Il Savona passa contro la Cairese ai rigori, Milani: “Abbiamo dimostrato di essere squadra, è quello che mancava l’anno scorso”
- Postato il 9 settembre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Una vittoria sofferta, arrivata ai rigori dopo 120 minuti avari di emozioni. Il Savona elimina la Cairese in Coppa Italia d’Eccellenza: 0-0 al Brin al ritorno, 1-1 al Chittolina all’andata, poi 7-6 dal dischetto con il rigore decisivo di Burchi. Ai quarti ci sarà la Carcarese.
Al termine della gara il presidente Alain Milani analizza così la doppia sfida. “La Cairese per me è una delle favorite del campionato, almeno personalmente. Poi c’è anche la Lavagnese. Sono contento perché i ragazzi hanno dimostrato di essere squadra. Questo è quello che mi rende felice. L’anno scorso mancava proprio questo, il senso di appartenenza. Primo tempo meglio la Cairese, secondo tempo meglio noi. Ai rigori sappiamo come va, ci è andata bene”.
Quest’anno lo scenario è diverso. Per la prima volta dopo tanto il Savona gioca senza l’obbligo di vincere ogni partita. “Lo vivo da due anni, dalla Prima all’Eccellenza. Ogni partita è un patema perché sei obbligato a vincere e non è facile. Anche per i ragazzi. Se giochi nel Savona a prescindere devi vincere. Però quest’anno la squadra c’è, ha dato una risposta molto buona. Giochiamo con più leggerezza“.
Tra i nuovi arrivi Milani si sofferma su Cauteruccio. “Piace anche a me. Dà degli strappi, deve migliorare su certe cose, ma parlo da sportivo, non da mister o da DS. È un bel giocatore. Come Giubergia che è un bel giocatore e Cosentino, classe 2007, sono tutti bravi. Guarda anche con che freddezza Burchi ha tirato il rigore. Barone ha lavorato bene”.
Su Rignanese, in gol ma in fuorigioco al Brin, le attese restano alte. “Ci aspettiamo tanto da lui. Deve ancora entrare in condizione. Ha avuto un infortunio serio, di quelli che a volte fanno finire la carriera. Si sta piano piano rimettendo in moto. È un giocatore importante perché come vede la porta lui non la vede nessuno“.
Sull’arrivo dell’attaccante Cosentino il presidente sorride e passa la palla al direttore sportivo. “Queste risposte le lascio a Barone“.