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Il Manchester City è colpevole, la Premier League lo inchioda e i tifosi dell'Inter sognano la Champions 2023

  • Postato il 30 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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In sintesi

Il Manchester City affronta una crisi legale senza precedenti nella storia del calcio inglese. La Premier League ha concluso il procedimento disciplinare dichiarando il club colpevole di 114 violazioni su 115 capi d'accusa riguardanti irregolarità nel bilancio e nelle dichiarazioni finanziarie. Ora rimane da attendere le sanzioni che la Commissione indipendente comunicherà nelle prossime settimane. Nel frattempo, i supporter dell'Inter alimentano speranze riguardo alla competizione europea.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Il Manchester City è colpevole, la Premier League lo inchioda e i tifosi dell'Inter sognano la Champions 2023

Il verdetto più atteso del calcio inglese è arrivato ed è il peggiore possibile per il Manchester City. La Commissione indipendente, incaricata dalla Premier League di indagare, ha giudicato il club colpevole di tutte le accuse di violazione delle regole finanziarie, relative a nove stagioni, dalla 2009/2010 alla 2017/2018. Lo ha ritenuto colpevole anche di tre delle quattro contestazioni sulla mancata collaborazione con l’inchiesta: in totale 114 capi d’accusa su 115. Richard Masters, amministratore delegato della lega, ha parlato del caso disciplinare “più significativo della storia della Premier League”. Restano però da stabilire le sanzioni, che saranno decise in un’udienza separata. Intanto in Italia, sulla sponda nerazzurra qualcuno ripensa alla notte di Istanbul.

Sponsor fittizi e oltre 900 milioni di sterline: le accuse contro il City

Secondo la Commissione, tra il 2009/10 e il 2017/18 il City ha firmato con diversi partner commerciali contratti di sponsorizzazione fittizi. Gli sponsor versavano solo una parte delle somme dichiarate, il resto lo copriva Abu Dhabi United Group, la proprietà del club. Altri accordi, sempre finanziati da ADUG, servivano a far risultare costi operativi più bassi di quelli reali. A questi, si aggiungeva un meccanismo circolare con Fordham, la società che aveva rilevato i diritti d’immagine dei giocatori. In totale ricavi e costi sono stati alterati per più di 900 milioni di sterline.

I bilanci depositati non erano veritieri, e revisori e regolatori sono stati tenuti all’oscuro. La Commissione ritiene che, se il City avesse presentato i veri bilanci, avrebbe sforato di molto sia i limiti della Premier sia quelli del Fair Play finanziario UEFA. Durante l’indagine, secondo la Commissione indipendente, il club ha cercato in modo sistematico di ostacolare il lavoro della lega. L’inchiesta era partita nel dicembre 2018 e le udienze, durate 42 giorni, si erano chiuse nel dicembre 2024.

Dalla penalizzazione alla retrocessione: cosa rischia il City

Ora, la Commissione ha ampia discrezionalità sulle possibili pene da comminare contro il Manchester City. Gli scenari vanno da una pesante penalizzazione fino alla retrocessione e, nell’ipotesi più estrema, all’esclusione dalla Premier. Si attende una decisione anche sui titoli vinti nel periodo contestato. L’unico precedente utile è quello dell’Everton, che nella stagione 2023/24 ha subito in totale otto punti di penalizzazione per due sforamenti dei limiti di bilancio. Ma il caso City ha dimensioni ben diverse. C’è poi il capitolo risarcimenti. Arsenal, Liverpool, Manchester United e Tottenham avevano già segnalato nel 2024 di poter fare causa. Secondo il Times, alcune richieste potrebbero superare i 100 milioni di sterline per club.

Per i risarcimenti, facendo il parallelismo con il caso Everton, i Toffees avevano dovuto risarcire solo uno dei club che avevano fatto causa: a giugno 2026 una commissione indipendente ha condannato l’Everton a versare al Burnley circa 35 milioni di sterline (26 di danni più 9 di interessi), stabilendo che lo sforamento del 2021/22 aveva contribuito alla retrocessione dei Clarets. Il Leeds aveva invece chiuso la vertenza con un accordo privato. Il City si dichiara innocente e ha tempo fino a venerdì 2 ottobre per presentare ricorso. Il club sostiene che la decisione contenga errori di fatto e di diritto.

Inter, perché la Champions del 2023 non verrà riassegnata

Il mondo calcistico inglese è nel caos più totale, tra titoli da riassegnare e polemiche, che sono arrivate anche in Italia ricordando la finale di Champions League del 2023 tra l’Inter e proprio il Manchester City. Vinsero i Citizens per 1-0 grazie al gol di Rodri, ma qualcuno tra i tifosi interisti sui social chiede la riassegnazione del titolo, che però è impossibile per tre motivi. Il primo è temporale: le violazioni finanziarie accertate si fermano al 2017/18, cinque stagioni prima di quella finale. Il secondo riguarda la competenza. La Commissione indipendente ha giudicato il rispetto delle regole della Premier League e può intervenire solo sulle competizioni inglesi, non su quelle UEFA.

Per quello servirebbe un procedimento autonomo da Nyon: l’UEFA ci aveva già provato nel 2020 con due anni di squalifica, ma il TAS la annullò perché parte delle condotte era ormai prescritta. Infine, il terzo è il precedente. L’UEFA non ha mai tolto una Champions per assegnarla ad altri. Nel 1993 il Marsiglia perse il campionato francese per lo scandalo VA-OM, ma conservò la Champions vinta contro il Milan e fu solo escluso dall’edizione successiva. Anche in caso di revoca, il titolo verrebbe con ogni probabilità lasciato vacante, non consegnato alla finalista sconfitta.

Autore
Virgilio.it

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