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Il dovere della schiena dritta da Poggioreale a Mantova e la memoria di Giuseppe Salvia che parla ai ragazzi

  • Postato il 25 maggio 2026
  • Attualità
  • Di Paese Italia Press
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  • 3 min di lettura
Il dovere della schiena dritta da Poggioreale a Mantova e la memoria di Giuseppe Salvia che parla ai ragazzi

di Domenica Puleio

La memoria non è un esercizio di stile, né un elenco di date da celebrare per dovere d’ufficio. Diventa carne viva quando incrocia gli sguardi di chi il futuro deve ancora scriverlo, strappando le storie del passato alla polvere della retorica. Oggi, all’Auditorium Frida Kahlo di San Giorgio Bigarello, in provincia di Mantova, le parole hanno avuto il peso specifico della verità. La rassegna “Semi di legalità” ha piantato le sue radici più profonde nell’incontro tra gli studenti dell’Istituto Comprensivo locale e Claudio Salvia, funzionario dello Stato che porta sulle spalle, e nel nome, un’eredità dolorosa e potente.

Claudio è il figlio di Giuseppe Salvia, il vicedirettore del carcere di Poggioreale che il 14 aprile 1981 venne trucidato sulla tangenziale di Napoli. Un omicidio ordinato dal capo della Nuova Camorra Organizzata, Raffaele Cutolo. La colpa di Giuseppe Salvia? Una colpa imperdonabile per le logiche criminali: aver preteso che la legge entrasse in quel penitenziario, osando perquisire il boss che si credeva onnipotente e al di sopra dello Stato. Aveva la schiena dritta, Giuseppe Salvia. E quella dignità, quarantacinque anni dopo, ha preso la parola attraverso la voce di suo figlio.

Davanti a una platea di ragazzi abituati ai ritmi frenetici dei social, l’atmosfera si è fatta densa. Claudio Salvia non è salito in cattedra per fare una lezione di educazione civica astratta; ha parlato alla pancia e alla coscienza dei giovani, raccontando l’uomo dietro l’eroe istituzionale, la quotidianità di un padre che ha scelto il dovere alla sottomissione.

Una testimonianza verticale, che ha scosso la passività e si è tradotta immediatamente in un dialogo serrato, fitto di domande da parte degli studenti. È questo l’impatto che fa saltare i vecchi schemi della celebrazione formale, come ha sottolineato con forza il Sindaco di San Giorgio Bigarello, Davide Dal Bosco: “Oggi la testimonianza di Claudio Salvia davanti alle studentesse e agli studenti ha fatto la differenza. Abbiamo visto ragazzi e ragazze profondamente interessati, che hanno partecipato attivamente con numerose domande. Questo ci conferma che siamo nella direzione giusta: portare sul territorio persone che quotidianamente si battono contro la criminalità organizzata e testimoniano il valore della legalità è per noi fondamentale. I giovani lo capiscono, hanno fame e bisogno di esempi concreti da cui prendere spunto.”

L’emozione si è poi trasferita dall’auditorium alla strada, trasformando la riflessione in un atto politico nel senso più nobile del termine. In Piazza Giotto, gli studenti si sono stretti attorno a Claudio Salvia, al Sindaco e alla giunta comunale per la solenne deposizione della corona presso la Quercia della Legalità. Quell’albero, con le sue radici ben piantate nella terra mantovana, da oggi smette di essere solo un elemento di arredo urbano. Diventa il custode della storia di una Napoli che non si è piegata, ricordando a tutta la comunità che la legalità non si eredita, ma si pratica.

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