Il lembo più estremo (e paradisiaco) della Sardegna: Razzoli, l’isola selvaggia e sconosciuta
- Postato il 24 giugno 2026
- Idee Di Viaggio
- Di SiViaggia.it
- 0 Visualizzazioni
- 5 min di lettura
Sale, lentisco e di un’indomita libertà: sono questi i primi odori e le sensazioni che si avvertono quando ci si avvicina a Razzoli, piccola isola dell’Arcipelago di La Maddalena (appena 1,5 chilometri quadrati di superficie) e uno degli angoli più remoti e affascinanti della Sardegna. Qui, infatti, il paesaggio assume tratti quasi nordici, lontani dalle lunghe distese sabbiose e dalle località mondane.
Si trova all’estremità settentrionale dell’arcipelago e costituisce uno degli ultimi avamposti italiani prima della Corsica: dalle sue alture, nelle giornate limpide, la costa francese appare vicinissima. Gran parte del perimetro costiero è modellato da pareti granitiche, insenature profonde e promontori battuti dai venti. Ma è il granito rosa il vero protagonista assoluto del paesaggio, il quale assume forme sorprendenti plasmate da millenni di erosione.
A differenza di molte altre isole mediterranee, Razzoli ha conservato un carattere quasi intatto. Ciò è dovuto (in parte) all’assenza di residenti stabili, ma anche alle sue coste frastagliate in cui la natura detta ancora il ritmo delle giornate. La storia aggiunge ulteriore fascino: pur avendo evitato insediamenti permanenti significativi, entrò per secoli nelle rotte dei naviganti che attraversavano questo tratto di Mediterraneo.
Cosa vedere sull’Isola di Razzoli
Gran parte dei visitatori raggiunge Razzoli attratta dal mare (e no, non gli si può dare torto), ma l’anima più autentica dell’isola si scopre osservando il territorio, seguendo le antiche tracce lasciate dai guardiani del faro e leggendo i segni impressi dal tempo sulle rocce.
Il Faro di Razzoli
Il simbolo indiscusso dell’isola, ovvero il faro, domina uno dei punti più spettacolari dell’intero arcipelago. Il primo impianto venne realizzato tra il 1843 e il 1844, in una posizione vertiginosa affacciata sulle Bocche di Bonifacio. L’edificio originario presentava una struttura imponente articolata su tre livelli e dipinta con fasce bianche e nere. La sua luce raggiungeva fino a 22 miglia marine, una distanza fondamentale per guidare le navi in un tratto di mare spesso agitato.
Nel 1969 la struttura fu dichiarata inabitabile a causa delle lesioni provocate dalle vibrazioni dei motori diesel. Nel 1974 entrò quindi in funzione il nuovo faro, costruito a breve distanza dal precedente e progettato per operare autonomamente. Il panorama da questa zona lascia senza parole: davanti compaiono la Corsica, le isole francesi di Lavezzi e Cavallo e gran parte dell’Arcipelago di La Maddalena.
L’antica mulattiera
Dal piccolo approdo di Cala Lunga parte un percorso storico lungo circa 2 chilometri. Si tratta della vecchia mulattiera utilizzata dalle famiglie dei fanalisti per trasportare viveri e combustibile fino al faro. Accanto al tracciato si nota ancora il binario che facilitava il trasporto dei materiali.
Il sentiero attraversa il cuore dell’isola regalando scorci continui sul mare e sulle scogliere granitiche. Più che una semplice passeggiata, rappresenta un viaggio nella vita quotidiana di chi trascorreva lunghi periodi in totale isolamento.
Monte Cappello
Con i suoi 65 metri di altezza, Monte Cappello costituisce il punto culminante di Razzoli. Il dato numerico può sembrare modesto, ma la posizione dominante garantisce una visuale eccezionale. Lo sguardo abbraccia infatti Budelli, Santa Maria, le Bocche di Bonifacio e le coste corse.
La tomba delle leggende
Poco distante dal faro si trova uno dei posti più enigmatici. Di primo impatto sembra una semplice sepoltura, ma la verità è che alimenta racconti tramandati da generazioni.
Secondo una tradizione popolare accoglierebbe una giovane donna, figlia di un guardiano del faro, morta durante il parto. Un’altra versione parla invece di 2 marinai francesi vittime di un naufragio avvenuto nel 1855. Qualunque sia la verità, questo angolo contribuisce ad arricchire l’atmosfera misteriosa che avvolge Razzoli.
Birdwatching tra le colonie marine
L’isola rappresenta un habitat prezioso per numerose specie di uccelli come gabbiani corsi, gabbiani reali, cormorani, berte maggiori e passere sarde che trovano qui condizioni ideali per la nidificazione.
Le spiagge più belle di Razzoli
Molte insenature di quest’isola della Sardegna risultano minuscole, raccolte tra pareti rocciose e affacciate su un mare che alterna tonalità smeraldo, turchese e blu profondo.
- Cala Lunga: è la spiaggia principale dell’isola e coincide con l’unico punto di attracco. L’insenatura viene divisa in 2 settori da un promontorio granitico ricoperto di vegetazione mediterranea. Sabbia chiara, ciottoli levigati e acque trasparenti creano uno scenario particolarmente suggestivo.
- Cala del Rosario: situata nel settore più settentrionale, rappresenta uno degli angoli più spettacolari dell’isola. Al posto dell’arenile compaiono rocce che precipitano direttamente nel mare.
- Cala Cappello: piccola insenatura raccolta tra affioramenti granitici modellati dal vento. Il colpo d’occhio risulta particolarmente affascinante durante le ore centrali della giornata.
- Cala Noce: poco conosciuta e raramente affollata, custodisce un tratto di costa dall’aspetto severo e autentico, perfetto per chi cerca scenari naturali privi di elementi artificiali.
- Cala Bove Marino: tratto costiero che custodisce una curiosità storica. Fino agli anni recenti del ‘900, nelle acque prospicienti venivano segnalati avvistamenti della foca monaca, una delle specie più rare del Mediterraneo.
Dove si trova e come arrivare
Razzoli appartiene al comune di La Maddalena, in provincia di Sassari, all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. La sua posizione la colloca tra l’isola di Budelli e la Corsica, dalla quale la separano soltanto pochi chilometri di mare. Verso est si trova Santa Maria, collegata geograficamente attraverso il Passo degli Asinelli, uno stretto braccio di mare che segna il confine tra le due isole.
L’accesso avviene esclusivamente via mare e le soluzioni più utilizzate prevedono escursioni giornaliere in partenza dal porto di Palau, oppure dall’isola di La Maddalena. In alternativa si può raggiungere Razzoli con imbarcazioni private, nel rispetto delle norme previste dal Parco Nazionale.
L’approdo si trova a Cala Lunga, unico punto attrezzato per l’attracco. Appena messo piede a terra si percepisce subito la differenza rispetto ad altre destinazioni del Mediterraneo: non c’è alcun centro abitato, nemmeno una strada asfaltata e manca persino un rumore che interrompa il dialogo continuo tra vento, granito e mare. Ed è proprio questa la sua grande ricchezza, perché Razzoli resta uno dei rarissimi luoghi in cui la natura conserva ancora l’ultima parola.