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“Il governo smetta di usare il nome di Enrico per il Piano Mattei”: gli eredi del fondatore Eni diffidano palazzo Chigi

  • Postato il 22 aprile 2026
  • Politica
  • Di Il Fatto Quotidiano
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“Il governo smetta di usare il nome di Enrico per il Piano Mattei”: gli eredi del fondatore Eni diffidano palazzo Chigi

Il governo dovrebbe smetterla di chiamare con l’appellativo di “Piano Mattei” il suo programma per la strategia energetica e la collaborazione con i Paesi africani. Lo ha chiesto formalmente Pietro Mattei, il nipote dello storico fondatore dell’Eni, con una mail pec inviata il 27 marzo scorso all’indirizzo della presidenza del consiglio dei ministri. La missiva digitale “diffida all’utilizzo del nome di Enrico Mattei in relazione al cosiddetto Piano Mattei”, come riportato dal quotidiano La Stampa, che pubblica ampi stralci. Enrico morì nel 1962 in un tragico incidente aereo ancora avvolto nel mistero. Era sposato ma senza figli, solo nipoti tra gli eredi incluso Pietro, 8 anni al momento del decesso dello zio.

Pietro Mattei è pronto a portare palazzo Chigi in tribunale, secondo il quotidiano torinese: “Faremo causa, civile e penale. Stanno vendendo una scatola vuota”. Al momento il Piano Mattei resta legato al programma gestito dalla struttura di coordinamento a Palazzo Chigi guidata dal consigliere diplomatico di Meloni, Fabrizio Saggio. La decisione della diffida è giunta dopo tre anni di governo e due dall’avvio del Piano, perché “Mattei aveva sfidato gli americani, non era il loro servo. E secondo alcune tesi potrebbe essere stato ucciso proprio per questo”. Il fondatore dell’Eni, nel secondo dopoguerra, aveva sfidato le sette sorelle (il cartello petrolifero americano) firmando accordi con i Paesi africani più redditizi per loro, ma vantaggiosi anche per l’Italia. In questo modo, Mattei gettava le basi per slegarsi dagli Usa che non gradirono affatto. Secondo il nipote Pietro, “il contrario di quello che sta facendo Meloni. All’inizio ho detto ‘vediamo che fanno’. Ma adesso trovo veramente inaccettabile le politiche del governo. Sull’immigrazione, sui costi dell’energia, sui rapporti con gli Stati Uniti. (…) Meloni invece non compra gas dai russi perché deve comprarlo da Washington e assiste inerme a un genocidio in Palestina. Se lo immagina Mattei di fronte a questo?”. Invece di perseguire “la sovranità energetica nazionale” il governo mostra “una marcata subordinazione agli interessi degli Usa”. Secondo Pietro, l’uso del nome sarebbe solo “finalizzato a scopi di propaganda”, con il rischio di “distorcere” la memoria storica di Enrico Mattei. Il nipote prende le distanze anche dalle politiche sull’immigrazione, distanti dalla visione dello zio: Mattei “selezionava i giovani locali, li formava nelle scuole dell’Eni e li rimandava nei loro Paesi. Un approccio lontano dall’attuale utilizzo del tema migratorio per fini politici”.

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Il Fatto Quotidiano

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