Il presidente Mattarella dialoga con Renzo Piano sul coraggio di sbagliare e la forza di ascoltare
- Postato il 11 maggio 2026
- Politica
- Di Agi.it
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Il presidente Mattarella dialoga con Renzo Piano sul coraggio di sbagliare e la forza di ascoltare
AGI - Il coraggio di sbagliare e la forza di ascoltare. Su questi due concetti si è sviluppato il dialogo fra il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il senatore Renzo Piano e i giovani studenti del Politecnico di Milano. A fare da cornice, la biblioteca della Fondazione Piano, all'interno dell'ateneo: una sorta di libro abitato in cui insegnanti e studenti si muovono e si confrontano tra pagine e fogli di progetti che si aprono continuamente su nuove idee.
Uno spazio che, spiega Renzo Piano, è stato voluto da sua moglie e sua figlia: "sono sempre le donne", scherza l'archistar che accoglie Mattarella "non come Presidente della Repubblica, ma come amico", perché "qui ricevo solo amici". E se Mattarella è nella veste di amico, Piano è in quella di insegnante, nonostante una certa riluttanza a questo ruolo. "Mi hanno detto: però adesso devi insegnare, ma io non ho mai insegnato in vita mia, non sono capace di insegnare, giuro. Ma posso raccontare molte storie vere, esperienze avute", spiega: "Questi ragazzi non hanno bisogno di nozioni, ma di esempio. Io li mando un po' in giro a scoprire gli errori che ho fatto in alcuni progetti. Allora, cosa succede? Facendo così si scopre che il professore è qualcuno che fa anche degli errori. E cade il muro di adulazione".
Il valore degli errori e la fiducia nella creatività
L'esempio è una studentessa seduta in prima fila, Aurora: è stata a Istanbul a vedere con i suoi occhi l'Istanbul Modern, il primo museo di arte moderna sul Bosforo. E lì, Aurora, ha scoperto che il maestro può sbagliare: "C'è un piano terra, uno spazio pubblico concepito come estensione della piazza urbana". Ma la paura degli attentati ha portato a inserire dei pannelli di vetro per non rendere poi così immediato il passaggio da fuori a dentro. Risultato: "Le persone all'interno non c'erano e non era vissuto come una estensione della piazza. Questo creava un ossimoro". E il maestro come ha reagito? "Sono sempre contento quando i miei studenti scoprono dei miei errori. Vuol dire che sanno stare sui posti". Stare sui posti significa osservare con senso critico. Soprattutto autocritico. È il "coraggio di sbagliare", spiega Mattarella, a spingerci avanti: "Una quantità di scoperte fondamentali che hanno fatto progredire la ricerca sono state rese possibili dagli errori. Sbagliare è prezioso perché fa riflettere. La passione questa generazione ce l'ha, anche più delle precedenti. La generazione che sale è piena di valori positivi, a me piace molto. La loro è una strada nuova. Quando c'è la capacità di trovare anche errori fatti da chi è un punto di riferimento vuol dire che c'è anche capacità di creatività e questo crea fiducia".
L'importanza del dubbio e dell'autocritica
Per riconoscere l'errore, soprattutto il proprio, occorre però sapere mettersi in discussione. E per il Presidente della Repubblica questo "è importante sempre, anche alla vostra età, nel pieno della vita come siete, sottoporsi continuamente a verifiche o auto verifiche. È il valore del dubbio: il dubbio verso quello che sembra certo a prima vista. Sottoporsi al beneficio del dubbio aiuta a capire i possibili errori". Serve, insomma, "una forte dose di autocritica costante. Non c'è cosa peggiore che andare avanti in maniera ottusa. È uno degli ingredienti fondamentali della democrazia", avverte.
La forza dell'ascolto e il silenzio come riflessione
Assieme al coraggio di sbagliare, per aprire strade nuove, Mattarella insiste sulla forza di ascoltare: "I momenti di silenzio sono fondamentali per sfrondare la realtà dalle sovrastrutture", spiega il Capo dello Stato: "I momenti di silenzio servono a riflettere. Il momento di silenzio è anche un atto di rispetto per le intenzioni che si nutrono, per il progetto che si ha per le mani". Un insegnamento tanto più valido in tempi in cui sembrano regnare caos e rumore: "Se tante persone, anche a livello internazionale, ascoltassero un po' di più ne avremo un grande vantaggio", sottolinea Mattarella: "L'ascolto è la chiave del progresso, della vita. Dovrebbe essere l'attitudine più facile. Siamo nati per ascoltare. Ascoltare chiunque, tutti, sempre non è una cortesia, è un arricchimento, è una cosa indispensabile. Vale per qualunque tipo di progetto. Quella di ascoltare è la strada per la pace".
Bellezza e politica: l'obiettivo della convivenza
Ascoltare, dunque, magari prendendo appunti: Renzo Piano tira fuori un taccuino dalla tasca: "Ne porto sempre uno come me, la mattina è vuoto, la sera è pieno di appunti che prendo ascoltando e stando sui posti. È importante andare sui posti. Pensiamo al neorealismo, la capacità di fare respirare la realtà. Molti di questi progetti si trovano nelle periferie del mondo", continua Piano, "nelle periferie delle grandi città. Lì c'è bisogno di bellezza e uso in maniera pericolosa la parola bellezza perché spesso si pensa che la bellezza sia frivola". Un concetto, quello di bellezza, che non riguarda solo l'architetto. Il Presidente sottolinea infatti che "la bellezza è il parametro della vita. Io vorrei che fosse così, come ha detto il senatore. È quello che la politica dovrebbe fare. L'obiettivo della politica è la bellezza della convivenza".
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