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Il rimborso che non arriva e il “No” alle cure all’estero, il caso del piccolo Edoardo. L’Asl 2 precisa: “Pagamento in arrivo”

  • Postato il 16 settembre 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Il rimborso che non arriva e il “No” alle cure all’estero, il caso del piccolo Edoardo. L’Asl 2 precisa: “Pagamento in arrivo”

Savona. Prima il rimborso che non arriva. Adesso anche il diniego alle nuove cure all’estero. È la situazione drammatica denunciata dalla famiglia di Edoardo, un bambino con disabilità che da mesi attende il pagamento di spese sanitarie già anticipate di tasca propria.

Una vicenda che mette a nudo i cortocircuiti di un sistema in cui la burocrazia rischia di trasformarsi in una barriera insormontabile all’accesso alle cure.

Il calvario amministrativo si trascina da tempo. In una comunicazione ufficiale risalente al 19 maggio 2026, l’Asl 2 spiegava alla famiglia di essere in attesa del nulla osta del Centro di riferimento sulla congruità delle spese. Nello stesso documento, l’azienda sanitaria comunicava tuttavia di stare predisponendo l’atto liquidatorio, chiedendo nuovamente l’IBAN necessario per procedere al bonifico.

Da allora sono passati mesi. Ma il pagamento, a oggi, non è ancora arrivato.

Nel frattempo, la situazione si è aggravata ulteriormente: la richiesta per sottoporre Edoardo a nuove cure all’estero è stata respinta. Ed è qui che la questione smette di essere un semplice disguido amministrativo per trasformarsi in una ferita aperta sui diritti fondamentali.

In caso di diniego, infatti, l’ASL ha l’obbligo di fornire una comunicazione scritta e motivata. Le alternative: Nell’ambito dell’assistenza diretta, il Ministero impone di indicare una struttura italiana idonea dove ricevere le cure tempestivamente.

Non basta, insomma, pronunciare un secco “no”. Bisogna spiegare il perché, allegando valutazioni cliniche e amministrative e indicando quale alternativa concreta viene garantita al bambino. Una linea ribadita anche dalla giurisprudenza, dalla sentenza della Cassazione n. 1391/2018 fino alla più recente pronuncia del Consiglio di Stato (n. 10283/2023), che sottolinea l’importanza centrale dell’istruttoria e della motivazione dei provvedimenti.

IL CHIARIMENTO DELL’ASL 2

Rimborso in arrivo e scuse formali per il ritardo nella comunicazione ma la linea sul diniego alle nuove cure all’estero resta ferma. È la risposta di Asl 2 alle richieste sollevate nei giorni scorsi sulla vicenda del piccolo Edoardo.

La questione dei pagamenti arretrati legati alle spese sostenute in Spagna presso il centro Somhi Rehab trova una definizione formale. L’azienda sanitaria spiega infatti che la pratica è stata chiusa con la determina numero 810 dello scorso 2 luglio e rassicura la famiglia sul fatto che la somma prevista verrà accreditata in tempi brevi.

Un capitolo a parte riguarda invece il percorso terapeutico oltreconfine. L’ente precisa che il rifiuto non nasce da una scelta discrezionale ma dall’applicazione di norme vincolanti e dal parere negativo espresso dal Centro di riferimento regionale per le cure di neuroriabilitazione al San Martino di Genova. La valutazione si basa sulla disponibilità della stessa tipologia di prestazioni all’interno della rete nazionale, indicando nello specifico il ciclo di riabilitazione intensiva già messo in agenda all’ospedale Gaslini di Genova per il prossimo mese di febbraio.

Sul fronte della comunicazione istituzionale, l’azienda riconosce una lacuna formale nella nota inviata in precedenza alla famiglia, che risultava priva delle motivazioni cliniche dettagliate alla base del parere contrario. Un’omissione che ha spinto Asl 2 a trasmettere la documentazione integrativa e a porgere formalmente le proprie scuse per l’accaduto, ribadendo la massima attenzione e disponibilità al confronto diretto per chiarire tutti i dettagli della pratica.

Autore
Il Vostro Giornale

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