Il rally azionario non è finito: utili e IA possono sostenere la Borsa (anche con tassi più alti)
- Postato il 21 settembre 2026
- Investments
- Di Forbes Italia
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Generazione sintesi AI in corso…
In un momento storico dove i tassi sono tornati a crescere e con loro l’apparente appetibilità dei rendimenti obbligazionari, c’è chi crede il rally dei mercati azionari non sia comunque arrivato al capolinea. È questa la tesi della strategy unit di Pictet Asset Management – casa di gestione svizzera e uno dei principali gestori patrimoniali e del risparmio in Europa – che nella sua ultima analisi di mercato, datata 21 settembre 2026, mantiene con convinzione una posizione di sovrappeso sulle azioni globali, sostenuta soprattutto dalla crescita degli utili societari, dagli investimenti legati all’intelligenza artificiale e da un quadro economico internazionale ancora relativamente solido.
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La Borsa sfida i tassi: utili fino al 35%
Il punto di partenza è un’apparente contraddizione. Rendimenti più elevati sui titoli di Stato significano costi di finanziamento maggiori per le imprese e, allo stesso tempo, un tasso di attualizzazione più alto per gli utili futuri. In teoria, due elementi sfavorevoli alle Borse. Eppure, secondo Pictet, le preoccupazioni sulla sostenibilità della fase rialzista sono eccessive.
La ragione principale è nella capacità delle aziende di continuare a produrre profitti. Gli analisti internazionali, ricorda la casa di gestione, stimano per quest’anno una crescita degli utili societari del 30%, mentre quelli di Pictet ritengono possibile arrivare fino al 35%. Una dinamica alimentata anche dall’adozione crescente delle nuove tecnologie e, in particolare, dall’intelligenza artificiale.
Per imprenditori e investitori questo è probabilmente il passaggio più importante: il rialzo dei tassi non va letto isolatamente, conta soprattutto perché i rendimenti salgono. L’asset manager svizzero richiama i precedenti del 1994 e del 2013, quando l’aumento dei rendimenti obbligazionari avvenne in un contesto di economia in buona salute e non si tradusse automaticamente in una correzione dell’azionario. Il quadro attuale, secondo la strategy unit, presenta alcune analogie.
Economia ancora robusta
Gli indicatori del ciclo economico utilizzati dalla casa di gestione continuano infatti a descrivere un’economia globale relativamente robusta. In Europa, nonostante il conflitto in Iran, consumi e investimenti aziendali risultano in crescita mentre le pressioni inflazionistiche si stanno attenuando. Negli Stati Uniti la spesa dei consumatori ha rallentato all’1,8% annuo, sotto il trend di lungo periodo del 2,5%, ma l’aumento degli investimenti in capitale sta più che compensando la debolezza dei consumi.
Positivo anche il quadro dei mercati emergenti, sostenuti da prezzi elevati delle materie prime, esportazioni robuste e tassi relativamente contenuti. Rimane invece più problematica la Cina, dove Pictet segnala un indebolimento della domanda interna e persistenti difficoltà nel settore immobiliare. Nel complesso, tuttavia, l’indice delle sorprese economiche è in territorio positivo dalla fine del 2025.
Anche le valutazioni, secondo gli analisti della casa di gestione, non avrebbero ancora raggiunto livelli tali da rendere le azioni particolarmente vulnerabili. Il premio per il rischio azionario — lo sconto richiesto dagli investitori per detenere azioni rispetto ai Treasury — è basso, ma non ancora in una zona critica. Per arrivarci servirebbe un aumento ben più consistente dei rendimenti dei titoli di Stato americani.
Tecnologia, finanziari ed emergenti: dove guardare
La vera selezione si sposta quindi su settori e aree geografiche. Pictet mantiene il sovrappeso sulla tecnologia, nonostante ritenga che l’attrattiva dei semiconduttori possa essere vicina al picco. Il tema dell’AI resta però centrale: le mega-cap legate all’intelligenza artificiale rappresenterebbero già il 27% degli utili societari globali e addirittura il 56% della loro crescita. Il boom degli investimenti in infrastrutture e capacità produttiva necessarie allo sviluppo dell’AI sostiene anche la view positiva sui titoli industriali.
Favoriti anche i finanziari, che potrebbero beneficiare contemporaneamente di crescita economica solida e tassi più elevati. Al contrario, Pictet ha ridotto a neutrale l’esposizione alle utility, penalizzate dal rialzo dei rendimenti di lungo termine, mentre mantiene un sottopeso sui beni di consumo: l’attuale fase economica, secondo la società, è infatti guidata soprattutto dagli investimenti societari e pubblici più che dalla spesa delle famiglie.
Sul piano geografico, la preferenza va ai mercati emergenti esclusa la Cina, sostenuti dalla forza del commercio globale, dalle materie prime e dalla loro esposizione al tema AI. In particolare, l’America Latina risulta la regione più conveniente nei modelli di valutazione dell’asset manager svizzero.
Più articolata la posizione sugli Stati Uniti. Le società dell’S&P 500 hanno registrato nel secondo trimestre una crescita media degli utili del 12% su base annua, ma Pictet sottolinea come una parte significativa di questa forza dipenda dal sostegno fiscale e dall’eccezionale ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale. Consumi, edilizia residenziale e altri comparti sensibili ai tassi restano invece relativamente deboli.
L’articolo Il rally azionario non è finito: utili e IA possono sostenere la Borsa (anche con tassi più alti) è tratto da Forbes Italia.