Il maltempo flagella il Levante: il Lavagna esonda ancora, evacuate scuole e impianti sportivi
- Postato il 10 settembre 2026
- Altre News
- Di Genova24
- 0 Visualizzazioni
- 2 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Genova. L’ondata di maltempo di questa mattina ha nuovamente flagellato il Levante genovese con intense precipitazioni a carattere temporalesco che hanno insistito sui settori già “battuti” dalle piogge di ieri. Il risultato è stato una replica di quanto visto appena 24 ore prima: torrenti in piena che escono dagli argini, allagamenti di strade e quartieri, evacuazioni.
Colpita in maniera particolare la zona di San Colombano Certenoli, la Val Fontanabuona e tutto il bacino del torrente Lavagna, che ancora una volta ha raggiunto la piena, esondando in più punti e obbligando l’amministrazione comunale ad emettere un’ordinanza di evacuazione e chiusura immediata di tutti i plessi scolastici di ogni ordine e grado, delle strutture sportive, dei cimiteri e, in particolare, del ponte Rachele Lagomarsino di Calvari e della passerella ciclopedonale di Pian dei Cunei.
Poco dopo le 12.30 gli idrometri della rete di monitoraggio di Arpal hanno segnato una nuova piena del Lavagna, arrivato a sfiorare il livello di allertamento rosso, con i livello idrometrico che nuovamente raggiunto la quota dei tre metri, esattamente come 24 ore prima. Sui versanti padani situazione quasi fotocopia, con l’Aveto che ha sfiorato la piena negli stessi minuti, toccando i 2,8 metri a Rezzoaglio. Anche il Trebbia ha risposto rapidamente alle piogge con un repentino innalzamento dei livelli idrometrici, che hanno fatto registrare oltre 2.5 metri di piena in zona Rovegno.
Situazione che ha pesato anche sulla gira della Lunigiana, la cui seconda tappa è stata sospesa a Cicagna a causa dell’esondazione del Lavagna.
Val Bisagno, l’acqua travolge parte del cantiere dello scolmatore
Come successo anche negli anni scorsi, anche il Bisagno ha risposto “presente” alle piogge di queste ultime 24 ore, registrando un innalzamento cospicuo della sua portata, mai arrivata però a superare i livelli di guardia.
Unica conseguenza, però, la “cancellazione” di parte delle piste di cantiere – guadi compresi – costruiti in alveo. Come accaduto almeno altre due volte in questi anni, infatti, i cilindri di cemento usati per sostenere i passaggi dei mezzi da lavori, sono stati travolti e portati a valle di qualche decina di metri.