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Le difficoltà durante il parto non rappresentano un problema esclusivo della specie umana. Numerosi studi scientifici dimostrano che anche alcune popolazioni di primati, in particolare le piccole scimmie, affrontano complicazioni significative durante il processo riproduttivo. La sproporzione tra le dimensioni della testa dei neonati e il canale del parto materno crea ostacoli biologici importanti, richiedendo interventi naturali o assistenza per garantire la sopravvivenza sia della madre che della prole.
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Gli scienziati esperti di evoluzione lo chiamano "dilemma ostetrico": è una sorta di compromesso evolutivo e anatomico tra l'architettura del bacino delle femmine di Homo sapiens, abbastanza stretta da rendere possibile un'andatura bipede, e la necessità di dover far passare dal canale del parto un feto con la testa particolarmente grande.
Ne risulta un parto più faticoso e doloroso per le future madri della nostra specie, che non trova somiglianze nei parti - meno difficoltosi e spesso solitari - delle altre grandi scimmie; inoltre, per riuscire a passare, seppur a fatica, nel canale del parto delle madri, gli esseri umani vengono al mondo con un cervello ancora molto immaturo, che andrà avanti a svilupparsi a lungo anche dopo la nascita.. A lungo si è pensato che questa difficoltà nel passaggio della testa dei neonati nel canale del parto fosse una prerogativa della nostra specie, motivata dal passaggio a un'andatura bipede e dalle dimensioni notevoli del nostro cervello. Ma uno studio pubblicato su Nature Ecology & Evolution mette in discussione questa teoria. Difficoltà analoghe, infatti, si ritrovano in molti primati di piccola taglia, sebbene non siano comuni tra le scimmie antropomorfe.. Dovevamo cercare meglio. Secondo un gruppo di scienziati dell'University College London, un difficoltoso passaggio della testa del neonato per il canale del parto si ritrova in diverse scimmie di piccola taglia, come le scimmie scoiattolo (o Saimiri) americane: le teste dei piccoli di questa specie possono essere, alla nascita, doppiamente voluminose rispetto alla larghezza del canale del parto.. Secondo gli autori dello studio, finora i dati erano stati raccolti con una prospettiva antropocentrica, per esempio concentrandosi su come si misura la circonferenza cranica nei neonati, senza tener conto che i piccoli di alcune specie di primati con un muso molto pronunciato, come i babbuini Gelada (Theropithecus gelada), nascono girati con la faccia verso l'alto (e non verso la schiena della madre come i neonati umani).
Usando tecniche di modellizzazione 3D dei parti di altre specie di primati ed espandendo il numero di specie studiate a 29 dalle 8 precedenti, i ricercatori hanno scoperto che il difficile passaggio per il canale del parto è più comune tra i primati di dimensioni ridotte.. Ci sono tanti dilemmi ostetrici. Dunque, il dilemma ostetrico non è una prerogativa della nostra specie, ma è probabile che ce ne siano molti, così come diverse sono le strategie evolutive sviluppate per risolverli. In alcune scimmie, come i macachi rhesus (Macaca mulatta), le ossa pelviche (cioè quelle del bacino, che collegano la colonna vertebrale agli arti inferiori) delle femmine si fondono più tardi rispetto a quelle dei maschi nel periodo riproduttivo. In altre non si uniscono mai, così che le pelvi possano espandersi durante il parto per far passare la testa dei piccoli..
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