo 2-0 ai danni del Vicenza nella cornice dello stadio Menti. Iconica la reazione dell’allenatore Antonio Floro Flores, immortalata dalle telecamere a bordocampo, dopo l’opera d’arte calcistica disegnata dal bomber di Andria. Ennesima conferma della poliedricità sotto porta di Salvemini. Ciccio segna in tutti i modi possibili e immaginabili. Segna di testa, segna in acrobazia, insacca di destro e di sinistro, trasforma senza patemi d’animo numerosi tiri dal dischetto degli undici metri. Un centravanti completo e decisamente affidabile, ideale pure per i palcoscenici della Serie B.
La chiamata decisiva del Benevento
Lo stesso Salvemini ha svelato in alcune recenti interviste di aver avuto l’opportunità in passato di firmare per grandi piazze, ma di aver rifiutato perché non si sentiva ancora professionalmente pronto per un salto di tale portata. La chiamata del Benevento nell’estate del 2025 è quindi arrivata nel momento perfetto per la sua maturazione mentale e atletica. Il club campano lo ha scelto per le sue proverbiali peculiarità ben note agli addetti ai lavori. Ai tempi delle giovanili e delle prime esperienze in Serie C, tra cui quella di Messina, Ciccio si fece notare non solo per la fisicità, ma per una pazzesca rapidità palla al piede. Correva l’anno 2015 e durante il match contro la Lupa Castelli Romani, dinanzi a 7000 sostenitori siciliani, la punta si rese protagonista di una esultanza talmente rapida e travolgente che nemmeno i suoi stessi compagni di squadra riuscirono a rincorrerlo per abbracciarlo. Reazione di certo comprensibile, essendo quello il primo gol siglato in carriera tra nei professionisti. Un libro con tante pagine quelle vissute da Francesco. Dalla Ternana alla già citata Messina passando per Akragas, Monopoli, Potenza, Giugliano e Cerignola.
Il Salvemini padre
Salvemini non ha mai nascosto il fatto che la paternità, e qui entriamo nella sfera privata e più profonda del personaggio, abbia segnato una linea di demarcazione nella sua esistenza trasformandosi in un pilastro della maturazione anche professionale. Ciccio spesso ha spiegato che la nascita del figlio ha completamente ridisegnato le priorità. Se prima l’errore sotto porta o la tensione della partita potevano condizionarlo per giorni, ora la paternità gli ha regalato una forte stabilità emotiva. Ha definito quel momento come una scossa salutare, capace di fargli approcciare allenamenti e gare con più leggerezza mentale, ma con il doppio della determinazione. In un’epoca in cui i calciatori tendono a mostrare costantemente la propria vita privata sulle piattaforme social, lui ha fatto una scelta controcorrente. Condivide pochissimo del suo privato, quasi nulla della famiglia. Questo perché considera i momenti trascorsi a casa come un porto sicuro e intatto, da proteggere da dinamiche talvolta tossiche dei social e del giudizio pubblico.