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Il record di Giorgia ci fa guadagnare: lo dice pure Fitch

  • Postato il 13 settembre 2026
  • Economia
  • Di Libero Quotidiano
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  • 6 min di lettura
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Il record di Giorgia ci fa guadagnare: lo dice pure Fitch
Il record di Giorgia ci fa guadagnare: lo dice pure Fitch

Una bufala, una burla, una ridicola bandierina. La sinistra, rosa dall’invidia dei record di durata dei governi di centrodestra, Berlusconi prima e Meloni poi, ha passato l’estate a provare a convincerci che la longevità dell’esecutivo sia una grande fesseria, buona solo per fare un po’ di propaganda e nascondere i problemi veri del Paese.

La festa a Bari organizzata una decina di giorni fa dalla premier per celebrare i 1.413 giorni passati a Palazzo Chigi, mai successo prima nella storia della Repubblica?
Peggio di una sagra di Paese, una piazzata insulsa, una presa in giro degli italiani. Pur di insultare il governo, qualche tempo fa il giornalista Massimo Giannini, paladino della resistenza democratica contro l’onda nera, la fasciosfera e la tecnodestra, se l’è presa persino coi disabili, dicendo che una vita lunga, se passata sulla sedia a rotelle, non è certo qualcosa di cui vantarsi. Proprio lui che quando era direttore della Stampa ha pubblicato paginate e paginate sul famoso autunno nero del rating (dove il nero stavolta era auspicabile e gradevole) che avrebbe dovuto spazzare via il governo. E che poi ha dovuto ingoiare una raffica di promozioni che hanno certificato la buona gestione dei conti pubblici.

Giannini, esperto di economia, sa bene che, con il passare dei mesi, accanto all’apprezzamento per il lavoro di Giancarlo Giorgetti sul bilancio, un fattore è diventato ineliminabile dai report positivi delle agenzie di rating: stabilità politica. Che non è un slogan da sfoderare nei comizi. Da essa derivano l’affidabilità sui mercati (lo spread è calato dai 230 punti di Draghi agli 80 di oggi e i nostri Btp sono diventati più appetibili degli Oat francesi), la fiducia delle imprese (abbiamo il record storico di occupazione), quella dei consumatori, la forza degli investimenti, la spinta per la crescita (siamo il Paese del G7 dove il pil pro capite è salito di più dopo gli Usa), la benzina per l’export (abbiamo superato il Giappone nel secondo trimestre diventando il quarto Paese esportatore nel mondo dopo Cina, Stati Uniti e Germania).

Ma c’è di più. Nella notte di venerdì scorso è arrivato l’ennesimo verdetto favorevole, con Fitch che ha confermato il rating BBB+ (aumentato nel settembre 2025 da BBB) con outlook stabile. Ebbene, volete sapere come hanno giustificato gli esperti dell’agenzia il giudizio sull’Italia? Sentite qua: «La recente stabilità politica ha rappresentato un elemento di solidità per il rating sovrano; l'attuale governo guidato da Giorgia Meloni detiene infatti il record di longevità dalla fine della Seconda Guerra Mondiale».
Ma come, pure Fitch si mette a celebrare la durata del governo? Per l’agenzia di rating che può piacere o non piacere ma di certo non è una macchina della propaganda sovranista, la vera preoccupazione riguarda «il crescente consenso» nei sondaggi «verso nuovi partiti populisti» (si legga Vannacci) che delineano «un quadro politico fortemente frammentato», malgrado una riforma delle legge elettorale che, udite udite, «potrebbe favorire la stabilità dei governi». Oibò, vuoi vedere che il centrodestra non ci sta prendendo per il naso quando rivendica gli effetti positivi del premio di maggioranza?

Fitch, tanto per fugare dubbi di partigianeria, non evita di lanciare allarmi. L’agenzia spiega che «l'economia ha mostrato resilienza di fronte agli shock esterni». Questo non significa, però, che sprizziamo salute: «Il rapporto debito/Pil raggiungerà un picco del 138,2% nel 2026, a fronte di una mediana del 57% per i paesi comparabili con rating BBB». In altre parole, o si taglia o si taglia.

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Autore
Libero Quotidiano

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