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Il profilo di una farmacia scrive “che mostro” a una modella con disabilità visiva: infuriano le polemiche. Poi le scuse: “È stato un commento stupido di un ragazzino”

  • Postato il 28 aprile 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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In sintesi

Una farmacia finisce al centro di una tempesta mediatica dopo aver pubblicato un commento offensivo nei confronti di Meelly Mayden, modella e influencer con disabilità visiva. Sotto uno dei suoi video, il profilo aziendale ha scritto un messaggio denigratorio che ha scatenato immediate polemiche sui social. Di fronte alle critiche, la farmacia ha tentato di scusarsi attribuendo l'accaduto a un commento inappropriato di un minore, una giustificazione che non ha placato l'indignazione del pubblico e dei sostenitori della creator.

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Il profilo di una farmacia scrive “che mostro” a una modella con disabilità visiva: infuriano le polemiche. Poi le scuse: “È stato un commento stupido di un ragazzino”

Una farmacia che scrive “che mostro” sotto un video social, poi prova a ridimensionare tutto parlando di “commento stupido di un ragazzino”. È la vicenda che ha coinvolto Meelly Mayden, nome social di Milena, modella e content creator con una disabilità visiva. A raccontarlo è Fanpage, che ha raccolto la sua testimonianza dopo l’episodio.

Milena è affetta da microftalmo e glaucoma ad angolo stretto, condizioni che incidono anche sull’aspetto dei suoi occhi. Proprio sotto un suo video su Instagram, pubblicato nei giorni scorsi, è comparso il commento: “Che mostro”, attribuito all’account ufficiale della Farmacia Comotti di piazza Cavour a Milano.

“Per quanto mi riguarda è una cosa molto grave, mi sono sentita sminuita – ha spiegato -. Sono abituata a ricevere insulti, ma questo mi ha fatto particolarmente male. Quando ho visto che una farmacia aveva commentato il mio video, ho pensato che volessero darmi supporto per tutti gli insulti che ricevo. Poi però l’ho letto e ci sono rimasta davvero male. Faccio la modella, quindi sono esposta pubblicamente da un po’. Negli ultimi mesi faccio più content creation e ricevo un odio mediatico abbastanza pesante riguardo il mio aspetto. Con il tempo ho imparato a gestire certe situazioni, ma non vuol dire che non facciano male”.

La scelta di rendere pubblica la vicenda, racconta, non nasce da una volontà di scontro: “Non sono una persona che cerca di creare odio, credo però che non sia giusto neanche stare zitti davanti a determinati comportamenti. L’intento del mio video è educativo, non ha certo lo scopo di incitare le persone contro la pagina di una farmacia. Una persona che mi insulta in un commento dimostra bassezza, ma in questo caso c’è anche pochezza d’animo. Tutto il contrario di quello che un personale medico, o di chi ne fa le veci, dovrebbe essere”.

Dopo la diffusione del caso, sono arrivate le prime scuse pubbliche. Sotto il video di denuncia, la farmacia ha scritto: “Ci scusiamo con la signora. Non sapevamo neanche chi fosse e neanche che avesse una malattia agli occhi, è stato un commento stupido di un ragazzino”. Ma per Milena non basta: “Secondo me è un messaggio privo di valore effettivo, mi aspettavo scuse sentite. Sembra solo un tentativo di deresponsabilizzarsi. Chi è questo ragazzino? Un social media manager, il figlio della titolare, o un alibi? Per quanto mi riguarda non è un ‘commento stupido’, ma una cosa molto grave. Mi sono sentita sminuita”.

La risposta della farmacia: “Adesso basta”

In un secondo intervento social, la farmacia ha poi ribadito: “Abbiamo già fatto le nostre scuse alla diretta interessata, adesso basta. Ci sono faccende molto più gravi da affrontare nella vita piuttosto che continuare a insultare per un commento fatto sul trucco di una influencer”.

Una versione che però non convince la creator: “Dicono che l’insulto era per il trucco. Secondo me non è vero, ma qualunque fosse la reale motivazione non avrebbero dovuto permettersi. Non è il primo commento negativo che ricevo, ma questo mi ha toccata in modo particolare perché è una farmacia, un posto che ho sempre considerato uno spazio sicuro, di ascolto e di empatia. Sicuramente non un luogo dove essere giudicati”. E conclude: “In privato non mi hanno scritto nulla”.

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Il Fatto Quotidiano

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