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Il linguaggio è indispensabile per ragionare?

  • Postato il 26 luglio 2026
  • Di Focus.it
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In sintesi

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Il linguaggio è indispensabile per ragionare?
Capita anche a voi di ragionare a voce alta quando un pensiero sembra difficile da districare? Questa comune esperienza potrebbe farci pensare che linguaggio e capacità di ragionare siano strettamente legati, e che senza il primo sia impossibile portare avanti un pensiero logico. Ma è proprio così? Linguisti, filosofi e neuroscienziati se lo chiedono da tempo, e forse una risposta certa ancora non c'è. Ma uno studio dalla neuroscienziata cognitiva del MIT Evelina Fedorenko, da tempo impegnata in questo genere di ricerche, fornisce ora una risposta. In base alla ricerca, pubblicata su PNAS, il linguaggio non sarebbe necessario per il ragionamento logico. O, come scrivono i ricercatori, il linguaggio del pensiero (quello che usiamo per ragionare) è altra cosa rispetto al linguaggio naturale (che usiamo per comunicare).. Due comparti separati?. L'idea di Fedorenko è che, anche se abbiamo bisogno del linguaggio per comunicare l'esito di un ragionamento logico, per esempio per spiegare in che modo siamo arrivati a certe conclusioni, i processi stessi del dedurre qualcosa (partire da principi generali per arrivare a casi particolari) o dell'indurre qualcosa (il processo inverso, dal particolare al generale) si debbano basare su un "sistema separato". Fedorenko ha quindi collaborato con la collega Rosemary Varley, neuroscienziata di University College London, per lavorare con due pazienti reduci da ictus che avevano danneggiato le parti del cervello che analizzano il linguaggio. I due avevano gravi deficit sia nella comprensione, sia nella produzione del linguaggio. Il primo compito delle scienziate è stato dunque produrre test che non avessero bisogno di capacità linguistiche per essere risolti.. Una logica ineccepibile (anche senza linguaggio). In uno dei test, i partecipanti hanno dovuto osservare due serie numeriche e scoprire la regola nascosta per trasformare la prima nella seconda. Nell'altro, data una serie di figure geometriche, hanno dovuto decidere quale fosse quella mancante per completare una matrice. I due pazienti hanno risolto questo tipo di giochi logici in difficoltà crescenti, ottenendo risultati analoghi a quelli del gruppo di controllo senza compromissioni del linguaggio. Hanno persino comunicato gli esiti dei test a gesti, facendosi capire senza usare le parole.. Una conferma su volontari sani. Per validare i risultati, Hope Kean, neuroscienziata cognitiva del team del MIT, ha usato la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per studiare che cosa accadeva nel cervello di adulti sani quando erano impegnati in ragionamenti logici simili a quelli sottoposti ai due pazienti con deficit del linguaggio. I partecipanti hanno dovuto risolvere enigmi di diversi gradi di complessità, in cui serviva dedurre regole implicite o in cui dovevano applicare regole predefinite; inoltre, hanno eseguito compiti linguistici appositamente pensati per mappare le aree del cervello deputate all'elaborazione del linguaggio; e compiti progettati per mappare un sistema cerebrale che supporta la risoluzione di problemi complessi. Tutti questi test hanno confermato il responso: il sistema linguistico dei partecipanti non veniva coinvolto nel ragionamento logico, di qualunque tipo esso fosse. Sembrerebbe esserci quindi una separazione tra pensiero logico e linguaggio nel cervello.. Pregiudizi da sfatare e conseguenze per l'IA. Quanto scoperto deve ricordarci che i pazienti che hanno subito compromissioni delle capacità linguistiche, come quelli con afasia (la perdita della capacità di comporre e comprendere il linguaggio dovuta a lesioni cerebrali) hanno difficoltà comunicative e non cognitive: da tempo gli esperti notano che possono continuare a divertirsi, per esempio, giocando a scacchi o al sudoku, e che possono conservare la capacità di pensiero logico astratto. Inoltre, le conclusioni sono interessanti per chi studia i Large Language Models (LLM), i sistemi di IA che sembrano così in grado di simulare il ragionamento umano. Questi modelli sono stati addestrati unicamente sul linguaggio, mentre nel cervello umano, la capacità di ragionamento sembrerebbe funzionare anche in modo separato da esso..
Autore
Focus.it

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