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Il dipartimento di Giustizia dà a Trump e famiglia l’immunità da qualsiasi contestazione del fisco Usa

  • Postato il 20 maggio 2026
  • Economia
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Il dipartimento di Giustizia dà a Trump e famiglia l’immunità da qualsiasi contestazione del fisco Usa

Il Dipartimento di Giustizia ha segretamente ampliato l’accordo fra Donald Trump e l’Agenzia delle entrate americana. Una nuova clausola impedisce all’Internal Revenue Service di avanzare pretese fiscali nei confronti del presidente, della sua famiglia, delle due attività, dei suoi trust e di altri soggetti affiliati: gli sarà “permanentemente precluso” di rivendicare qualsiasi pretesa o richiesta di risarcimento danni che sia stata o avrebbe potuto essere avanzata nei confronti di Trump e di esaminare le sue precedenti dichiarazioni dei redditi.

L’intesa è stata raggiunta nell’ambito del ritiro da parte del presidente della causa da 10 miliardi intentata a titolo personale contro l’agenzia, che Trump accusava di non avere protetto lui e i suoi figli Donald Trump Jr e Eric Trump da una fuga di notizie non autorizzata relativa alle loro dichiarazioni dei redditi. Il dipartimento di Giustizia ha dichiarato che Trump stesso non riceverà alcun risarcimento, ma riceverà delle scuse formali.

In contemporanea verrà creato un fondo ‘anti-strumentalizzazione’ da 1,78 miliardi di dollari per risarcire gli alleati di Trump che sostengono di essere stati ingiustamente presi di mira dalla precedente amministrazione di Joe Biden. Come rileva la Cnn, si tratta di una mossa senza precedenti che consentirebbe all’amministrazione di pagare i propri sostenitori attraverso un’agenzia governativa controllata dallo stesso presidente, utilizzando denaro dei contribuenti. L’accordo ha sollevato molte critiche anche fra i repubblicani, che vedono con scetticismo la possibilità che gli alleati del presidente, inclusi gli assalitori del 6 gennaio, possano essere risarciti con soldi federali.

Nei giorni scorsi era emerso che Trump è stato multato per aver dichiarato oltre la scadenza prevista dalla legge transazioni azionarie per un valore di decine di milioni di dollari. Il Washington Post ha rivelato che, stando ai documenti diffusi dall’U.S. Office of Government Ethics, Trump è stato multato per 200 dollari sia a marzo che ad agosto per non aver segnalato la vendita di milioni di azioni di Nvidia, Microsoft e Amazon. Secondo la legge federale il presidente americano è tenuto a dichiarare le transazioni azionarie superiori ai 1.000 dollari entro 45 giorni.

Nel complesso, all’inizio di quest’anno Trump ha reso note transazioni finanziarie per un valore di almeno 220 milioni di dollari. Ma a febbraio ha acquistato azioni Nvidia, pochi giorni prima che l’azienda annunciasse un importante accordo con Meta; in seguito a tale annuncio, le quotazioni della società sono salite di circa il 2,5 per cento, come riportato dal Post. Sempre a febbraio il tycoon avrebbe inoltre venduto azioni Microsoft e Amazon per un valore compreso tra i 5 e i 25 milioni di dollari, per poi acquistarne per svariati milioni nel mese di marzo, poco prima che il Pentagono annunciasse l’intenzione di impiegare le tecnologie delle due aziende all’interno di reti informatiche classificate.

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Il Fatto Quotidiano

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