Il mare e la spiaggia diventano tutti rossi, le impressionanti immagini dei miliardi di gamberetti morti in modo inspiegabile. L’appello delle autorità: “Non mangiateli”
- Postato il 25 aprile 2026
- Animal House
- Di Il Fatto Quotidiano
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Una distesa infinita, dove il colore della sabbia ha lasciato il posto a un tappeto compatto dalle sfumature rosa e rosso acceso. Le spiagge di Mirbat, nella regione del Dhofar, nel sud-ovest dell’Oman, sono state letteralmente invase da miliardi di piccoli gamberetti morti. Un paesaggio dall’impatto visivo fortissimo che ha immediatamente innescato la reazione della rete: sui social media stanno circolando in queste ore decine di video che mostrano immagini impressionanti, con cumuli altissimi di crostacei ammassati a ridosso della risacca. Lo scenario ha fatto inizialmente temere un disastro ecologico, sollevando l’allarme per un possibile sversamento di agenti inquinanti a sud dello stretto di Hormuz. Tuttavia, i sopralluoghi tempestivi hanno smentito questa ipotesi, restituendo un quadro di natura puramente ambientale.
Nessuno sversamento, è “colpa” del mare
A fare chiarezza è intervenuto il Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e delle Risorse Idriche dell’Oman, affiancato da una squadra tecnica del Centro di Ricerca sulla Pesca del Dhofar. Le indagini preliminari e l’analisi dei campioni raccolti a Mirbat hanno escluso qualsiasi traccia di contaminazione chimica. Il fenomeno, del tutto naturale seppur estremo, è legato a fattori climatici e oceanografici. I piccoli crostacei spiaggiati, tra cui gamberetti giovanili e krill, sono organismi biologicamente fragili ed estremamente sensibili alle variazioni del loro habitat. Quando nel Mar Arabico si verificano repentini innalzamenti delle temperature delle acque profonde, accompagnati da un drastico calo dei livelli di ossigeno disciolto, questi animali vanno incontro a soffocamento. Le forti correnti marine fanno il resto, trascinando l’immensa biomassa senza vita verso acque poco profonde, fino ad ammassarla lungo le coste.
Il precedente del 2023
A riprova del fatto che si tratti di uno shock ambientale naturale e non di un avvelenamento chimico, le autorità hanno sottolineato un dettaglio fondamentale: nessun’altra specie ittica o marina è stata trovata morta sulle spiagge. Secondo gli esperti, si tratta di un evento ciclico che tende a verificarsi circa ogni tre anni, in concomitanza con forti fluttuazioni termiche stagionali. Il Ministero ha infatti ricordato un episodio quasi identico avvenuto lo scorso anno lungo la vicina costa di Rakhyut, sempre nella regione del Dhofar. In quell’occasione, gli esami di laboratorio identificarono la specie colpita (Challengerosergia umitakae) e attribuirono la moria di massa esattamente alle stesse anomalie termiche del mare. Una volta a riva, questi crostacei si trasformano in nutrimento per i predatori costieri e in materiale organico per l’ecosistema.
L’appello delle autorità: “Non mangiateli”
L’inconsueta coltre rosa ha trasformato la spiaggia di Mirbat in un’attrazione temporanea. Nelle ultime ore, decine di residenti e semplici curiosi hanno preso d’assalto il litorale per filmare e fotografare la distesa di gamberi rossi. A fronte di questo afflusso, le autorità hanno emesso un severo avviso di sicurezza pubblica, esortando i cittadini a non raccogliere e, soprattutto, a non consumare in alcun modo i crostacei spiaggiati. Sebbene l’origine della moria non sia tossica, il rapido deterioramento degli animali esposti al sole e agli elementi li rende pericolosi per la salute umana. Il Ministero ha assicurato che il monitoraggio delle spiagge e i test scientifici proseguiranno senza sosta per definire con precisione chirurgica le dinamiche dell’evento, confermando comunque che al momento non vi è alcun segnale di un impatto ecologico strutturale o a lungo termine per la regione.
The sea turned red in Mirbat, Oman after massive shrimp washed ashore
by
u/Upset_Island2007 in
Oman
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